Ma che bontà questa robina qua

Si è conclusa la quinta edizione di Milano Golosa, manifestazione ideata e organizzata dal gastronauta Davide Paolini, giornalista, e autore del libro:

“Il crepuscolo degli chef. Gli italiani e il cibo tra bolla mediaticae e crisi dei consumi”.

Un’edizione importante:

oltre 13.000 presenze,

quasi 200, gli espositori che hanno portato a Milano i loro prodotti da tutta la penisola­.

Al centro della scena la purezza della materia prima e coloro che la producono, rispettando qualità e tradizioni.

Paolini si augura che dopo il cooking show, esaurita la tendenza a privilegiare l’immagine, si arrivi al making show, con contadini e viticoltori protagonisti.

Davide Scabin sostiene che dopo il crepuscolo degli chef, ci sarà la rinascita dei cuochi.

 

Panini Durini di Milano, con il panino Settembre, ha vinto il contest

Panino, passione italiana.

Dibattiti, degustazioni, eventi, durante l’intensa tre giorni milanese:

si è parlato anche di vino, nell’incontro

Pietra, vetro, porcellana: nuove vie per il vino?

Benjamin Zidarich, vignaiolo del Carso, ha portato la tradizione millenaria dei vasi di pietra ricavata dalle cave della zona; Stefano Amerighi l’esperienza maturata sui Monti Sibillini con il Pecorino affinato in damigiane di vetro; Fabio Gea il percorso di sperimentazione di contenitori vinari realizzati in particolari ceramiche cotte ad alte temperature.

Alle 13 migliori botteghe artigiane d’Italia è andato Il Premio Kia alle Botteghe Golose d’Eccellenza, iniziativa nata in collaborazione con Kia Motors Italia.

I vincitori: Erbavoglio di Aosta, Gastronomia Gallo di Torino, Parla come mangi di Rapallo (Genova), Damini – Macelleria e Affini di Arzignano (Vicenza), Latte e… di Treviso, Baita del Formaggio di Milano, Enogastronomia Giusti di Modena, Gastronomia Galanti di Firenze, Il Merlo di Camaiore di Camaiore (Lucca), Roscioli di Roma, La Tradizione di Roma, La Tradizione di Vico Equense (Napoli), Campania Mia di Napoli.

 

A Milano Golosa, mi son sentita a casa…

ho riconosciuto profumi e sapori:

diversi gli espositori campani, disponibili e generosi.

Simona, Marco e gli altri ragazzi della Pasticceria De Vivo, di Pompei, nata nel lontano 1955, mi hanno accolta con un babà e conquistata con calore/calorie, sorrisi e liquore – per essere precisa, il liquore al peperoncino, nato dall’estro dei simpaticissimi Piolo&Max, era una proposta della Piccola Bottega Spiritosa di Trieste.

 

Nelle creazioni della pasticceria De Vivo, il sapore del Sud, e  prodotti che non disdegnano contaminazioni con il nord;

è il caso del Pan Sfogliatella,

il re di Milano incontra la regina di Napoli:

l’impasto del panettone con il ripieno della sfogliatella napoletana.

Tutti i lievitati nascono sotto la “regola del lievito madre“, seguendo un lungo processo di crescita di 36 ore. SENZA COLORANTI, SENZA ADDITIVI CHIMICI.

Il Pan Cassata, il Pan Choco Rhum, Il Pan Fichi & Noci, Il Pan Gelso

– un impasto con gelso candito del Vesuvio e foglie di menta cristallizzata.

Il Pan Caprese, il Panis Dulcis Pompei, che rievoca l’antica Pompei.

 

Ancora la regina, la sfogliatella:

racconta la storia del mio popolo;

– nata in un convento sulla Costiera Amalfitana, per caso: in un giorno dedicato alla lavorazione del pane, una delle monache trovò in cucina della farina di semola cotta nel latte, e per non buttarla, vi aggiunse frutta secca, limone e zucchero, e inserì il ripieno in un cappuccio di pasta sfoglia da cuocere in forno –

è il cuore di Napoli che, caldo, dietro una delicata pasta, si lascia scoprire;

delizia che ad ogni morso svela anni di amore e dedizione.

L’universo in un boccone.

 

Dalla cura, dalla pazienza, dall’attenzione, da un rito lento e dovizioso, nascono

le sfogliatelle chips, brevettate dopo attenti e scrupolosi controlli dal team De Vivo.

 

Le ho mangiate in bici, mentre rientravo a casa: pedalavo e sgranocchiavo.

Non ho neanche provato, ad opporre resistenza.

Dopo tanta dolcezza, io, golosissima, persa e inebriata.

 

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Incontro con l’Oltrepò

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Serata di degustazione e banco d’assaggio dell’ OLTREPO’ PAVESE

in collaborazione con il Consorzio di Tutela.

GIOVEDI’ 20 OTTOBRE 2016

Hotel Michelangelo**** – Sala Michelangelo
Piazza Luigi di Savoia, 6 – Milano,
h.19.30

Go Wine prosegue gli appuntamenti di degustazione con un evento in cui protagonisti saranno i vini e aziende dell’Oltrepò Pavese, con la collaborazione del Consorzio di Tutela. La viticoltura dell’Oltrepò Pavese rappresenta da sola oltre 13.000 ettari vitati, con un articolato panorama di vitigni e vini, ben 3.000 ettari coltivati a Pinot nero;

Pinot Nero appunto, Spumante, Bonarda, sono alcune delle parole chiave del vigneto dell’Oltrepò.

La degustazione sarà organizzata attraverso banchi d’assaggio di singole aziende che incontreranno il pubblico.

Una selezione in Enoteca a cura del Consorzio completerà la proposta di degustazione.

Al banco d’assaggio:
Bricco dei Roncotti – Canneto Pavese
Cà di Frara –
Mornico Losana
Oltrepò Vini –
Rocca Susella
Rebollini –
Borgoratto Mormorolo
Riccardi Luigi e Mora Bassa
– Vigevano
Quaquarini
– Canneto Pavese
Tenuta Belvedere
– Montecalvo Versiggia
Tenuta Quvestra
– Santa Maria della Versa

Al banco d’assaggio consortile dedicato al Pinot Nero Metodo Classico e in Rosso:
Castello di Stefanago – Borgo Priolo; Conte Vistarino – Pietra De’ Giorgi;
La Costaiola – Montebello della Battaglia; Guerci F.lli – Casteggio;
Monsupello – Torricella Verzate; Tenuta La Costa – Castana;
Tenuta Elisabet – Torrazza Coste; Vercesi del Castellazzo – Montù Beccaria

Presente all’evento la Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese.

 

 

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Un’occasione persa

Giorni fa, presso la sede del Circolo Della Stampa di Milano, si è tenuto

il corso di formazione per giornalisti:

“Professione inviato speciale: com’era il giornalismo della carta stampata e come è cambiata l’informazione nell’era digitale”, utile a conseguire alcuni dei crediti necessari per la Formazione Professionale Continua.

Organizzato dall’ordine dei Giornalisti della Lombardia in collaborazione con l’Associazione Lombarda dei Giornalisti e il Circolo della Stampa, l’incontro,

si è rivelato un’occasione persa;

a mio dire – e ho trovato diversi colleghi in sala concordi –

i relatori in più passaggi, sono usciti fuori tema.

Sarebbe stato più opportuno definire il convegno così:

“Memorie degli inviati di grande testate”.

L’unico aspetto legato al mondo digitale, un collegamento via Skype con un giornalista all’estero, è miseramente fallito, per una connessione non abbastanza potente (…) .

Peccato!

L’incontro era iniziato in modo appropriato ed interessante:

“Esistono due categorie di inviati.

Quelli che sono stati cronisti e quelli che non lo sono stati.

Due tipologie ben distinte nella modalità di approccio verso i fatti.

Quelli che lo sono stati si vedono subito.

Hanno curiosità per i dettagli, per la ricerca e la verifica delle fonti, per ciò che non si vede ma va capito, analizzato, visto con occhi esterni al coinvolgimento personale, oggettivamente e motivatamente.

I migliori inviati sono i cronisti.

Quelli che non sono mai stati cronisti hanno un approccio ideologico alla notizia, e non c’è nulla di più negativo e deviante”.

Ancora:

“Per un inviato di guerra, è importante tenere un basso profilo

(alle donne si consiglia di coprire il capo, agli uomini di farsi crescere la barba).

Il bagaglio?
Uno zaino essenziale, per muoversi in modo rapido.

Un fotografo: questo sì, è indispensabile.

Un traduttore. Un autista.

Un sacco/lenzuolo, per avere una propria isola, e la zanzariera.

I locali sono diffidenti, ostili, fino ad arrivare alle volte alla persecuzione.

Oggi ci sono dei gruppi, in alcune zone di guerra, che vedono nel reporter occidentale un bersaglio.

Lo perseguitano in quanto infedele.

A Gaza, per esempio, c’è una caccia al giornalista occidentale che una volta non c’era.

Da 15 anni in poi i giornali hanno dovuto sottoscrivere un’assicurazione antisequestro per gli inviati.

Un inviato deve rischiare ma non essere folle, avere mille occhi e molto coraggio”.

Ho imparato a trasformare le occasioni perse in opportunità, così, ho approfittato della pausa, per far conoscenza con un giornalista, cronista e inviato speciale da ben 25 anni, che mi ha raccontato a grandi linee la sua emozionante esperienza in giro per il mondo;

ho avuto anche il piacere di scambiare qualche battuta con un professionale e sempre elegante Ferruccio De Bortoli, che ha scelto di esserci perchè:

“Non si smette mai di essere studenti, c’è sempre da imparare”.

Ringrazio il Dr.De Bortoli, per l’interesse mostrato nei confronti del mio terzo libro

– Il sole di notte –

ringrazio il giornalista Lucio Rizzica per gli aneddoti, i suggerimenti e per l’ottimo caffè.

C’è del buono, persino nelle occasioni mancate.

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Il Veneto a Milano

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I VINI DEL VENETO A MILANO 
GIOVEDI’ 29 SETTEMBRE 2016

Hotel Michelangelo **** – Sala Michelangelo
Piazza Luigi di Savoia, 6 – Milano, ore 19,00



Il primo appuntamento dell’autunno di Go Wine a Milano

Dopo la pausa estiva il calendario degli eventi Go Wine riprende con una grande serata meneghina, un evento che si rinnova per la sesta edizione, un incontro che omaggia una regione la cui la storia vinicola ha radici profonde e nobili.

Il Veneto.

La tradizione si confronta oggi con una cultura enologica sempre più attenta al vino di qualità.

Alcune aziende partecipanti, ricchezza della viticoltura veneta:

Agrostem – Caselle di Sommacampagna (Vr); Begali Lorenzo – San Pietro in Cariano (Vr);
Cà Biasi – Breganze (Vi); Cantine Vitevis – Montecchio Maggiore (Vi);
Case Cecchin – Montebello Vicentino (Vi);
Coali, Tenuta Savoia – Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr);
Collis – Monteforte d’Alpone (Vr); Conati – Fumane (Vr);
Il Mottolo – Baone (Pd); Loredan Gasparini – Volpago del Montello (Tv);
La Tordera – Vidor (Tv); Manara – San Pietro in Cariano (Vr);
Nicolis – San Pietro in Catriano (Vr); Puntozero – Padova;
Trabucchi – Illasi (Vr); Villa Mattielli – Soave (Vr);
Vitevis – Montecchio Maggiore (Vi); Zeni – Bardolino (Vr)

 

 

 

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L’estate di Olimpia

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La Grande Estate: progetto di Olimpia Zagnoli  articolato in due momenti – il primo dal 5 al 7 agosto a Castagneto Carducci, dove ha tenuto un workshop e, il secondo, la mostra, al via nei prossimi giorni, al Mutty, incantevole spazio, dove presenterà i nuovi lavori, inediti e originali.

L’illustratrice, che possiede uno dei tratti più inconfondibili del panorama italiano e collabora regolarmente con importanti testate mondiali, si mette in mostra con un soggetto per lei del tutto nuovo.

Il progetto, curato da Melania Gazzotti, è concepito in collaborazione con lo spazio culturale Mutty, che ha prima casa nell’affascinante borgo di Castiglione delle Stiviere, a pochi passi dal Lago di Garda, e seconda casa nel centro storico del paesino di Castagneto Carducci, immerso tra i colli, uno spazio per la cultura attivo dal 2013: si

promuove e si divulga il lavoro di illustratori, artisti e studiosi del bello,

attraverso mostre, presentazioni e laboratori.

 

Olimpia Zagnoli nasce a Reggio Emilia nel 1984.

Si trasferisce ancora bambina a Milano, dove tuttora vive e lavora.

Dopo aver trascorso un periodo a New York, città in cui torna regolarmente, inizia a pubblicare le prime illustrazioni.

Numerose, nel corso degli anni, le sue collaborazioni in ambito editoriale, lavora per  alcuni dei più importanti giornali: “The New Yorker”, “The New York Times”, “New York Magazine”, “The Guardian”, “The Washington Post”, “The Wall Street Journal”, “Le Monde”;

disegna copertine per case editrici come Penguin Books, Taschen e Feltrinelli.

Le sue immagini – vivaci e ironiche – hanno fatto da cornice a campagne pubblicitarie di aziende come Google, Sephora, Air France, Clinique, Fendi, Hermes e Ballantyne.

 

L’artista, nota per misurarsi con temi di attualità e costume mettendo al centro la figura femminile, questa volta è in ascolto delle morbide colline, della luce abbagliante e del canto delle cicale della campagna toscana, raccontando storie con pochi segni,

incisivi e distintivi.

La sua capacità, di andare all’essenza del soggetto, con efficacia e sensibilità, coglie la poesia di un luogo che è già stato raccontato dalla penna di Giosuè Carducci.

In bocca al lupo Olimpia!

Mostra 24 settembre/15 ottobre

Mutty Castiglione delle Stiviere (Mantova) 

Vernissage 23 settembre ore 19.00

Ufficio Stampa

Elena Pardini tel.+39 348 3399463

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Il secondo caffè

Alla fine della stagione estiva, la città si ripopola. La nostalgia si insinua. Rientri a casa. Infili la chiave nella toppa, apri la porta, e davanti agli occhi, il tuo mondo.

Per quanto avvicente, avventuroso, educativo e stimolante, un viaggio possa essere, ritrovare il proprio nido è confortante. Lavi le mani, il viso, bevi un bicchiere d’acqua; la bottiglia di vino bianco fermo, sapientemente lasciata in fresco prima di partire, ti fa l’occhiolino dal frigorifero, ma in quel momento niente, neanche un buon vino può sostituire la tua polvere scura preferita: 

il caffè…

per riprendere le redini in mano, è indispensabile un caffè.

Il primo caffè, dopo un mese o chissà quanto, in giro lontano da casa.

Amo il primo caffè.

Il primo caffè ti dà la carica necessaria a disfare le valigie,

ti guida, mentre prepari un bagno o, fai partire un vinile. 

Il relax, conquistato a suon di albe, tramonti e onde, non si può perdere al rientro:

è da tutelare anche tra le proprie mura.

Dopo il primo, c’è il secondo caffè.

Sia benedetto il secondo caffè.

Quello “di compagnia”, bevuto senza fretta, quello della coccola.

Ecco, il primo caffè, ha un valore inestimabile,

non so se sia patrimonio dell’umanità

– per come la vedo io, dovrebbe esserlo di sicuro;

ma il secondo caffè, che precede con lentezza il terzo,

non andrebbe mai sottovalutato. La tazzina resta lì, in un angolo, tu con scadenze irregolari e certe, interrompe ogni altra azione e bevi; un sorso, poi tutto.

Che invenzione, il caffè. Eccovi qualche minuto delle presentazioni de:

“Il sole di notte”.

Incontri con l’autrice, spruzzi di mare, il Sud.

Il sole di notte Summer Style.

Quante emozioni!

Grazie alla casa editrice L’Erudita, grazie a Giulio Perrone, grazie ai ragazzi della Wiki Wiki agenzia, grazie Federico, grazie agli attivissimi operatori portuali, grazie Antonio Lembo, Giuseppe Radano, Vincenzo Belcuore. 

Grazie
Mario, grazie Ila.

Pic. by

@ilantina ❤💋

Hair Stylist

Alessandro Rufrano

Sì ringrazia inoltre:

Tiziano Reversi per le fedine che indosso in foto: la vite, l’albero della vita.

Grazie a Nick e Anaclaudia del villaggio “Dolce Vita”, alle titolari del caffè letterario “Blu”, allo staff del lido “Le serre”, grazie a Laura, Dario,Valentina, Giosi, Enrico, grazie al talentuoso musicista Antonio Amato, grazie Adriana e Marco, grazie Anna, grazie Raffaella, Annachiara, e grazie a tutti gli altri che non si son tirati indietro, nel darmi filo in questa avventura. Ok. Pronti. Si ricomincia. Autunno 2016, fai pure un ingresso solenne: “Nun te temo”! 

Il catamarano protagonista di alcune immagini è “What I Want”.

“Il sole di notte” può essere anche tuo:

1.https://www.amazon.it/sole-notte-Alessia-Luongo-Giacomo/dp/8867701282

2. ordini@lerudita.it

3.tel.3386982718

4.http://www.ibs.it/code/9788867701285/luongo-di-giacomo-alessi/sole-notte.html

5.oppure… corri ad ordinarlo in libreria 🙂

 

(Guarda video)

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Love as I see it

Love is simple… with a touch of sparkle!

– Il sole di notte –

About the song:

Mr.One, My Man, The Man, probably got lost (…)

I hope he can find the right path;

meanwhile… I’m my man.

#ilsoledinotte

#aldg

#lacicala

#alessialuongodigiacomo

#summer2016

#book

#3

Il sole di notte

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Ho capito

Ho capito che le parole sono necessarie quando si tratta di libri o canzonette,

per il resto, 

io chiedo fatti e ricambio con fatti.

Ho imparato che in campo medico, 

se i Professori, 

i Luminari, 

non sanno darsi una spiegazione, utilizzano la locuzione latina: 

“Sine causa”.

Ho capito che non bastano 12 rose rosse per conquistarmi, nonostante il profumo intenso e il colore vivido.

– No, aspettate, questo lo sapevo già, ne ho solo avuto conferma. 

(L’uomo delle Red Velvet non è arrivato “in prima base”: non ha espugnato il mio cuore).

Ho capito che la vita può cambiare in pochi attimi, proprio come avevo sentito dire.

Ho capito che 

“Il tuo sangue è sangue tuo”

(e non perchè abbia guardato in HD

#Gomorralaserie).

Ho constatato che quando ci sarebbe davvero da piangere, a meno che, non sia in qualche modo d’aiuto, persino io, succursale delle Niagara Falls, riesco a non farlo.

Ho intuito che durante la nostra esistenza è richiesta una quantitá notevole di sangue freddo. 

Ho notato,

che l’oasi dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico S.Raffaele, 

piace molto ai bambini,

eppure, le scimmie, il pavone, i pappagalli e tutti gli altri esemplari, al di là delle recinzioni, sembrano un po’ tristi.

Ho scoperto che in momenti difficili si possono incontrare persone straordinarie.

Ho compreso quanto sia importante la tolleranza e quanto valga  il silenzio, mentre si stringe la mano ad un essere umano sofferente. 

Ho visto che i miracoli a volte accadono;

se preferite, possiamo chiamarli in modo differente,

per esempio:

“progressi della chirurgia robotica”.

Ho iniziato a rispondere al telefono… quasi sempre, 

ed essendo quel tipo di donna, 

che spesso va fuori lasciando lo smartphone a casa,

non mi pare poco.

*…*

Ho capito,

infine,

che ancora tanto, 

aspetta di essere scoperto, visto, notato, compreso.


Facciamoci trovare pronti, 

reattivi,

quando gli eventi,

nell’indicarci nuove vie, 

proveranno a spiazzarci.


 

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Il sole di notte

Un’estate senza parole avrebbe le fattezze del più rigido inverno,

dunque, parole per voi!

 

Parole fresche,

la granita al limone gustata a bordo di un Magnum 100′,

di fronte al faro di Punta Carena, nell’azzurro, e a volte nervoso, mare di Capri.

 

Parole e vento,

in Borgogna,

un Richebourg Grand Cru, Henri Jayer, del 1987,

sorseggiato al tramonto

– o a colazione.

 

Mi auguro siano sempre foriere di grandi emozioni,

e siano espressione di stile,

le parole.

 

Buona visione e buona lettura!

 

 

Giugno 2016

©Alessia Luongo Di Giacomo

 

 

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Red Velvet

Hanno consegnato 12 rose rosse a casa mia.

Vivo da sola.

Si presume le rose siano per me.

 

12 rose rosse a gambo lungo.

12 rose Red Velvet che neanche i cupcake della bakery nel Greenwich.

12 rose rosse: un odore che sintetizza tutte le essenze de “Il profumo” di Süskind.

12 rose rosse con un biglietto – privo di firma, ma ne ho intuito il mandante – che riporta la frase di D’annunzio:

Rosam cape, spinam cave.

Appunto.

 

Non è una novità, ricevere dei fiori.

Per fortuna, capita spesso.

Chi mi conosce davvero mi vuole bene:

non solo, prevedibili corteggiatori che sperano di accapararsi qualche consenso, mi omaggiano con pensieri floreali,

anche le amiche lo fanno – regalano lillà, fresie, fiori di cotone o girasoli .

 

Persino il giovane indiano che vende rose all’ingresso del ristorante sotto casa, ogni volta che ci incontriamo, mentre blocca con il piede il portoncino (mi agevola, nel portare dentro la bici) dona rose, rose stabilizzate:

non sono come le mie 12 Red Velvet,

comunque basta il pensiero no?

 

Un gesto gentile.

Ricambio: quando preparo la crostata di visciole,

ne faccio una anche per lui;

mi pare sia sempre felice di riceverla.

 

Nespole!

Ora che ci penso, forse ho una relazione

platonica con l’indiano.

Non l’avevo mai vista in questo modo

– fino ad ora.

 

Torniamo al discorso principale.

 

Queste rose qui, a differenza delle rose ricevute in passato, mi hanno mandato in crisi.

Non sono rose sudafricane portatrici di promesse fatte e mai mantenute, racchiuse in  raffinate confezioni da fioristi di lusso.

 

Non sono le trecento rose rosse – che volgarità – tipiche di un finto uomo “Tutta Fuffa”.

 

Scene già vissute.

 

“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto:

chi ha dato, ha dato, ha dato,

scurdammoce ‘o passato,

ecc…ecc..”

 

image

Queste qua, le rose Red Velvet,

sono 12 rose rosse.

Le stesse che una volta regalarono anche a Coco.

Semplici.

Belle, e, come natura detta, con tante spine.

12 rosse rosse che curo da due giorni come

fossero uova cadute da un nido.

12 rose rosse – non in numero dispari, ma 12:

“Con 12 o multipli, si vuole dimostrare un sentimento di amore e passione.

Regalare 12 rose rosse significa:

-RESTA CON ME –

Pensiero importante, portatore di un messaggio forte.”

 

Che paura.

Non esageriamo.

Son solo rose…

 

Può risultare destabilizzante, per una single incallita, un bel giorno, sentirsi dire:

“Voglio te nella mia vita, non so come tu abbia

fatto, ma ormai sei nel mio cuore.

Credevo di averlo sigillato.

Hai trovato una via.

Devi essere entrata da qualche parte,

forse di traverso.

Avrai usato una fiamma ossidrica speciale”.

 

12 rose rosse per le quali non ho ringraziato.

“Che scostumata!”

direbbero i più, ignari –

A me, de “i più” non interessa un fico secco.

 

Conta, invece,

chi mi ha offerto quelle rose.

Magari anche quest’uomo, si aspettava io

ringraziassi… a quest’ora avrà intuito che le

convenzioni sociali mi annoiano:

infatti non ha battuto ciglio,

starà cercando di capire come entrare

nel mio, di mondo.

 

Il cuore, e le sue porticine magiche: 

contemporaneo Paese delle Meraviglie… e dei

Drammi.

 

Lui non lo sa, in cosa si andrebbe a cacciare.

Per avere a che fare sentimentalmente con me, 

ci vuole una patente speciale;

a quanto pare, ha intenzione di iscriversi al corso

per tentare di prenderla.

 

12 rose rosse con un gambo tanto lungo

che nessuno dei miei vasi era adatto.

Ho risolto con una brocca di cristallo.

Finora son riuscita anche a non farla cadere,

nell’avvicinarmi per annusarle.

 

Non l’ho ringraziato, l’uomo delle rose, ma ho

impostato la sua foto come schermata di blocco

del mio smartphone.

Voglio guardarlo bene in faccia, questo pazzo

che ha deciso di non riuscire a stare senza me.

Ammesso, riesca mai a trovarmi,

considerato che,

da quando ho ricevuto le rose,

sto ancora correndo via.

 

P.S: Attento alle spine!

 

 

Red Velvet

Giugno 2016

©Alessia Luongo Di Giacomo

 

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Passione rosè sul Lago di Garda

roséIX EDIZIONE

Italia in Rosa scalda i motori per la nona edizione: la rassegna dei rosé di Moniga del Garda (Bs), si ripresenta in scena con numeri da record e si avvicina al traguardo del decennale, alzando l’asticella della qualità e della rappresentatività: quest’anno il festival dei rosé di Moniga, la Città del Chiaretto sulla Riviera bresciana del lago di Garda, celebra la nona edizione all’insegna di una forte crescita, annunciando la presenza di 131 cantine per un totale di oltre 170 rosé provenienti da tutta Italia.

La manifestazione gardesana, va in scena da oggi al Castello di Moniga, suggestiva cornice trecentesca con vista mozzafiato sul Benaco, inaugurata con grande successo nel 2015, e, quest’anno dotata di una superficie espositiva ulteriormente ampliata per migliorare l’ospitalità degli amanti del vino, che non vorranno mancare all’appuntamento con la più esaustiva vetrina italiana dedicata al “bere rosa”.

La Valtènesi e la Puglia, due fra i territori italiani che mirano a rivendicare una tradizione viticola storicamente orientata alla produzione di vini rosa, saranno protagonisti, ma tutte le zone d’Italia avranno una loro area, dall’Abruzzo al Piemonte passando per la Toscana ed il Veneto;

non mancheranno gli stand, anche questi rigorosamente in rosa, dei Vignaioli Veneti oltre che delle Donne del Vino.

Spazio ad una rappresentanza autorevole di Cotes de Provence, protagonista per altro di una degustazione guidata, aperta da Michel Couderc (Responsabile del Centro Studi ed Economia del Conseil Interprofessionel Vins de Provence) che, sabato 11, presenterà i dati dell’Osservatorio 2016 sui Rosè con le ultime tendenze mondiali nel convegno in programma a Villa Galnica di Puegnago, sede del Consorzio Valtènesi.

Alla tavola rotonda parteciperanno anche Tiziana Sarnari, analista di mercato Ismea specializzata nel comparto vino, e Lucia Nettis, direttrice dell’associazione Puglia in Rosè: presenze che puntano a rafforzare l’identità di Italia in Rosa.

Italia in Rosa assume una connotazione “social” grazie alla grande “Cena in Rosa” in programma nella serata di domani: i partecipanti con almeno un capo d’abbigliamento e tovagliato in rosa, potranno portare il proprio cibo (possibilmente in rosa anche quello) e cenare sul prato in un’area riservata nel giardino del castello  accompagnando le proprie pietanze con i vini di Italia in Rosa.

 

Il convegno

SABATO 11 GIUGNO ore 10
Villa Galnica di Puegnago del Garda sede del Consorzio Valtènesi

 

“Il futuro del Rosé: numeri e dimensioni di un mercato in forte espansione”

Relatori:
Luigi Alberti – Presidente di Italia in Rosa
Carlo Alberto Panont – Direttore Consorzio Valtènesi
Michel Couderc – Responsabile Centro Studi ed Economia del Conseil Interprofessionel Vins de Provence
Tiziana Sarnari – Analista di Mercato ISMEA
Lucia Nettis – Direttrice di Puglia in Rosé
Alessandro Luzzago – Presidente Consorzio Valtènesi.

Nel corso dell’incontro, Michel Couderc presenterà ed illustrerà i dati 2016 Observatoire des Rosès: “Vins Rosès en Provence, en France et dernierès tendances mondiales “.

Al termine del convegno, cerimonia di Premiazione del Trofeo Pompeo Molmenti per il miglior “Chiaretto vendemmia 2015”.

Ufficio Stampa Consorzio Valtènesi
mail: claudio@andrizzi.info

 

 

Info: www.italiainrosa.it

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Giovani Autori Italiani 2016


I LOVE GAI – Giovani Autori Italiani,
il concorso nato da un’iniziativa SIAE
in collaborazione con Lightbox si concluderà quest’anno i primi giorni di
settembre 2016, presso il
Palazzo del Cinema, al Lido di Venezia.

A decretare i premiati durante la Mostra del Cinema di Venezia saranno tre nomi noti: Beatrice Bulgari, fondatrice della casa di produzione In Between Art Film, Karel Och direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival e Riccardo Chiattelli, direttore del canale laeffe.

Il concorso, che ha appena chiuso le candidature, è dedicato ai giovani registi italiani,

ha visto la partecipazione di oltre 300 giovani autori con opere di diversi formati e generi con una durata massima di 30 minuti.

Il Comitato di Selezione, composto da Nicola Giuliano, co-fondatore di Indigo Film, Andrea Purgatori, giornalista e membro del consiglio direttivo di SIAE, e Mara Sartore, editore e direttore di Lightbox, selezionerà nelle prossime settimane i corti finalisti, che verranno proiettati al Palazzo del Cinema, per essere poi giudicati e premiati.

Dopo l’evento di lancio del 2015, resta alta l’attesa per l’edizione 2016, che oltre alle proiezioni dei corti finalisti e alla premiazione dei vincitori prevede una grande festa conclusiva al Lido.

I LOVE GAI ha come obiettivo principale quello di scoprire e promuovere i giovani talenti del nostro paese, per creare un circolo virtuoso tra creatività, produzione e industria cinematografica.

Contatti

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+ 39 041 2411265

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Alzaia Naviglio Grande 2, Milano

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MY ART GUIDES

MY ART GUIDES : VENICE MEETING POINT

Per il secondo anno Lightbox, casa editrice e società di comunicazione con sede a Venezia, presenta il My Art Guides: Venice Meeting Point, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare all’Arsenale di Venezia.

Il MyAG: Venice Meeting Point è concepito come una piattaforma per conferenze, talks, presentazioni, dibattiti, cene e cocktail rivolte al pubblico degli opening della 15. Mostra Internazionale di Architettura.

Come lo scorso anno, il Circolo si trasforma in spazio contaminato con opere e interventi di artisti e designer, tra cui Atelier Oï, che presenta l’installazione Honminoshi Garden; Davide Pepe e Salvatore Bevilacqua con il progetto fotografico e video dal titolo Cities: New York Central Park; Massimo Mastrorillo, con una selezione di immagini provenienti dal suo ultimo progetto Aliqual sulla città dell’Aquila a seguito del terremoto e in collaborazione con ISOLAB centro di ricerca fotografica; Orbite, un dialogo virtuale tra il designer Matteo Cibic e il pittore Fabio Marullo.

 

Nelle sale del Circolo è in mostra anche l’installazione del pluripremiato duo di architetti franco-giapponese Moreau Kusunoki, una piramide costruita in Shou Sugi Ban, l’antica tecnica nipponica di lavorazione del legno. Il giardino del Club ospita anche uno speciale intervento in linoleum di Tarkett, leader mondiale nel campo delle pavimentazioni innovative e sostenibili.

 

Tra i main partner di questa edizione il magazine di architettura francese L’Architecture d’Aujourd’hui (AA), che presenta una serie di conferenze dal titolo Material Experiences, tra cui EIF Innovation con gli architetti Tom Sheehan (Paris D2 Tower) e Philippe Chiambaretta (#Cloud.Paris); Reed Exhibitions con Frédéric Bonnet – Obras, curatore del Padiglione Francia, Lucie Niney – studio di architettura NeM del collettivo AJAP1, architetti e co-curatori del Padiglione Francia.

 

Altro partner di quest’edizione è il Milano Design Film Festival, che promuove e sviluppa progetti tra architettura e design e che presenta ogni giorno con una serie di proiezioni una selezione di corti di Festival on Festival evento realizzato in collaborazione con la XX1 Triennale di Milano e in partnership con icon Design.

E ancora: Qin Feng Symposium, il noto artista cinese in mostra alla Fondazione Cini e la presentazione del libro Caricature Architettoniche di Gabriele Neri, che converserà con Italo Rota e Manuel Orazi.

Ulteriori info e programma giornaliero su

myartguides.com/venicemeetingpoint

 

 

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Per chi viaggia e per chi non viaggia

L’Albergo Diurno Metropolitano Venezia, situato a Milano, nel cuore della città, in piazza Oberdan, è un gioiello, un tesoro nel sottosuolo;

nato negli anni ’20, realizzato su progetto attribuito all’architetto Piero Portaluppi, per offrire “a chi viaggia e a chi non viaggia” un bagno pubblico dove ristorarsi;image

All’inizio del ‘900 le stanze da bagno non erano in tutte le abitazioni, inoltre solo i ricchi potevano permettersi di viaggiare,
alla luce di questi fatti, notevole importanza assumeva il Diurno;
niente a che vedere, con l’idea comune dei moderni bagni pubblici, piuttosto, era simile ai nostri centri benessere.

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Antiche Spa, e non solo.

Docce, parrucchieri, barbieri, manicure e pedicure, cabine telefoniche, rivendita di biglietti ferroviari, noleggio di ombrelli, lavanderie, sportelli di posta e banca, deposito bagagli, manutenzione di cappelli e altri servizi.image

Ambienti lussuosi: la decorazione, la
pavimentazione e gli arredi erano affidati a grandi nomi ed erano ritenuti esempi del liberty e dell’art decò.image

Questo luogo, che tante storie racchiude in sé, è rimasto abbandonato a lungo, oggi, grazie al FAI ed al Comune di Milano, è sede di un progetto site-specific di arte contemporanea, ed è stata promossa un’opera di revisione, restauro e valorizzazione.image

Anche gli elementi esterni al Diurno sono molto interessanti: la pensilina e le due imponenti colonne, ad esempio.

Di fronte a questo Albergo, si trova inoltre lo Sheraton Diana Majestic, sede, non a caso, dei “Bagni Diana” dove, nel 1842 nasceva la prima piscina esterna d’Italia, aperta inizialmente solo agli uomini.

Bisognerà aspettare la fine del 1800 perchè anche le donne possano usufruirne, e, solo di mattina.

(…)image

Ci troviamo nell’area dell’ex Lazzaretto, in Porta Venezia, già Porta Argentia (nome romano dovuto al colore chiaro della terra), Porta Orientale, fino al 1860, Porta Riconoscenza (in epoca napoleonica),

area di incontro e via di transito anche nel novecento: qui passavano infatti i tram elettrici diretti a Monza.image

Il fascino dei fasti passati, è conservato nei rivestimenti e nelle decorazioni preziose. L’ingresso all’Albergo, un po’nascosto, ne accresce la magia, oltre la polvere del tempo.

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Ogni giorno il FAI cura luoghi speciali come questo, che appartengono al patrimonio storico, artistico e paesaggistico d’Italia.

Iscriviti al FAI!

http://www.fondoambiente.it

INFO:

faidiurno@fondoambioente.it

delegazionefai.milano@fondoambiente.it

http://www.facebook.com/albergodiurnovenezia

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Radici letterarie per nuovi mondi editoriali

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Si è appena concluso
a Milano, nella sede della BASE, in Via Bergognone
– BASE è il progetto nato per innovare il rapporto tra cultura ed economia, futuro e quotidianeitá; un luogo aperto alla sperimentazione, al lavoro e al divertimento –
il Book Pride (Fiera Nazionale
dell’Editoria Indipendente): giunto al suo secondo anno di vita, ha riscosso un considerevole successo.

Patrocinato dal Comune di Milano.
In collaborazione con: Il Fatto Quotidiano, Arti grafiche La Moderna, Poste italiane.
Alcuni Partner: Radio Popolare, Radio Libri, Librerie
Indipendenti Milano, BCV associati, ON – Printed Paper.

Molti editori indipendenti, nessuno appartenente ad un gruppo editoriale. Nessun monopolio esercitato. Cataloghi differenti e singolari che rappresentano parte della ricchezza dell’attuale proposta culturale.

Alcuni tra i principali appuntamenti:

“Ambivalenze digitali. Lavoro culturale in rete e nuovi equilibri tra carta e tecnologia”. Una delle
questioni trattate: – In che modo social network e blog creano contenuti culturali?

“Islam e Occidente. Disequilibri mondiali e ruolo della cultura”. Intervento di Gad Lerner, giornalista e scrittore.

“Abitare il mondo, origini, contemporaneità, nuove prospettive”: questa conferenza ha regalato riflessioni sulle nostre radici e sul rapporto con i nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai “margini”.

Il dibattito sulla “Diaspora globale e sulle migrazioni” ha ricordato l’esistenza di molteplici focolai di guerra in alcune zone del mondo, che costringono popolazioni intere a fuggire dal proprio paese. Si tratta di una vera e propria diaspora multietnica, che nel Mediterraneo sta assumendo i tratti di un vasto genocidio. Il dialogo si è concentrato sulle premesse e sulle conseguenze di questi movimenti migratori e sul fallimento dei modelli di integrazione occidentali, inadeguati rispetto all’entità dei flussi umani in cerca di salvezza.

“Libertà o sicurezza. Vivere ai tempi dell’Isis” con Ferruccio De Bortoli, Massimo Giannini, Peter Gomez.

“Condividere idee e sostenere progetti comuni: quando le librerie indipendenti – fanno rete.”
Le librerie indipendenti hanno passione per il proprio mestiere, una buona dose di attivismo e un rapporto diretto con il cliente. Offrono una funzione sociale quali luoghi di confronto, formazione e informazione.
Dicono no ad una cultura standardizzata e omologata.

– Ebook e mercato: quali strategie? Con Marco Ferrario, a.d. di bookrepublic.it, e con E.Trombetta Panigadi,a.d. di ibs.it, ha moderato la competente Chiara Beretta Mazzotta, editor.

In libreria è arrivato il nuovo progetto editoriale de “Il Fatto Quotidiano, la Collana di libri Paper Frist – 10 titoli l’anno a firma delle più autorevoli penne della redazione: l’inchiesta, la denuncia del malaffare, la corruzione, i segreti della politica, i lati oscuri del potere, l’analisi.

“Laboratori di filosofia con i bambini”: sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero da parte dei bambini.
(Un’intera sezione del festival è stata dedicata alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi).

Nel pieno fermento del Book Pride, due djset tutti da ballare: The Book Boys.

Book Prode Off:
Parallelamente alla fiera, “Verso” libreria di Porta Ticinese, ha proposto serate di incontri con i protagonisti di alcune case editrici indipendenti: occasione informale per raccontare ed ascoltare, davanti ad un bicchiere di vino, le avventure del lavoro di editore.

Infine, anche io e le mie due sorelle, Gaia ed Ileana, siamo state parte attiva del Book Pride: sabato pomeriggio, nella sala Aleph, si è presentato il libro “Milano a tavola in cento parole” testo alla stesura del quale, insieme ad altri autori, abbiamo contribuito;
non solo io – giornalista, che ho fatto della scrittura il mio mestiere – anche loro, impegnate solitamente in ambiti diversi (come saprete, se visitate con costanza questo Blog, Ileana, l’ingegnere, è: “Lo Chef a Porter”, creatrice di torte incredibili delle quali si disserta, mentre si degusta… nei migliori salotti milanesi e, dopo le dolcezze culinarie offerte al BookPride 2016, sono sicura anche in quelli letterari ☺😄
e Gaia, sostenitrice della teoria secondo la quale, lo zucchero bianco sia veleno…
Tecnologa alimentare, attenta e disponibile suggeritrice, dispensatrice di informazioni, utili a chiunque voglia intraprendere un corretto stile alimentare).

Questo libro è il fratello di “Napoli a tavola in cento parole” uscito qualche tempo fa (avrei dovuto parlarvene prima, ho scritto, anche in quel caso con le sorelle,
– perbacco, oramai siamo le kardashian napoletane: “Cardasssciann'” 😂 – una piccola storia).

L’evento del nuovo volume si è svolto sotto gli occhi pervasi di romanità
dell’editore.

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Appuntamento SUPER

SUPERDESIGN SHOW 2016

Superstudio Più

via Tortona 27

Superstudio 13

via Forcella 13, via Bugatti 9

Milano

http://www.superdesignshow.com

SuperDesign Show, il nuovo format autoriale di Superstudio, alla seconda edizione,

punta sulla ricerca, sullo straordinario quotidiano, sulla libertà di scelta, sulle contaminazioni tra classico e avanguardia, tra industria e artigianato, tra tradizione e futuro, tra semplicità e meraviglia, con la consapevolezza che ormai tutto è stato fatto: l’habitat che ci circonda è in continua evoluzione, regole e barriere sono saltate.

SuperDesign Show continua e incorpora il successo del precedente progetto di Superstudio (il Temporary Museum for New Design);

è un appuntamento atteso in tutto il mondo, prima tappa di ogni visita nel Tortona District.

17.000 mq espositivi, progetti a tema, installazioni museali, padiglioni nazionali, mostre indipendenti o collettive, grandi aziende consolidate ma anche giovani aziende innovative, startup, self design e tutte le tendenze del vivere e dell’abitare.

Lounge, meeting room, press office, immagine coordinata, aree comuni, giardino, ristoranti e molto di più.

Il tema dell’anno è WHITE PAGES, che sottintende scrivere insieme le parole chiave del mondo di domani, esplicitate nelle aree comuni dall’illustratore e artista Sandro Fabbri. Un invito a portare in esposizione non solo oggetti e proposte di pronto consumo, ma anche progetti futuribili e sperimentali e a “raccontarli” al pubblico con parole e installazioni in una ideale “pagina bianca” all’interno del proprio spazio.

Una sola regia, un comune linguaggio contemporaneo, che valorizza le identità nazionali e di brand, le eccellenze italiane, le esigenze commerciali, il pensare “next”, con una

selezione attenta all’insegna di“ricerca, qualità e innovazione”, da sempre i key values di Superstudio.

SUPERDESIGN SHOW è un progetto di Gisella Borioli. Direzione artistica dell’architetto Carolina Nisivoccia.

Alcune anticipazioni 2016

LE GRANDI INSTALLAZIONI “MUSEALI”

Barovier&Toso e Paola Navone, insieme per un progetto visionario, un viaggio immaginario tra culture e paesaggi diversi, 1000 mq dello spazio Daylight con 5 grandi yurte ognuna dedicata a un colore del vetro;

Citizen realizza uno spazio surreale fatto di luce danzante, un’indagine sulla natura del tempo con più di 100 000 parti componenti l’orologio.

I giapponesi di AGC Asahi Glass rivoluzionano l’usuale idea del vetro trasportando lo spettatore tra le amorfe micromolecole della materia in un ambiente interamente invaso da frammenti fluttuanti di un vetro leggerissimo.

Il padiglione di Aisin, colosso giapponese per i componenti automotive, energia pulita, wellness e lifestyle, ci trasporterà in un affascinante percorso immaginifico con due diverse esposizioni: la prima è dedicata alle tecnologie interattive, la seconda al mondo del tessile, dove interagiscono le macchine da cucire Aisin.

CINA DOC: tra tradizione e innovazione, il grande padiglione dedicato al design cinese di

Red Star Macalline si concentra sulla trasposizione della tradizione verso una nuova forma contemporanea, uno spaccato sulla creatività con i migliori designer e le migliori aziende selezionate su tutto il territorio nazionale.

MATERIALI

L’Art Garden Materials Village, riunisce aziende provenienti da settori diversi con proposte sull’innovazione dei materiali, progetti e tecnologie per offrire nuove soluzioni al mondo produttivo.
Special guest Stefano Boeri per 3M con un’installazione tra architettura e scienza dei materiali, a favore della sostenibilità.

E’ una foresta di tessuto il progetto di Sunbrella, con centinaia di telai da ricamo sospesi e ricoperti dalle differenti qualità dei tessuti dell’azienda, progetto di Élise Fouin, la designer francese riconosciuta per la poesia delle sue creazioni sulla materia.

Ancora, le sperimentazioni e applicazioni in campo moda e design di Gore-Tex.

LG Hausys presenta una mostra interattiva sul mondo del disegno e dei techno materials, in un percorso che ripercorre le collaborazioni avvenute negli anni con Alessandro Mendini, Stefano Giovannoni, Karim Rashid, Marcel Wanders e Ben van Berkel.

Estetica, ecosostenibilità e massimo isolamento per Giano, l’innovativo pannello da rivestimento per l’edilizia di Lattonedil, utilizzato per la facciata esterna del padiglione dedicato, nella Piazza dell’Arte di Superstudio.

CASA CONTEMPORANEA

L’area Selected Objects: grande mostra collettiva che valorizza un solo “pezzo” inedito o più elementi, raccontando la storia di un’idea in una mini installazione.

I prodotti sono in vendita sul sito

http://www.LOVEThESIGN.com, nella speciale sezione “Superstudio Selection”:

una grande opportunità di acquistare online il meglio di SuperDesign Show!

Visioni coinvolgenti e misteriose con Pietro Travaglini, giovane designer che presenta le sue nuove lampade, all’interno un progetto fiabesco “alla Tim Burton”, con la collaborazione del grande fotografo Giovanni Gastel.

Di grande impatto anche il primo camino sospeso e girevole al mondo firmato dall’azienda francese Focus, oggi reinterpretato con materiali e design innovativi.

Forme organiche e geometriche, materiali naturali, soprattutto legno, per Vitamin Design.

Day&Night è invece il nuovo concept di TV per Samsung: due mondi diversi, due spazi contrapposti, uno bianco minimale e uno nero che si accende di colori, per presentare Serif TV e SUHD TV.

Sono pezzi d’arte i tappeti di Carpet Sign (pluripremiati con il Red Dot Design Award), che fondono la qualità dei materiali e l’innovazione nel design, permettendo infinite personalizzazioni.

La sartorialità del prodotto è un valore fondamentale anche per TM Italia che in un trittico di architetture sensoriali presenta tre cucine inedite.

Progetto speciale della Regione Lazio

“Lazio Creativo, Itinerari di Design”, in collaborazione con ADI Lazio: un percorso/mostra racconta le eccellenze del design laziale nel settore del wellness, dell’arredo da

tavola, e dell’outdoor.

Uno spazio è dedicato a storie e prodotti dei nuovi talenti scoperti e finanziati grazie al Programma Lazio Creativo.

NEW MOBILITY

Jaguar presenta la nuova F -PACE, il suo primo Crossover.

La casa automobilistica britannica propone, in collaborazione con IED Torino, un progetto che vede un team di giovani creativi della scuola di design realizzare wrapping ispirati agli elementi distintivi e ai concept della vettura.

Live performance mostreranno ai visitatori il percorso che ha portato alla concezione e alla

realizzazione delle grafiche applicate alle auto.

Biomega, le biciclette danesi in esposizione anche al MoMa, presenta OKO

la nuova e – bike e la collaborazione con K -Way®, un’edizione speciale di capi di

abbigliamento e di accessori per ciclisti.

ARTE E DESIGN

La mostra “Marmo_2.0” a cura di Raffaello Galiotto

raggruppa 5 opere sperimentali in marmo realizzate con software parametrici avanzatissimi, una sorta di “scalpello digitale” che apre un nuovo scenario sulla

lavorazione del marmo. In esterno, un’imponente scultura di Maria Cristina Carlini, “Obelisco” alta oltre 4 metri, quasi a collegare terra e cielo, in acciaio corten e legno, due materiali così differenti che alludono all’unione fra culture diverse, auspicio di una pacifica convivenza.

All’ingresso del padiglione centrale di SuperDesign Show “My Home”, disegni

di Sandro Fabbri: cose per case, viste sognate inventate esistite usate o

semplicemente scaturite dalla sua fantasia. L’artista sa ricreare con pochi segni rapidi di inchiostro la magia del mondo: moda, profumi, natura o design.

La scultura fluttuante e interattiva e°FLOW cambia colore a seconda dei movimenti e numero dei visitatori che la osserva: è attualmente la più grande applicazione sperimentale a 3 dimensioni al mondo della tecnologia e – paper, realizzato in collaborazione tra l’artista Nik Hafermaas di Ueberall International.

IL BASEMENT: IL LABORATORIO DELLE IDEE

Si parla di design e architettura sostenibile nello spazio polifunzionale di

Mario Cucinella in collaborazione con la sua scuola ” SOS – School of Sustainability”: istallazioni ad elevata qualità ambientale e sensoriale firmati dal grande architetto, workshop e laboratori di prototipazione, le lezioni di “Empatia Creativa” e molte altre iniziative; eBay LAB celebra l’infinito universo del Fai – da – te, trend in forte crescita, con una installazione a cura dell’architetto Francesco Maria Bandini:

4 oggetti inediti e gli strumenti che ne hanno consentito la realizzazione, immersi in un ambiente fatto di moltiplicazione dello spazio fisico.

L’atmosfera underground del Basement è perfetta per il segno minimalista e l’amore per i materiali inalterati delle luci di Emanuel Gargano, designer umbro vincitore di numerosi

premi internazionali.

Design a misura di bimbo con il progetto  “Let’s go Kids” di Assogiocattoli, dedicato al passeggino: storia, funzionalità, relazione tra genitori e bambini nello spazio e nel tempo.

Attorno alla poetica infantile la mostra “Pop Dolls”, le bambole – scultura dell’artista Flavio Lucchini, bambine non ancora donne e donne – bambine, ingenue e provocanti, in resina colorata, in omaggio alla femminilità che sboccia.

GREEN ENERGY

Energia pulita grazie alla tecnologia innovativa di Enessere che presenta Hercules, una pala eolica bella come una scultura, in legno, titanio, fibra di carbonio.

SUPERDESIGN SHOW EXTENSION

Il SuperDesign Show si estende anche al Superstudio 13, con la mostra “Mix It Up 2016”, un mix pop con design, musica, moda, arte culinaria,  in collaborazione con Fabio Novembre, Karim Rashid, Lapo Elkann + Garage Italia Customs,

Benjamin Hubert,  Jeremy Scott, Design Group Italia.

Nel cortile del Superstudio 13, l’installazione di Bla Bla Car mostra gli effetti che la

condivisione delle auto ha sull’ambiente, con un’infografica interattiva e uno spazio di

incontro e gioco;

la Melissa Lounge invece accoglie i visitatori e li trasporta nel mondo colorato e gioioso delle famose calzature brasiliane in pvc, frutto della collaborazione di designer internazionali quali i fratelli Campana, Gaetano Pesce, Jason Wu, Jeremy Scott e Vivienne Westwood.

 

CONTATTI                                                                                                                                              Direttore Comunicazione e Ufficio Stampa – Superstudio Group                                             Chiara Ferella Falda designweek@superstudiopiu.com Tel: +39 02 422501 Fax: +39 02 475851 | Cell. +39 335 1080528 Ufficio Stampa Elena Pardini designweek@superstudiopiu.com Tel: +39 02 422501 | Fax: +39 02 475851                          DOVE E QUANDO Superstudio Più, via Tortona 27, Milano, Superstudio 13 – via Forcella 13, via Bugatti 9. Ingresso su invito o previa registrazione su http://www.superstudiogroup.com/events 11 Aprile 2015, ore 15 -20, Press Preview 12 – 15 Aprile 2015, ore 10 – 21 (solo professionisti) 16 Aprile 2015, ore 10 – 21 (ingresso anche ai non professionisti) 17 Aprile 2015, ore 10 – 18 (ingresso anche ai non professionisti). SERVIZI Dada Cafè, Superstudio Café, Juice Bar, Winery VIP lounge, Press Office, Pressforyou, Info Point, accueil, parking, meeting room, Party Club. PARTNERS Si ringraziano per il SuperDesign Show: ASUS, Arclab, FlexibleLove, LOVEThESIGN, Mabele, Novacolor, Radici Contract, Slide, Valdo. Superstudio rinnova la partnership e la sinergia con St. Petersburg Design Week (25 maggio – 1giugno 2016) http://www.spbdw.com.

Si rinnova per il 3° anno il Progetto Accoglienza del Salone del Mobile.Milano, in collaborazione con Comune di Milano, Fiera Milano, SEA, ATM e le principali scuole di design: 100 studenti posti nei punti nevralgici di Milano, tra cui Superstudio Più, forniranno indicazioni sulla mobilità, sulla fiera e sugli eventi in città.

MILANO DESIGN AWARD SUPERSTUDIO GROUP sostiene Milano Design Award, dal 2016 un progetto condiviso del comitato Milano Fuori Salone. Nato per la tutela e comunicazione corale degli eventi fuori salone, il comitato è composto da Brera Design District, 5 Vie art+design, elita – Enjoy Living Italy, Milano Space Makers, Porta Venezia in Design, Sarpi Bridge – Oriental Design Week, Superstudio Group, Tortona Design Week, Ventura Lambrate e Zona Santambrogio. Il progetto Milano Design Award è ideato e coordinato da elita – Enjoy Living Italy, realizzato in collaborazione con Fuorisalone.it e IED Milano e supportato dal Comune di Milano.

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N.Braschi, R.Benigni e “I giardini di Charlot”

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MILANO.
EST. GIORNO.

Roberto Benigni, Nicoletta Braschi e
“I giardini di Charlot”
stretto tra le mani.
GRAZIE!

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Una serata con Moses #meetMoses

20160303_021536~2foto 3 (2)io e mosesfoto 2 (2)                       Moses Znaimer – I giardini di Charlot

(La televisione sarà anche il trionfo dell’immagine sulla parola stampata, ma Znaimer si è rammaricato, il mio libro non fosse in inglese…)

 

L’apertura dell’undicesima edizione di Meet the Media Guru è stata affidata quest’anno, alla video-lecture di Moses Znaimer, tenutasi a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Il tycoon canadese, pioniere della Media Innovation, massmediologo, ideatore dell’Urban Tv e di ZoomerMedia Limited – network multimediale (tv, radio, giornali e portali) specializzato nell’informare e intrattenere gli over 45 –  ha scelto di mostrare  un video, che ha ripercorso le tappe della sua carriera on air.

“La tv è flusso, non spettacolo. Processo, non conclusione. Quanto più la televisione globale si espande, tanto più cresce la domanda di tv locale“, ed è questo, il nodo che ha portato Znaimer ad inventare, nel 1972, CityTv (emittente televisiva di Toronto, che ha rivoluzionato il rapporto fra spettatori e broadcaster, raccontando la città attraverso le voci dei suoi cittadini, creatori di contenuti) permettendogli di anticipare, di oltre 40 anni, l’avvento dei social media e il palinsesto partecipato tipico delle tv di oggi.

La sua carriera si è sviluppata indagando l’audience engagement: se negli anni Ottanta, bisognava rivolgersi agli under 25 (sua l’idea di MuchMusic, il canale che ha anticipato MTV), oggi è necessario parlare agli over 45, segmento in costante crescita, perché i giovani, complice la curva demografica calante, sono sempre meno.

L’obiettivo è raccontare una “New vision of Aging”, dando spazio alla giovinezza dei tempi moderni: l’età adulta.

Per i cinquanta-sessanta-settantenni, Moses ha inventato una parola, Zoomers, che sostituisce “anziano”.

Durante l’incontro, un Social Cast in  Rete ha visto collegati, fra gli altri, la Scuola Holden di Torino con due classi di Televisione e Storytelling Multimediale.

MtMG si è avvalso della collaborazione dei praticanti della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi e del supporto visivo di tre giovani fotografi del CFP Bauer: Irene Fassini, Olimpia Romagnoli, Benjamin Vitti.

Grazie a:

O.Romagnoli per le foto con Moses,

MtMG per l’ospitalità,

Mr.Znaimer per l’intervista, la pacatezza, l’estrema chiarezza,

e per l’interesse mostrato nei confronti de “I giardini di Charlot”!

 

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#meetMoses nessuno vuole invecchiare, tutti vogliono essere #zoomer

Meet the Media Guru è realizzato in partnership con Fastweb, Artemide, Fondazione Fiera Milano, Camera di Commercio di Milano, Comune di Milano, con il patrocinio di Fondazione Cariplo e la collaborazione di Institute without Boundaries | George Brown College – Toronto.

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Umberto Il Gigante, un genio italiano

Eco per la CicalaIl mondo della cultura è in lutto.

Umberto Eco, figura di prestigio, ha esalato il suo ultimo respiro.

Studioso precoce, formidabile accademico, conosceva l’importanza della didattica.

Penna brillante, chiara e rigorosa;

si è occupato di semiologia, ma anche di Mike Bongiorno.

Ha firmato una mole di opere, e ha dato alla luce un manuale,

un volumetto sul come si faccia una tesi di laurea, dimostrando l’amore per il ruolo di Professore.

In un certo senso, ha creato il Dams di Bologna.

Ha fatto tutto questo, e molto di più, grazie alla sua preparazione,

una preparazione a 360 gradi.

Ha difeso l’onore dell’Italia, incidendo sulla realtà internazionale, portando il nostro Paese nel mondo.

Affermava che il bello fosse prevedibile:

“La bellezza si sa dove va a parare,  il modello di bellezza classico è il greco, invece la bruttezza ha modelli infiniti, per il brutto non c’è regola, sono infinite le variazioni del brutto, e cosa non dice Boccaccio, sulla bruttezza delle donne, per esempio..”.

Saggista e romanziere, profondo conoscitore dei meccanismi della comunicazione: si rivolgeva ai personaggi della “cultura alta”, così come ai suoi studenti, utilizzando codici ed espressioni  comprensibili ai più.

Straordinario linguista, editore, persino archivista,

possedeva 50 mila libri, tra questi, il rarissimo “Sogno di Polifilo”, probabilmente il libro più bello del mondo, stampato nel 1449 a Venezia.

Un Maestro allegro, che aveva il gusto della risata, amava le barzellette e raccontava aneddoti,

un uomo divertente, gioioso, sapiente e ironico:

Noi ridiamo perchè sappiamo di essere mortali,

ridere ci salva dalla disperazione”.

Ha marcato la differenza tra cultura di massa e cultura di proposta;

antiberlusconiano – inteso Berlusconi come simbolo di una realtà corrotta e consumistica, emblema del capitalismo sfrenato.

L’ultima volta che ho trascorso qualche ora con Umberto – durante una cena, seguita ad una kermesse che ho presentato, e dove era l’ospite d’onore – ha deliziato me e altri  4 fortunati, con alcune battute proprio  su Berlusconi, divertenti e mai volgari.

Ero pienamente in sintonia con l’idea che aveva dei social network:

“Ai tempi di Hitler se ci fosse stato internet non avrebbe potuto esserci lo sterminio, questo lo riconosco,

– l’antisemitismo: la forma più forte per la costruzione di un nemico  –

ma il fenomeno Twitter ha anche una natura onanistica,

e dà diritto di parola a legioni di imbecilli, gli stessi che quando compaiono su uno schermo, diventano autorità”.

 

Il rapporto con Bompiani iniziò con un litigio, la cosa divertì molto l’editore,

forse per questo, Bompiani lo richiamò: il conformismo è l’osservanza dei modelli,

chi fa arte devia dalle regole per inventarne delle nuove.

 

Mi illuminò sul fatto che, per quanti libri uno scrittore possa pubblicare, quello che il lettore ricorda, è sempre il primo.

Accennò qualcosa sulla fatica di scrivere,

sul fatto che un romanzo debba nascere con la sega, la pialla e il martello,

era certo che il bravo narratore fosse obbligato a porsi molte costrizioni nel suo laboratorio: “Se non c’è un ostacolo da superare, non si può inventare niente”.

Scrivere vuol dire lavorare, mi disse, creare delle impalcature.

 

E quanto corpo avevano i suoi personaggi: la loro volontà veniva sempre a galla.

Aveva un animo umile, senza alterigia,

era un intellettuale laico mai chiuso nella sua torre d’avorio.

 

Umberto CIAO!

Grazie per quello che hai fatto!

Ti auguro di avere sempre “una buona inchiostrazione”

quella che, piaceva tanto a te.

foto 3

 

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Levateje Er Vino (a Cupido)

“C’erano una volta un ranocchio ed una donna single:

a nascondino 

– separatamente –

amavano giocare,

così,

lei,

rimaneva sempre sola,

e lui,

sempre ranocchio.

La situazione richiedeva un cambiamento radicale.”

 

Cosa inventare per trovare L’ UOMO, quello GIUSTO?

(Sarei stupita, se fosse lui a stanarmi).

 

Guardare di nuovo, meglio, osservare.

Scovare,

ignorare il mio non voler cercare.

 

Magari, i cervelloni della Silicon Valley,

un’alternativa,

possono escogitare.

 

Proviamo a parlare,

 a domandare.

 

C’è qualcuno disposto a rischiare,

qualcuno che

 – colpo di scena –

questo compagno di vita,  sia in grado di creare?

 

Il centro della questione, è forse proprio qui:

il mio uomo benedetto non lo si deve rintracciare,

lo si deve da principio programmare!

 

Morale:

Seppure a Cupertino, alla fine, anche tu dovessi andare,

non pensare Mai di mollare!

(Non smettere di sognare, affinchè l’Amore possa trionfare).

 

Che sia un S. Faustino da ricordare.

In senso buono, si intende.

loveme

Music: https://www.youtube.com/watch?v=ckqO2zjL5Wk

 

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Sull’asse Napoli-Milano-Parigi

Faccio ammenda.

Da un po’, nella bolla virtuale non c’è traccia di me.

Quanto mi somigliano gli aquiloni, che tanto amo!

Nel frattempo, nella vita reale, ho incontrato alcuni lettori.

Istantanee di felicità.

La mia è un’imbarcazione solida, ha superato molte tempeste;

l’Amore, l’unico timoniere.

Siate felici: ogni giorno, si può essere felici.

Felice 2016!

 

 

Grazie a:

Les Nereides -Paris-

Antonella Scagliola

Lo Chef a porter, Ileana Luongo

La Cri

Ilantina

Il tempo del vino e delle rose

Serena Speciale e A.Raiola per gi scatti, in particolare, grazie per la foto Tacco-libri;

Grazie Angelo Napolillo, Matteo Albertini, Ilaria Ammendola, Asa Sunding, M. Perretta,

M.Cristina Giorgetti (Amori e Psiche), Barbara Ulisse, Rosanna Bazzano, per la fiducia ed il sostegno.

 

Per i miei abiti, grazie a:

-Merci

-Gerard Darel

 

Per i bijoux

– Les Néréides Paris & N2.

(Créateur de bijoux haute fantaisie)

 

Hair dressing: M.Grazia Cozzolino

 

A presto (può darsi).

Abbiate cura di voi.

Alessia.

 

 

Per ordinare “I giardini di Charlot”:

igiardinicharlotbook@yahoo.com

Insieme al libro,

avrete in omaggio il kit per cuori infranti,

un kit che fa sorridere chiunque lo riceva!

Parola mia!

 

 

 

 

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À quoi ça sert l’amour ?

Non vedo l’ora.

Tu che fai, passi?

🙂

17 dicembre 2015

h.17/20

VIA DELL’ORSO 18

BOUTIQUE “LES NEREIDES”

#igiardinidicharlot

Thanks to

Star Copying, Milano

Les Nereides, Paris

Lo chef a porter

Matteo Albertini

A. Napolillo (modaholic.com)

 

Per info e ordini:

igiardinidicharlotbook@yahoo.com

 

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Altra materia da romanzo

– Ragazzi facciamo qualcosa di divertente e/o interessante?

Quello che volete, purché sia fatto insieme,

è così raro, trovarci insieme.

Dai!

Andiamo al parco? Venite con me ad una mostra?

Guardiamo un film? Leggiamo una storia?

 

E loro: – Zia, perchè non improvvisiamo uno spot per il tuo libro?

Interpretiamo un ruolo ciascuno, e ci occupiamo delle immagini alternandoci dietro la SportCam.

 

E io: – Ne sarei onorata, parliamo di un teaser giusto?

Direi che sarebbe un mix, tra un teaser e una campagna (follow up), in cui si pubblicizza esplicitamente il prodotto.

Il mio amico giapponese potrebbe occuparsi delle foto, ed esporle, magari, dall’altra parte del mondo.

Purtroppo non abbiamo sufficente luce per tirar fuori del buon materiale,

inoltre, Seli è timido, non si presterà.

 

E loro: – Non preoccuparti:

“Seli sei dei nostri veroooo?”

(…)

Zia basta tu dica “motore”, “partito”,

ed entriamo in gioco con la luce;

non occorre ci dia l’azione,

ci pensiamo noi.

Poi creerai  una storia d’amore (l’amore quando si tratta di te, c’è sempre)

intorno al  lavoro.

Quelle cose belle che fai.

Grande Zia, fidati!

 

Cosa avrei dovuto fare, non fidarmi? 🙂

Ecco la storia dunque. (Un corto, altro che teaser e follow up!)

Al centro, i magnifici 5.

N.B: Per la prima volta su questo blog, con l’approvazione della mamma e del papà, vi presento in tutto il suo splendore, il più piccolo dei miei nipoti. Lo smorfiosetto biondo.

N.B2: Solo leggendo il libro, comprenderete pienamente il video!

N.B3: (Holiday announcement)

Want to receive your book before Christmas? Order NOW your copy!

igiardinidicharlotbook@yahoo.com

#igiardinidicharlot

 

 

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❤️Paris❤️

L’AMORE per la VITA e per la LIBERTÀ individuale sconfiggerà il terrorismo in ogni sua forma.

Prima o poi.

 

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It’s incredible

❤️                                                                                                               

#igiardinidicharlot

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Finzione Narrativa ft Vita Reale

Celeb endorsements

IMG_9837IMG_9826IMG_9831IMG_9834                                         (Io sono davvero fiera di questi testimonial!!!)

Dario Fo – drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano, uomo di teatro a tutto tondo,

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA (1997) con la seguente motivazione:

“Perchè seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

Marito innamorato,

(da sempre, oltre le vicissitudini che comporta la quotidianità di una coppia, e,

ancora oggi, dopo la sua scomparsa)

della eccezionale Franca Rame:

attrice, drammaturga e politica.

Francis Ford Coppola – regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense;

uno dei maggiori cineasti della storia del cinema:

ha contribuito alla nascita della New Hollywood.

Autore prestigioso, regista di capolavori quali “Il Padrino”e “Apocalypse Now”.

Vincitore di:

6 PREMI OSCAR

5 GOLDEN GLOBE

3 DAVID DI DONATELLO

2 PALME D’ORO

1 PREMIO BAFTA

1 LEONE D’ORO

Onorificenza:

Premio Principessa delle Asturie per l’arte.

Nel mio ultimo libro, “I giardini di Charlot”,

accenno a questi uomini, o, al loro lavoro;

nella vita reale, in alcuni giorni piovosi di un autunno milanese (…)

una volta ricevuto il sostegno di tali grandi maestri,

dopo aver ascoltato quello che mi hanno detto,

(terrò le loro parole tra i ricordi più cari),

per la sottoscritta,

è spuntato il sole.

Grazie.

(Ecco cosa accade quando il Karma decide di assumersi le proprie responsabilità, agendo di conseguenza).

E voi, dite la verità… credevate fossi ancora a seminare (vedi post precedente).

C’è un tempo per ogni cosa;

in effetti, pensandoci, ancora seminavo.

Questo qui,  quello di adesso, è invece il tempo in cui,

dopo aver seminato

(in senso reale e in senso figurato),

io sento la gioia, e ne sono contenta.

Per tutti voi, a prescindere dal piglio con cui affrontiate la vita,

una carrettata di amore ed energia positiva!

Dunque, per iniziare con lo swing, partirei da qui:

vi offro l’opportunità di ordinare, nei prossimi istanti,

“I giardini di Charlot”

inviando una mail a

igiardinidicharlotbook@yahoo.com

I PRIMI DIECI CHE LO FARANNO,

VELOCI, LUNGIMIRANTI, ATTENTI E, FEDELI

RICEVERANNO IL LIBRO COME MIO PERSONALE CADEAU!

Guarda alle volte la fortuna…

cadeaux

#igiardinidicharlot

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Seminare il futuro

Domenica 11 ottobre 2015 seminiamo tra “La Terra e il Cielo”.

Torna, nella settimana del mio compleanno

(non avrei potuto sperare in un augurio migliore),

l’iniziativa di semina collettiva, che si terrà, contemporaneamente, in diverse aziende agricole italiane.

Nata in Svizzera, da un’idea dell’agricoltore biodinamico Peter Kunz e dal selezionatore di cereali biologici Ueli Hurter, è arrivata in Italia nel 2011.

Se amate il contatto con la terra, amerete il gesto antico della semina con il metodo a spaglio: a spaglio, con le mani, appunto.

Un’ ottima possibilità, per scoprire il territorio.

La Terra.

La nostra Madre.

Bruno Sebastianelli, Presidente della cooperativa “La Terra e il Cielo”- realtà del biologico dal 1980 – sostiene che poche persone sanno da dove venga il cibo, e, la semina, oltre ad essere un gesto di unione incredibile, permette di capire cosa ci sia, dietro ogni prodotto:

è bello poter spiegare, raccontare, fare in modo che la gente torni a casa con un po’ di consapevolezza in più.

Se si coltivasse sempre con il metodo biologico, si ridurrebbero sensibilmente i costi, oltre a rinunciare all’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, e, si avrebbe maggiore cura della fertilità del suolo e della sua vitalità.

Tra le aziende che ospiteranno l’iniziativa, c’è quella di Luciano Valentini, “Serra De’ Conti” in provincia di Ancona;

la famiglia Valentini vive del solo reddito agricolo, e non è da poco al giorno d’oggi.

Offre inoltre, una varietà di colture, che, vanno dagli olivi alle vigne, fino ai cereali e ai legumi: è un piccolo parco della biodiversità.

Andiam andiam, andiam a seminar!

(E… TANTI AUGURI A MEEE)

Info: http://www.seminareilfuturo.it

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Arrivano gli alieni

 

Non abbiate paura.

Siate pronti ad emozionarvi.
Come mi emozionavo io, quando mio padre, da bambina, la domenica mattina, mi svegliava con le note del pianoforte classico e la colazione al sapore di zabaione.

Se gli alieni sono: immensi, profondi, simpatici, intelligenti, pronti e geniali, come lo è Bollani, allora,  voglio vivere nel loro pianeta.

Un viaggio,
guidato da Francesco Micheli (Fondatore di Fastweb, Presidente ed Amministratore Delegato di Genextra S..P.A., Presidente di Francesco Micheli Associati, Presidente della Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano e dell’Istituto Europeo di Neuroscienze, Consigliere indipendente Allianz S.P.A.),
in compagnia di Stefano Bollani (Compositore, Pianista, Cantante, Autore e, talentuoso Showman)
ascoltato, da amici musicisti e da un pubblico attento,
incalzato, da noi giornalisti, definiti, da un collega presente: “ficcanaso di mestiere”.

(…)

Ecco cosa ho scoperto: Stefano ama gli Improvvisi, e gli spiace, ci sia chi bandisca l’improvvisazione, come fosse qualcosa di imperfetto, da cui guardarsi.
Ho scoperto che la scuola, come Istituzione, non ha valore per lui.
Quello che ha importanza sono i bravi maestri, quelli che ti fanno amare ciò che studi, anche quando ti danno bacchettate sulle mani.
Ho scoperto che non disdegna le contaminazioni, e, ho scoperto, altre cose interessanti: per esempio, non si comporta come un Dio in terra, sebbene, potrebbe farlo assolutamente, considerate le capacità che ha.

Nel nuovo album, “Arrivano gli alieni” canta brani di cui ha firmato testi e musiche: è la prima volta, nella sua armoniosa carriera.
“Gli alieni solitamente ci oltrepassano” ed è uno spasso, farsi oltrepassare da tipi così.

“Benvenuti cari alieni” dunque.
Complimenti, alieno.

Grazie per aver sostenuto “I giardini di Charlot”, presto terrò fede alla parola data!

Grazie all’ Associazione per il Festival Internazionale della Musica – MITO, Settembre Musica.
Grazie, in particolare, al Presidente Francesco Micheli.
Grazie ad Emma De Luca – Referente comunicazione.

Gallerie d’Italia – Piazza Scala – Settembre 2015

#igiardinidicharlot

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L’ora di migrare

photostudio_1442221662690È chiaro, a questo punto del nostro percorso, che io, la Cicala, non sia una “tipa commerciale”.

Mi piace pensare di avere con voi un obbligo morale: informarvi su fatti che trovo rilevanti, interessanti, stimolanti, mi auguro di farlo, utilizzando una forma linguistica corretta, per quanto, ricca di sfumature personali e licenze poetiche.
Non mi sento in obbligo verso voi nel dover continuamente postare scritti, foto, video solo per rispettare logiche e tempistiche imposte dal mercato.
Non mi interessa l’aspetto pruriginoso del gossip e detesto l’ego spinto al parossismo.

Non riempio questo blog con informazioni sulla mia vita (alquanto viva) a meno che, le suddette informazioni, non siano in qualche modo, legate ai fatti trattati.
Una messe di video, foto, lavori, esperienze: tengo tutto per me – e non è una strana forma di avarizia, ma rispetto, rispetto per il vostro tempo: a voi, mostro una sintesi;
sintesi evidente, nella persona che sono, in ogni parola che io dica o azione io compia.
Il bello di avere un idea è che la si possa cambiare: forse un giorno o l’altro aggiungerò un po’ di materiale, alla pagina “storico” presente in questo blog, oppure inserirò più foto nella gallery;
quel giorno non è oggi.
Ancora, mi piace pensare, che chi scelga di restare impigliato in “Cicale e biliardino”, lo faccia per rinfrancar l’animo tra una pagina e l’altra, quasi come si trovasse a spasso tra le vignette della settimana enigmistica.
Mi piace pensare, infine, che, voi utenti, pur avendo (o forse proprio per questo) a vostra disposizione una illimitata quantità di materiale in rete, veniate qui, per fare un break.
Un break non scontato.
Un break dove troviamo la notizia e il cuore, al centro della scena.
Dopo questo chiarimento, forse ripetitivo (se non ricordo male ho scritto qualcosa di simile in passato, in questo stesso spazio) e non necessario, eccomi di nuovo qui, con i miei tempi, il mio stile.

Avete avuto modo di metabolizzare la novità del secondo libro.
Adesso seguiranno incontri, presentazioni, chiacchiere:
il fatto è già fatto.
Il libro, è cosa fatta.
Cosa fatta capo A.
Ora comincia un periodo nuovo.

Intanto,
se le vostre vacanze non vi hanno ricaricato a dovere, rinnovato a sufficienza,
sappiate che novembre è il mese della rigenerazione
(certo, siamo ancora a settembre, ma la vita è fatta anche di programmi, di organizzazione, perciò, alcune cose è bene saperle in tempo)
e, io mi son permessa di scegliere per noi, un seminario detox di Ayurveda & Yoga,

dal 18 al 28 novembre, appunto,
a Trivandrum, Kerala, India.

Obiettivo del seminario: depurare corpo, mente e spirito dalle tossine accumulate nel tempo.
Grazie a questo percorso di purificazione, sarà possibile ritrovare nuova energia e vitalità, migliorare i processi di digestione e assorbimento dei nutrienti, potenziare il sistema immunitario e la fertilità, e, infine, ridurre stress e dolore cronico.

Saranno presentate inoltre, letture sulla medicina e nutrizione Ayurvedica.

Un chirurgo specialista in Neurologia, e, un’esperta psicoterapeuta e insegnante Yoga, guideranno gli ospiti, immersi nella splendida e quieta cornice di un nuovo Boutique Resort che sorge, all’interno di un fitto palmeto di fronte all’Oceano.

Namaste!

Info: http://www.lintasyogaretreat.com

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I giardini di Charlot

Pare sia dal secondo, che si capisca chi fa sul serio.

A tutte le unità, a tutte le unità, ecco la novità:

ridendo, scherzando, viaggiando, mangiando, leggendo, guardando, bevendo, “yogando”, pensando, piangendo, e soprattutto,

scrivendo,

il mio secondo libro: “I giardini di Charlot”, è una realtà.

It’s a pleasure to announce you that my second book is here!

ALDG‘s new book is now available.

Pre-order your signed copy by sending an email to this address:

igiardinidicharlotbook@yahoo.com

What are you waiting for?

 

#book#summer2015#thesecondone#youwillloveit#read#aldg#lacicala

#alessialuongodigiacomo#cicaleebiliardino#love#passion#amor

#anddontforgettowearmytees#youcanfindthemondepop#passioncollection

#believeintoday#nonsonounatipadawhatsapp#ioamoicaffeunodifronteallaltra

#traildireeilfarecedimezzolascrittura#hearmyroar

Buone Ferie Augustali a tutti voi!

#igiardinidicharlot

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Se non sei sereno/a, ti rasserenerai… la Cicala-Sirena

Voi, i “fedelissimi” lo sapete:

quanto più ad alcuni, possa sembrare io stia trascurando questo Blog, tanto più, agli occhi di chi sa vedere, la mia assenza assume un significato diverso.

Lo sapete vero?

Sto creando: come sempre, chiedo fiducia e un pizzico di tempo ancora.

Vi ripagherò con il frutto di notti insonni, lacrime, riflessioni, sorrisi e sudore…

La Cicala.

INTANTO, storie di sirene!

IMG_3169Ymania è la Dea del mare, nella mitologia Yoruba e nei culti afroamericani.

Signora dei desideri e della fertilità, sirena concepita nella notte dei tempi negli abissi degli oceani.

I suoi simboli sono la luna e il sole, l’ancora, il corallo e la conchiglia.

In suo onore si accendono candele sulla spiaggia, si lanciano fra le onde cestini di fiori e frutta, e, una lettera con un desiderio espresso: se il dono verrà accettato dal mare e trasportato verso il largo, la richiesta sarà esaudita.

Contrariamente, sarà respinto a riva….

E le altre sirene?

Sono nate a Napoli, per la precisione a Punta della Campanella:

nessun mito nordico di origine scandinava.

Queste creature, metà donna e metà pesce, nuotano nel Mediterraneo.

Lì, ce le raccontano Dante, Boccaccio, Omero, Ovidio, Borges, nelle loro opere.

Sarebbe una sirena Partenope stessa, fondatrice di Napoli.

Ammaliatrici e indipendenti, single, rifiutano ogni compromesso con gli uomini, che, chiaramente, sono pazzi di loro.

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Calabria’s Days: tradizioni, arte e cultura

(Evento Fuori Expo 2015) 11/12 luglio

Galleria Iso Rivolta, Via V. Veneto 66, Bresso (Mi)

IMG_2677

Vi informo che, all’interno della manifestazione “Calabria’s Days” potrete ammirare, e non solo, le opere della mostra fotografica “Paesaggi Vari”:

esposizione e vendita di creazioni di artisti di Brera, finalizzata alla raccolta fondi da destinare alla Comunità delle suore della Provvidenza Rosminiana di Roma, a favore della Comunità di Maharashtra (India), dove sarà costruita una scuola dell’infanzia.

Come è nata la missione delle suore Rosminiane?

Una volta radicata in Kerala, dove è presente dal 1991, la Delegazione Indiana ha deciso di offrire il proprio servizio ad altre Diocesi, tra queste, quella di Belgaum, che serve lo Stato del Karnataka e una parte dello Stato del Maharashtra.

Nel 2009, le suore hanno iniziato il loro lavoro in questa area rurale, dove fanno il possibile per sollevare i poveri.

Tra le prime richieste della popolazione, quella di una scuola per i bambini.

Il Vescovo della Diocesi, generosamente, ha donato un pezzo di terra per costruire la scuola e un salone polifunzionale accanto al Convento: i locali attualmente utilizzati infatti, sono fatiscenti e inadeguati.

Quando il numero dei bambini è aumentato, il Vescovo ha permesso di utilizzare la nuova chiesa per alcune classi.

I piccoli sono desiderosi di imparare e i genitori felici dei progressi che essi fanno.

Purtroppo lo spazio è limitato.

Diamoci da fare dunque, in modo che al più presto si possa dare il via all’operazione edilizia: questo permetterà alle suore di svolgere l’apostolato secondo un sogno a favore di un popolo decisamente amato.

Per sostenere le missioni delle Rosminiane:

Casa Generalizia Suore Rosminiane

IBAN:IT40X03239016000100000145245

http://www.rosminiane.it

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Natura e Spirito: Aurora Festival

9/12 Luglio 2015
Pienza, Monticchiello e dintorni (Siena). 

Un festival unico, per originalità e qualità, in un contesto straordinario come la Val d’Orcia. 

Un lungo fine settimana di dialogo con studiosi delle tradizioni locali e personaggi provenienti da diverse zone del mondo: maestre e maestri, ecologi, scienziate, erboristi, naturalisti e… sciamani. 

Giunto alla quarta edizione, torna Aurora, Festival di Natura e Spirito, che per quattro giorni trasfoma borghi medievali, pievi romaniche, antichi poderi e luoghi sacri in scenari di ricerca di un mutamento consapevole della nostra quotidianità e di un approccio sostenibile  con l’ambiente che ci circonda.

IL FESTIVAL si pone come scopo quello di ritrovare una connessione armonica con la Natura e di superare il dualismo che separa corpo e mente, natura e spirito.

Aurora porta avanti pratiche interdisciplinari, che si muovono sui terreni della scienza, dell’ecologia, della spiritualità, dell’antropologia e della storia, che nella nostra società viaggiano su binari separati. 

Mission di Aurora è costruire un approccio olistico, in cui le diverse discipline possano essere applicate in modo autentico, tenendo fede ad una solida base culturale, ben lontana da fenomeni new age.

Un’ esperienza indimenticabile alla riscoperta di paesaggi magici, patrimonio Unesco, tra cittadine del Rinascimento e luoghi mistici e secolari; un calendario ricco di conferenze e seminari, tavole rotonde, visite archeologiche, pratiche yoga, workshop, passeggiate erboristiche, cene biologiche, concerti e cerimonie.

LE TEMATICHE

L’Albero della Vita 

Il fil rouge di questa quarta edizione è “L’Albero della Vita”, ricorrente in tutte le religioni del mondo e simbolo della condizione umana. Questo tema chiave è affrontato sia da un punto di vista simbolico, che da un punto di vista pragmatico: l’Albero della Vita è in primis la Quercia delle Checche, albero monumentale della Toscana, che, con i suoi 350 anni di età è custode del genius loci pientino. Nell’estate del 2014 è stato spezzato uno dei suoi rami principali, a causa della mancanza di cura e dell’inciviltà dell’uomo. Il festival prende questo evento a simbolo del bisogno urgente di ricostruire un rapporto di cura e rispetto con il nostro pianeta.

Durante il festival la Quercia diverrà luogo d’incontro, celebrazione e riflessione, con la cerimonia di ringraziamento condotta da Jonathan Horwitz e Zara Waldeback, dell’Åsbacka Center for Shamanic Healing.

I luoghi della Val d’Orcia 

Il primo giorno del Festival è dedicato alla scoperta di luoghi sacri e di eremitaggio poco noti al pubblico, solitamente inaccessibili e difficilmente raggiungibili. In programma visite archeologiche accompagnate da esperti di storia e tradizioni locali, che permettono ai visitatori di scoprire chiese rupestri e antiche grotte nascoste nella vegetazione. Lo storico dell’arte sacra Alessio Varisco introdurrà il tema dei Templari in Val D’Orcia, con una conferenza mirata ad approfondire i legami tra templari e monaci nella zona.

Le piante e i loro utilizzi 

Aurora dedica grande spazio alle piante e ai loro usi nelle varie discipline, con diverse inziative volte a riscoprirne le proprietà.  

Il naturalista Mario Morellini propone un’ escursione nel bosco di Pietraporciana, il più antico della zona, per condurre i visitatori in cammino attraverso le foreste.

Caterina Cardia, esperta di fitoalimurgia, terrà un seminario sulle piante spontanee in cucina: un percorso tra prati e sentieri, per imparare a riconoscere le piante commestibili, poi si passerá alla preparazione di un pranzo a base delle erbe e dei fiori che sono stati raccolti.  

Un botanico erborista introdurrà la cultura antica dell’uso delle piante locali per la cura di molte malattie dell’uomo, rifacendosi alle testimonianze preziose dei medicastri -contadini che si tramandavano di generazione in generazione una sapienza che sta scomparendo.

Ecologia dello Spirito e Sciamanesimo 

Pratiche adatte a tutti, per risvegliare un senso di connessione con noi stessi e con il mondo che ci circonda, per trasformare uno stile di vita distruttivo in un futuro creativo, vitale e sostenibile, secondo un’ecologia del dare e del ricevere.

Ecologia profonda ed ecofilosofia 

L’ecologo inglese Stephan Harding indaga la Teoria di Gaia, che considera la Terra come un vasto essere senziente: ogni essere vivente è legato agli elementi del mondo naturale.

Lo sviluppo della sensibilità ecologica è il primo passo per la ricerca di modelli di vita sostenibili da applicare nella quotidianità.

Nel Teatrino della Compagnia di Monticchiello sarà proiettato il film “La Terra Animata”, della giornalista e regista Sally Angel e di Stephan Harding, direttore del dipartimento di Scienze di Schumacher College in Gran Bretagna. Il film indaga il sistema delle relazioni bio-geologiche del nostro pianeta.

L’Albero Genealogico 

Seminario introduttivo su l’Energia degli Antentati con la maestra sciamana Alessandra Comneno, iniziata alla tradizione Maya-Tolteca in Messico, sulla potenza del nostro albero genealogico, in cui, troviamo situazioni, attitudini, credenze e posture fisiche che si ripetono di generazione in generazione, fino a giungere a noi.

Per prendere coscienza di vecchi schemi, lasciar andare blocchi e ostruzioni e trasformare la nostra vita familiare.

Vivere con gli alberi 

La biologa e attivista svedese Marie Kvarnström illustra il percorso possibile verso stili di vita più sostenibili, attraverso il sostegno tra la conoscenza scientifica e quella indigena, sugli alberi e sulla biodiversità.

Lo scrittore e poeta Tiziano Fratus conduce la camminata per cercatori di alberi secolari, per migliorare la consapevolezza dello sguardo, educare ad una migliore conoscenza delle specie botaniche, degli esemplari presenti vicino a noi.

Feng Shui 

Seminario con Eduardo Hess, maestro del Feng Shui Research Center, che illustrerà la concezione tradizionale cinese dell’elemento legno, legato alla primavera, alla giovinezza, alla crescita e alla flessibilità, necessaria a compiere l’inesauribile opera penetrativa di questo elemento.
Yoga 

Pratiche yoga, per creare una combinazione di equilibrio e forza, leggerezza e flessibilità.

Creatività, Canto e Danza 

L’amore per l’ambiente si esprime anche in modi giocosi, che ci aprono alla partecipazione mistica con la natura. Si insegnerà a grandi e bambini come costruire l’albero dei desideri, e, si terrà un corso su Danze in Cerchio per gli Alberi. La pratica dei Canti Sacri ispirati dalla natura, secondo una tradizione viva del Nord Europa, verrà trasmessa da Shenoah Taylor con un seminario e una performance alla Pieve di Corsignano. 

  
I LUOGHI

 

I molteplici luoghi d’elezione di Aurora, permettono un percorso itinerante facilmente raggiungibile.

Lo splendido Chiostro di Palazzo Piccolomini apre le porte per la via ufficiale di questa edizione del Festival, alla presenza del sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali.

Il centro storico di Pienza ospiterà le conferenze e le tavole rotonde nella sala grande del Conservatorio.

A Podere Isabella, casale con vista a perdita d’occhio sulla morbida campagna di Monticchiello e sul Monte Amiata, si partirà  per la scoperta delle camminate erboristiche lungo i sentieri della Val d’Orcia; alla Pieve di Corsignano, mistica e dal fascino incomparabile, si praticherà yoga e si parteciperà ai canti gregoriani. Il borgo medievale di Monticchiello, accoglierà in piazza i visitatori per aperitivi, degustazioni di vini -biologici, biodinamici e tradizionali- e, cene open air. Mentre, la monumentale e saggia Quercia delle Checche attenderà i visitatori sotto le sue chiome.

Non perdete questa ghiotta occasione: maestri, ecologi, erboristi, sciamani, incontri, canti, balli, paesaggi magici, la Quercia, lo yoga, il Feng Shui…

credo che, un tale mix, potrebbe perfino farci scordare un ex 😂😭

(e se non si riuscisse così, non so, cosa altro ci si dovrebbe inventare 😘).

Aurora ha il Patrocinio della Provincia di Siena e del Comune di Pienza.

 
Il Festival è stato inoltre selezionato dalla giuria internazionale di

EFFE – Europe for Festivals Festivals for Europe e ha ricevuto il marchio EFFE 2015-2016

 

Programma completo e ulteriori informazioni

http://www.aurorafestival.it | info@aurorafestival.it | +39 346 3622407

 
   
 

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PRISMA | Human Rights Photo Contest Concorso di fotografia e diritti umani

Deadline – 30 giugno 2015.

Per partecipare candida la tua foto previa registrazione on line su http://www.prismaphotocontest.com

Inaugurazione – 11 settembre 2015

Mostra – 11 settembre / 11 ottobre 2015

Dove – Monastero di San Nicolò, Lido di Venezia.

Il Global Campus of Master’s Programmes and Diplomas in Human Rights and Democratisation in collaborazione con Lightbox presenta la prima edizione di PRISMA Human Rights Photo Contest.

Il Photo Contest, che è stato lanciato ufficialmente durante l’opening della Biennale Arte di Venezia con la presenza straordinaria di Alfredo Jaar, è rivolto a fotografi, professionisti e non, da ogni parte del mondo, senza limiti di età, sesso e nazionalità.

Il tema della prima edizione 2015 è “Libertà”.

PRISMA si avvale di una giuria d’eccezione, di cui fanno parte, tra gli altri, Rena Effendi, fotografa nota a livello internazionale, Isabel Gattiker, direttore dell’International Film Festival and Forum on Human Rights di Ginevra, Almir Kolzic, co-fondatore e co-direttore di Counterpoints Arts, organizzazione che promuove progetti artistici legati ai migranti e ai rifugiati, e Alberto Prina, fotoreporter e fondatore del Gruppo Fotografico Progetto Immagine e del Festival della Fotografia Etica.

Le immagini scelte saranno in mostra assieme agli scatti di Rena Effendi, invitata come special guest photographer. Il progetto espositivo apre le porte  durante la 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presso il Monastero di San Nicolò, sede dell’EIUC, the European Inter-University Centre for Human Rights and Democratisation, e va avanti fino all’11 ottobre.

La giornata dell’opening è dedicata a dibattiti sul tema “Libertà” e alla relazione tra arte, fotografia, produzione culturale, media e i diritti umani.

Il concetto di Libertà ha una valenza basilare nei diritti umani: libertà dall’oppressione, di parola e di fede, libertà dalla paura, libertà di movimento, libertà di pensiero e libertà di opinione.

Io amo, la libertà, e voi, siete liberi di fare foto straordinarie ed inviare la vostra candidatura entro il 30 giugno corrente anno!

Le immagini in concorso andranno a configurare l’importanza della “Libertà”, intesa come diritto umano fondamentale da difendere.

PRISMA vuole essere non solo un concorso fotografico, ma anche un appuntamento annuale di calibro internazionale per la fotografia e i diritti umani.

Si  mira infatti a creare un network di artisti, intellettuali e professionisti uniti dalla finalità comune di rafforzare la tutela dei diritti umani e il sostegno alla democrazia e alla pace.

L’obiettivo di PRISMA è quello di completare la ricerca accademica attraverso altri strumenti e mezzi di conoscenza e cultura, come la fotografia, per raggiungere un pubblico più vasto e sostenere una comprensione più ampia delle tematiche sui diritti umani e sulla loro tutela.

Per ulteriori informazioni: http://www.prismaphotocontest.com

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LOVE IS WISE, HATE IS FOOLISH

Bertrand Arthur William Russell (1872 – 1970)

Premio Nobel per la Letteratura (1950)

Filosofo, logico, matematico e saggista gallese, autorevole esponente del movimento pacifista. In molti hanno guardato a Russell come a una sorta di profeta della vita creativa e razionale; al tempo stesso la sua posizione su molte questioni fu controversa. Russell è stato avvicinato alle correnti filosofiche del razionalismo, dell’antiteismo e del neopositivismo.

Sentite che meraviglia, idee forti, senza tempo:

    dall’articolo La migliore risposta al fanatismo: il liberalismo, New York Times Magazine, 16 Dicembre 1951

  • 1. Non sentirti assolutamente certo di nulla.
  • 2. Non pensare che valga la pena procedere nascondendo la realtà dei fatti, perché è sicuro che essa verrà alla luce.
  • 3. Non cercare di scoraggiare la riflessione perché è sicuro che ci riuscirai.
  • 4. Quando sei confrontato da una opposizione, anche se dovesse trattarsi di tuo marito o dei tuoi figli, cerca di superarla con la discussione e non con l’imposizione, perché una vittoria ottenuta con la forza è fittizia e illusoria.
  • 5. Non avere alcuna venerazione per l’altrui autorità, in quanto si possono sempre trovare altre autorità ad essa contrarie.
  • 6. Non utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimere te.
  • 7. Non aver paura di essere eccentrico nelle tue idee perché ogni idea ora accettata è stata una volta considerata eccentrica.
  • 8. Trova più gusto in un dissenso intelligente che in un consenso passivo, perché, se apprezzi l’intelligenza come dovresti, nel primo caso vi è una più profonda consonanza con le tue posizioni che non nel secondo.
  • 9. Sii scrupolosamente sincero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo il tentare di nasconderla.
  • 10. Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono di illusioni, perché solo uno sciocco può pensare che in ciò consista la felicità.

La conquista della felicità

  • Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l’ultimo prodotto della civiltà, e al giorno d’oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello. (1969)
  • Esistono due motivi per leggere un libro: uno perchè vi piace, l’altro è che potrete vantarvi di averlo letto.
  • Il nostro io non è un frammento molto importante del mondo.
  • L’amore è una esperienza attraverso la quale tutto il nostro essere viene rinnovato e rinfrescato, come accade alle piante quando la pioggia le bagna dopo la siccità. Nel rapporto sessuale senza amore non vi è nulla di tutto questo. Quando il piacere momentaneo finisce, resta la stanchezza, il disgusto, e la vita sembra vuota. L’amore è parte della vita della terra; il sesso senza l’amore, no.
  • Un uomo può sentirsi così completamente ostacolato, da non cercare più alcuna forma di soddisfazione, ma soltanto distrazione ed oblio. Egli diventa allora un devoto del «piacere».
  • La metà almeno dei peccati dell’umanità sono causati dalla paura della noia.
  • Una certa capacità di sopportare la noia è quindi indispensabile per avere una vita felice, ed è una delle cose che si dovrebbero insegnare ai giovani. Tutti i grandi libri hanno dei capitoli noiosi, e tutte le grandi vite hanno avuto dei periodi non interessanti.
  • Uno dei sintomi di un prossimo collasso nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante, e che concedersi un po’ di vacanza sarebbe causa di chissà quali disastri. Se fossi medico prescriverei una vacanza a tutti quei pazienti che considerano importante il loro lavoro.
  • Il segreto della felicità è questo: fate in modo che i vostri interessi siano il più possibile numerosi e che le vostre reazioni alle cose e alle persone che vi interessano siano il più possibile cordiali anziché ostili.
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Autoctono si nasce, speciale Expo

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo del vino:

è stato presentato da Go Wine a Milano, il MANIFESTO PER I VINI AUTOCTONI.

L’impegno dell’associazione, il richiamo verso un’idea di viticoltura, la valorizzazione della diversità e della ricchezza del vigneto italiano. L’Expo: l’ occasione per una riflessione sul tema. 

L’associazione Go Wine ha scelto il primo mese di Expo a Milano per promuovere un evento tutto dedicato ai vini autoctoni italiani.  “Autoctono si nasce, speciale Expo” : una sorta di edizione speciale dell’evento che periodicamente l’associazione promuove; un’occasione per ricordare una serie di temi che Go Wine ritiene strategici per affermare una precisa idea di viticoltura.

Oggi non è dato sapere quali esiti potrà avere l’Expo di Milano; non si sa soprattutto se il clamore mediatico e la ricerca del sensazionale e della visibilità prevarranno rispetto ad una riflessione meditata sui temi di fondo.
Go Wine ha scelto il tema dei vini autoctoni perché appartiene ai principi ispiratori dell’associazione ed alla sua stessa vita e perché la promozione dei vini autoctoni riassume alcune questioni, legate ad un’idea precisa di vino.
Una degustazione straordinaria è stata protagonista dell’evento, con vini di oltre 60 aziende italiane, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con una selezione di oltre 70 vitigni: le varietà più diffuse e note, e delle autentiche chicche enologiche legate in alcuni casi all’impegno e al lavoro di un singolo produttore.
Il momento del dibattito è stato riservato alla presentazione del Manifesto di Go Wine a favore dei vini autoctoni, con i qualificati interventi di esponenti del mondo accademico: il prof. Vincenzo Gerbi, docente di Enologia presso l’Università di Torino e il prof. Osvaldo Failla, presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Milano.
“Abbiamo voluto coinvolgere il mondo universitario – dichiara Massimo Corrado, presidente di Go Wine – per invitare pubblico e professionisti del settore a riflettere sull’importante ruolo che il mondo della ricerca ha avuto nel recupero e nella valorizzazione di molte varietà autoctone. E’ giusto apprezzare un vino nel calice e confrontare stili e profumi (come fa ogni enoappassionato), ma pensiamo che sia importante anche sapere come, il vino giunge al risultato ottimale, dando rilievo al settore della ricerca”.
Il Manifesto va in questa direzione: una sorta di dichiarazione di intenti per Go Wine, la conferma di un impegno che dura da anni, la convinzione che, attraverso una determinata idea di vino, si dia la giusta importanza alla viticoltura anche in una dimensione sociale e culturale.
Il vino legato alla storia di un luogo, che guarda al futuro nel segno dell’identità e del rispetto del lavoro di tanti viticoltori, contro le tentazioni dell’omologazione dei gusti, contro una visione del vino come prodotto industriale, a favore di uomini e donne del vino, custodi delle radici della propria terra.
Info:

Go Wine tel. 0173 364631 

stampa.eventi@gowinet.it 

http://www.gowinet.it

   
 

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Microclima unico in Franciacorta

Le Tenute La Montina sono situate tra il lago di Iseo e l’ anfiteatro morenico della Franciacorta, in una zona che gode di uno speciale microclima favorevole alla coltivazione della vite.

I Franciacorta La Montina vengono prodotti seguendo le rigide norme del Disciplinare del Consorzio Vini Franciacorta, le più restrittive a livello mondiale per quanto riguarda il Metodo classico.

L’azienda vitivinicola La Montina nasce nell’aprile del 1987 per volere dei tre fratelli Bozza, che da sempre hanno tratto dalla campagna la passione per la terra e per l’enologia. Il padre Fioravante Antonio (detto Fiore), con le mani tinte del tipico colore dei vinattieri lavorava da sempre i vigneti e produceva vino rosso.

La madre, Vittoria Gaia (detta Gina), gestiva la propria Osteria nel cuore di Monticelli Brusati, il paese di origine di tutta la famiglia. Oggi i valori di famiglia sono custoditi anche dai nipoti, Michele e Daniele, che li interpretano su concetti nuovi e tecnologicamente evoluti, nel rispetto del territorio e delle generazioni passate. Una nuova sapienza per il ventunesimo secolo, tenendo fede all’impegno di una tradizione familiare che sempre si rinnova.

Villa Baiana, immersa in un parco di alberi secolari, ha un’ atmosfera elegante, raffinata, e di grande fascino. Le sue architetture, parte integrante delle Tenute La Montina, hanno il sapore di antichi luoghi da cerimonia dell’alta borghesia rurale. Terrazze panoramiche, pavimenti in marmo e pareti in stucco veneziano, volte a vela e soffitti in legno illuminati da preziosi lampadari in vetro di Murano. Oltre alla bellezza Villa Baiana offre agli ospiti un’ ampia scelta di raffinati menù curati da chef che ne garantiscono la qualità. I saloni di ricevimento possono ospitare un numero importante di invitati, nella “Sala del Torchio”, nella “Sala della Loggia” e nella “Sala del Cedro”. 

È disponibile inoltre una Sala Congressi di 170 posti  dotata di moderne attrezzature e predisposta per video conferenze e traduzioni simultanee con possibilità di registrazione audio e video.

Anche gli spazi esterni di Villa Baiana sono stati concepiti per fruitori esigenti, dal gusto raffinato. Ideali per celebrazioni, per eventi privati e aziendali, sono molto ricercati come location per spot pubblicitari e perfetti come set fotografici. I valori della famiglia Bozza sono rappresentati in Villa Baiana dall’ultima generazione: con Barbara, in qualità di Direttore, e con Anna, Responsabile degli Eventi.

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Musella Estate

  

Musella lies outside Verona: one of the most beautiful, historic and unique landmarks in the Veneto region. Long famous for its thriving viticulture, Musella with its 35 hectare vineyard site and cellar provides a splendid example of what may be achieved when passion and respect of the land are integrated. The family passion and history in wine making encourages the best from the ancient viticulture tradition of the area and allows the particular microclimate of Musella to be expressed. The dedication in the vineyards and the wine making choices made in the cellar successfully achieved the ambition goal of enhancing the typicality of the grape varieties of Verona.

Musella Relais

Musella is an historic estate where the thorough restoring of an ancient court has turned dwellings into particularly charming lodgings.
Musella Relais offers farm holidays as  B&B with its 11 rooms and 4 spacious and romantic flats equipped with every comfort, including the use of expansive internal and external areas and a small swimming pool surrounded by nature. Every detail has been taken care of in order to offer guests unforgettable times in touch with nature in a simple but refined environment.

Biodynamic Wine

What: balance, attentive respect for the natural evolution and progression of the plants that -once given the opportunity to develop their natural defences, with the support of a soil rich in its natural original bacteria- can express a harmony.
When: Musella’s goal is to patiently advance without compromising quality, respecting the wine , the customer and natural rhythm of the land.

This careful progressive strategy will provide an exceptional opportunity to future generation.

     

 

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Ruotolo sotto scorta: il boss dei Casalesi lo vuole morto

“‘O vogl’ squartat’ viv'”: così minaccia il capo dei Casalesi dal carcere e il prefetto di Roma, ha deciso la protezione per il giornalista televisivo.

 Nel mirino di Zagaria un reportage realizzato per Servizio Pubblico e, un’intervista al pentito Carmine Schiavone. 

Bindi (Commissione antimafia): “A rischio libertà d’informazione” .

FORZA, CORAGGIO, PREPARAZIONE e GENTILEZZA siano con te Sandro, come sempre.

Goccia in un immenso Oceano, anche io, sono con te.

 

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Il cuore in Nepal. 

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Avete letto e sentito tutti del tremendo terremoto che ha colpito il Nepal, provocando la morte di oltre 5000 persone, distruggendo edifici e templi antichissimi.

Le associazioni umanitarie si sono attivate tempestivamente per gli aiuti. 

Facciamolo anche noi.

Fallo anche TU…

il cuore è grande e le chiacchiere stanno a zero.

Cicale e biliardino è un luogo di fatti, perciò:

http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/27/come-aiutare-la-popolazione-in-nepal


Aggiornamento al 6 maggio 2015: purtroppo come prevedibile, da quando ho scritto il post il numero delle vittime è salito, inoltre,

 ho scoperto che:

http://www.huffingtonpost.it/2015/05/05/foto-simbolo-nepal_n_7212838.html


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Questa PrimaVERA

La mia amica Ilaria, soprannominata: “LA BUONA”, mi ha messo in testa, canticchiandola -Questa Primavera- di Pino Daniele. La mancanza di Pino che si fa sentire, il profumo dei giovani fiori della “Tenuta Mazzotti”, il mare,  hanno fatto il resto.

Alcune foto, sono state scattate dal mio amico Alfredo, che è -decisamente e sempre più- un personaggio epico.

Buona Domenica a voi. (I love you guys).

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Sideways. My Magic Road Trip To Wine

Tutto è partito circa un mese fa, nei giorni del Vinitaly, e, credo sia stato solo l’inizio.

L’inizio di un legame con una realtà, quella del Mondo-Vino che non conosco a fondo, ma da sempre mi affascina.

Mi interessa molto scoprire quello che mi piace.

E, il vino, quello buono, mi piace.

Anche viaggiare in auto mi piace,

poi, restare incantata da colli, vitigni e vigneti.

Così, con alcuni collaboratori di spessore, ho fatto un percorso in perfetto stile -Sideways- il film del 2004 ambientato in Napa Valley, che narra del viaggio enogastronomico intrapreso da due amici.

Ho seguito questo percorso,

per diversi motivi.

Per esempio,

perchè voglio essere educata al vino, per poter celebrare, il vino.

Poi, essendo una sociologa, voglio sapere che impatto ha avuto la globalizzazione sul vino, in particolare, quanto pesi l’influenza di alcuni critici nell’imporre uno stile internazionalmente comune.

Voglio conoscere le strategie delle grandi aziende, che spesso influiscono negativamente sui piccoli produttori e poi, voglio vivere la magia della vendemmia.

Voglio che qualcuno mi narri storie sul come si diventa Master Sommelier (ce ne sono 200 al mondo), solo, perchè la cosa mi incuriosisce.

Voglio riuscire ad individuare gli aromi dominanti di un vino;

i riflessi, con i quali si presenta, cosa richiama, se è ampio in bocca, se è rotondo, se è gradevole, se è capace di descrivere la bontà.

Come è la sua trama.

Se è denso.

Se è elegante e delicato, marcato dalle spezie, secco, fresco al palato, consistente, austero,

se ha un attacco acido o sottile, un colore denso e giovane, una bella concentrazione,

se è brillante e evoluto, se ha un finale equilibrato, se è un vino morboso, se ha un naso attraente, intenso, legnoso;

se ha presenza in bocca, se è complesso e ha un bel fruttato, se a conti fatti, è un ottimo vino.

Mi è piaciuto sentir parlare di vini, vini moderni, sinceri e vivaci.

E assaggiarli, chiaramente.

Ho conosciuto una donna con un animo profondo, una nuova amica che mi emoziona per lo spirito che la supporta: Simona Bucci, chef-sommelier, troverete un paio di sue immagini nel video che segue, e capirete di cosa parlo, vedendo i suoi occhi profondi.

(Bella Simoooo!)

Ho continuato il mio giro, anche dopo la partenza di Simona, e ho conosciuto persone fantastiche.

Due memorie tra tutte: quella legata alla Famiglia Bozza -Tenuta La Montina, presente in Franciacorta, e quella della Famiglia Pasqua Di Bisceglie, -Tenuta Musella, poco lontana dal centro di Verona.

Sono stati giorni straordinari e presto qualcosa di più vi mostrerò,

a Dio piacendo – diceva mia nonna-

Per ora assaporate la partenza di questo viaggio.

Esattamente un mese fa.

Il tempismo è tutto, nella vita.
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(Tratto da -Sideways-)

“Ti mostro come si fa. Inclina il bicchiere ed esamina il vino alla luce, osserva il colore e la limpidezza, ora infilaci il naso. C’è della fragola, e c’è un’impercettibile nota di formaggio olandese alle noci”

-Quando beviamo?-

“Ora.
Stai masticando una gomma???”

-Nno (…)-

“Sputala”.

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“Ti faccio assaggiare una bolla altrimenti di cosa parliamo”.

(Gianluca Cittadini -Export Manager)

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AHMET GÜNEŞTEKIN  Million Stone / Milion Taşı

La donna e l’uomo, qui, condividono gli stessi diritti.


La Pietà
Santa Maria della Pietà, Castello 3701– Venezia 

 
Il Milion, la pietra miliare eretta a Costantinopoli nel quarto secolo, emblematico luogo di partenza per la misurazione delle distanze di tutte le strade che conducevano alle città dell’Impero Bizantino e al contempo simbolo del potere maschile per l’intrinseco rimando culturale al fallo.

La leggenda di Lilith, la dea sumera della fertilità e dell’agricoltura, che fu in seguito demonizzata e  divenne nota come la prima donna a ribellarsi alla dominazione maschile.

La storia e il potere delle relazioni, Istanbul, un tempo ritenuta il centro del mondo; una città dai molti nomi, crocevia di diverse culture e religioni, dove ogni nuovo potere e forza politica cambiava il nome  e il tessuto culturale precedente in base alla propria identità.

La considerazione fondamentale che le religioni siano una la continuazione dell’altra. 

Su questi riferimenti concettuali l’artista turco Ahmet Güneştekin, già alla ribalta dello scenario artistico internazionale, trasfomerà i seicento metri quadri del complesso della Pietà, a Venezia, in Million Stone / Milion Taşı.

La mostra, curata da Matthew Drutt, editor e autore  indipendente americano, e commissionata da una delle cinque gallerie d’arte più influenti al mondo – la Marlborough Gallery – presenta otto opere inedite e recenti di Güneştekin, che evocano simbolismi atavici e veicolano forti messaggi attraverso un nuovo progetto espositivo.

Artista autodidatta e poliedrico, Güneştekin adopera tecniche libere del tutto singolari, che sono il risultato della sua sperimentazione scevra dalla formazione accademica. La sua produzione è sensibile al richiamo di un’arte tradizionale locale, e impiega motivi decorativi marcatamente geometrici ispirati a tappeti, lampade e manufatti ottomani in rame.  
In tutte le opere  i caratteri, i simboli e le scene si intrecciano in racconti che toccano le questioni essenziali dell’umanità.

La produzione di Güneştekin, che rielabora l’aspetto figurativo in modo astratto e stilizzato, può essere descritta come un’interpretazione delle narrazioni orali, dei miti e delle leggende delle civiltà anatolica, mesopotamica e greca. Opere di forte impatto (uno dei motivi ricorrenti è il disco solare), rimandi optical, tele che paioni bassorilievi, le installazioni mettono a nudo l’approccio personale dell’artista, teso ad andare oltre le tecniche pittoriche convenzionali su tela.

Con Million Stone, una scultura in marmo nero alta quasi quattro metri, Güneştekin nega il fallo, nucleo simbolico dell’antica pietra miliare, per rappresentare il superamento dell’idea di genere.
Di fronte al Million Stone sono collocate tre opere, ispirate alla leggenda di Lilith, che si contrappongono al potere maschile.

La storia di Istanbul è molto presente: per svelare l’origine dei suoi numerosi nomi, Kostantiniyye – una colossale scultura costituita dalle tredici lettere che compongono la parola stessa – riunisce tutti i nomi passati della città, accumulatisi, come i monumenti, nella sua secolare memoria culturale: Byzantion, Byzantium, Nuova Roma, Costantinopoli, Constantinopolis, Dersaadet, Islambol, Asitane, Dar-ul-Hilafet. Questo progetto stimola a comprendere la storia della città nel quadro delle relazioni di potere, al di là del contesto storico. Sottolineando che il passato è un fenomeno costruito nel presente, l’opera riunisce in un presente senza tempo le tracce depositate nella memoria collettiva. L’artista intende fornire un punto di osservazione che consenta di mettere in discussione la natura delle relazioni di potere.

La serie Holy Encounter si propone di creare valori e concetti comuni ed esprime la possibilità di sviluppare un punto di vista uguale su religioni diverse.

Dopo lo straordinario successo di “Momentum of Memory” (la prima personale di Ahmet Güneştekin in Italia, considerata come una delle dieci mostre imperdibili nell’ultima Biennale), il progetto attuale dell’artista dà voce alla degenderizzazione e all’anima mistica del suo paese, portando alla luce racconti leggendari e storie che attraversano i confini geografici, dimostrando una matrice comune alle diverse culture.

  

Ahmet Güneştekin, Million Stone, 2015

Dal 6 maggio al 22 novembre 2015

Info: elena@lightboxgroup.net +39 348 3399463






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Ci sono cose da fare e cose da non fare

“Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra:

per esempio, la guerra”.

Questa poesia di Gianni Rodari, nella quale sono inciampata oggi pomeriggio mi sembra perfetta, per augurarvi una Pasqua di vera rinascita.

Possiamo lasciarci alle spalle errori sul lavoro, ‘amoruncoli’ (bluff effettivi con protagonisti fantocci vili) però la guerra no.

La guerra corre così in fretta, che non si fa prendere. La Guerra non resta indietro.

150 studenti uccisi dagli islamisti Shabaab nel recente massacro al College in Kenya: studenti che oggi, nel giorno di Pasqua, non hanno potuto affollare la parrocchia cattolica di Garissa, perchè non più vivi.

Avete ucciso i loro corpi.

Noi, siamo la loro voce.

Venite pure assassini, vi accoglieremo con cultura e amore.

Per zittirci, DOVRETE UCCIDERCI TUTTI e noi, che resistiamo, contro voi oppressori, siamo una moltitudine; vi do una notizia: non ce la farete -le nostre idee sopravviveranno. Non ci fermerete versando sangue e compiendo gesti cruenti ed estremi.

BUONA PASQUA dunque, a chi non ammazza le voci diverse dalla propria, a chi, ancora puro, preserva i sentimenti, il sentire in ogni sua espressione.

Torniamo al nostro orticello.

Come sempre non ho riempito queste pagine tanto per, parlandovi degli eventi recenti, dei quali tutti siete a conoscenza, e di altre faccende di poco conto; qualcosa però voglio dirvi, qualcosa sulla moda, (Tombini Art a parte -di cui ho scritto perché trovavo inusuale il connubio bellezza/eleganza accostato all’idea dei tombini): avete dato un ‘occhiata alla linea di Stefano Dolce e Domenico Gabbana? I due stilisti -subito prima di dar vita alla polemica scatenata, definendo sintetici bambini nati in condizioni non “classiche”- per quanto concerne il loro lavoro, hanno fatto ancora centro, mostrando in tutta la loro bravura, un nobile sentimento di fondo: l’amore per la madre; una linea di capi e accessori legati a questa figura fondamentale nella vita di ognuno di noi. Cosa c’è di più prezioso di una madre? Era ora che qualcuno pensasse a lei. Sono davvero entusiasta di ciò che è stato proposto in passerella. Non condivido la storia della sinteticità, ma Stefano e Domenico hanno espresso la loro opinione, ed ognuno, ribadisco, dovrebbe poter, in un mondo civile, liberamente enunciare un pensiero. Ancora, la Maison Margiela, ha visto il ritorno alle sfilate di John Galliano quattro anni dopo la sua ultima collezione per Dior ( lui, in seguito alla storia dello scandalo degli insulti antisemiti); poi, lo stile di Lanvin, Armani, (ca va sans dire), Chanel, originale ed elegante come il marchio ci ha mostrato essere nel tempo (Lagarfeld ha trasformato il Grand Palais in una brasserie, la “Brasserie Gabrielle” e ha fatto sfilare le modelle tra bar, banconi e tavolini). Infine, la divertente chiusura di Valentino, che ha visto protagonisti Ben Stiller e Owen Wilson, nei panni di Dereck e Hansel, i modelli svampiti di Zoolander 2: notevoli, ci hanno fatto vivere, in quel di Parigi, momenti esilaranti.
Io sono così, leggera e pesantissima allo stesso tempo, e mentre vi parlo degli stilisti più amati, poi, vi riporto alla vita reale, la vita vera, di tutti i giorni, delle persone normali, parlandovi di lavoro, per esempio, e della minaccia incombente dei tagliagola dell’Isis o degli islamisti Shabaab, appunto.

Di seguito due video: uno tratta gli argomenti a cui ho appena fatto cenno. Dura davvero una manciata di secondi e riguarda alcuni momenti della serata svoltasi al teatro Manzoni di Milano, alla presenza dello scrittore iconoclasta, egiziano di nascita, convertito al Cristianesimo, Magdi Allam, che, condanna l’estremismo islamico e difende Israele. Magdi è stato intervistato dal Direttore de -Il Giornale, Alessandro Sallusti. Un video brevissimo, non c’è molto da vedere oramai, ma è sano, reputo, non dimenticare, restare focalizzati. Sul palco, in alcuni momenti incisivi, Edoardo Sylos Labini, attore, autore, ideatore del giornale OFF e del format “Manzoni Cultura”, marito della nota Luna Berlusconi, anima del Teatro Manzoni, perfetto padrone di casa.

L’altro video (è stato girato una sera di marzo, qui si prova a fare approfondimento, dunque non ritengo importante la data, a patto che le idee espresse siano ancora valide) al Teatro Leonardo, a Milano, dove si è parlato di Lavoro/Expo/Pane.
Avete capito bene.
Pane. Perchè i simboli sono importanti. L’idea stessa che il PANE porta con sé, è importante.
Pane e fatica nello specifico, perché per venir fuori vivi da questo momento storico così complesso, c’è bisogno di nutrire il pianeta coltivando le idee. Sono intervenuti al dibattito, il Sindaco di Milano Pisapia, il Senatore Ichino e l’Arcivescovo Ghidelli.

Si è discusso a lungo, anche del pane inteso come pane dell’anima: non di solo pane, fatto di farina lievito e acqua, infatti vive l’uomo. (A proposito, sapete che son diventata bravissima a fare il pane in casa? I miei vicini si leccano i baffi ultimamente, anche le mie vicine modelle: son riuscita a far interrompere loro la rigida dieta, tra pane e brioches…)

Torno seria, adesso:

450.000 bambini vivono con un pasto al giorno in Italia.
Dati impressionanti, che vanno affrontati con il sapere, il pensiero e, il lavoro.

Il Senatore Ichino si è espresso sulla giovane riforma del lavoro:
“Il primo passo con questa nuova legge, è stato fatto. La Sicurezza del futuro ė importantissima, come lo è un diritto del lavoro che possa applicarsi a tutti allo stesso modo: allinearsi ai Paesi Europei era necessario.
È stato istituito inoltre, il contratto di ricollocazione.
A cosa serve un contratto di ricollocazione se il lavoro non c’è? Hanno domandato alcuni. –Non è vero che il lavoro non c’è. Manca manodopera che abbia capacità, manodopera artigianale. Il lavoratore oggi deve essere disponibile a riqualificarsi. Il lavoro non piove dal cielo bisogna attivarsi”.

Il Professore ha sottolineato anche che occorre un trattamento fiscale meno arcigno per i lavoratori autonomi (non lo dica me Professore…)

Pisapia: venditore di calze da donna, educatore in carcere, operaio, impiegato in banca, avvocato e dopo tutto questo, sindaco di Milano, si è domandato:
“Milano è ancora la città del lavoro? -Il comune di Milano sta facendo il possibile per dare un contributo in campo lavorativo.
Io sono fiero di aver accolto 52.000 persone che non avevano nulla da mangiare, e aiutare ogni sera 2200 senzatetto.
Il mio primo contributo come sindaco di Milano, è stato quello di non far perdere il posto di lavoro ai lavoratori che un lavoro lo avevano. Non lasciare in strada tante famiglie significa aver salvaguardato la dignità di quelle persone.
Il comune supporta molte startup, sostenendole con interventi di micro credito.
E le startup creano posti di lavoro.
È importante aver finanziato le piccole aziende in difficoltà. Il 98% di queste imprese ha restituito il denaro ricevuto. Famiglie che rischiavano di cadere in una situazione di povertà assoluta poi, hanno ottenuto un contributo. Il comune ha erogato 82 milioni di sostegno al reddito permettendo a molti di tornare sul mercato.
Sono stati attuati interventi piccoli ma significativi: ad esempio, i disoccupati e i cassaintegrati hanno l’abbonamento gratuito ai mezzi pubblici.
Oggi esiste uno sportello unico per chi voglia aprire un’impresa, anche questo è un incentivo.
Può fare un comune di più? Io credo di no”.

(Io credo di si sindaco, mi perdoni, ma si può sempre, fare di più, è un dovere, verso i suoi elettori).

Ha poi continuato:
“Non ho scelto di fare Expo o di comprare aree private per farlo. L’ho trovato e l’ho accettato per non far perdere credibilità a Milano, Expo è comunque un opportunità unica. Milano sarà vivace e attrattiva, certo, ci saranno svantaggi, ma il teatro alla Scala e il Piccolo, saranno aperti tutti il giorni, e, come ha detto il New York Times, Milano sarà la città dove: -SI DEVE ESSERE- nel 2015.
Il grande fermento, farà si che dei soggetti decideranno magari di investire anche dopo Expo: partiti i milioni di turisti previsti, dopo le visite da parte dei grandi delle imprese internazionali; questo, dipenderà dal successo dell’evento.
Sarà importante l’accoglienza. Se gli stranieri andranno via soddisfatti, convinceranno altre persone a venire a Milano”.

Carlo Ghidelli arcivescovo biblista, ha letto un passo di un salmo:
-Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio-
“I cieli sono del Signore ma il Signore, ha dato la terra ai figli del mondo”.

Tenete perciò i piedi in terra e alzate lo sguardo in alto. Al cielo.
L’uomo è chiamato ad esprimere tutte le potenzialità di cui lo ha arricchito il Creatore per rendere la terra più abitabile e i rapporti più vivibili.
Non si può esistere accumulando cose materiali.
Ciascuno dovrebbe pensare :- I CARE- come ci ha insegnato Don Milani.
-Con il sudore della fronte procurerai il pane e poi con fatica (uomo che lavorerà la terra) e dolore (donna) vivrai-
Custodire e coltivare la terra, due verbi ebraici che nascono da una radice singolare: custodire viene da obbedire, coltivare, nasce da un verbo che significa adorare (il Creatore).
Il denaro ė il più terribile degli idoli.
Noi siamo stati creati per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Nell’Antico Testamento abbiamo un’altra pagina interessante: il pane dell’ospitalità. Abramo dice a Sara di preparare Il pane dell’ospitalità: il pane ci è dato per essere condiviso, diventa più saporoso, quando è condiviso. E diventa una benedizione.
E non dimentichiamo -La manna-
Tutte quelle persone nel deserto non avevano nulla e il Signore diede loro il pane. Oggi qui e ora, quale pane dobbiamo desiderare? Dio, il pane della vita.

Nel Nuovo Testamento invece, Gesù ci insegna ad avere il nostro pane: -Padre nostro dacci il nostro pane-
pane nostro = bene di condivisione, se dicessimo “Il mio, pane” saremmo già esclusi. Il pane è dono di Dio.

Gesù si è trovato anche a moltiplicare i pani. (Dicono le Scritture, aggiuno io, e ognuno la pensi come vuole). Gli studiosi hanno chiamato quello che ha fatto: “La legge della sovrabbondanza”.
È evidente questa, nelle ceste dei pani avanzati: quando tutti sono sazi, c’è ancora del pane;
Il pianeta sarebbe capace di sfamare tutti, eppure, non va così, perché se io ho un pezzo di terra, e tu ci metti il piede, io chiamo l’avvocato”.

Parola di arcivescovo.
Meditiamoci su.

Ve li ho fatti vero gli auguri di buona Pasqua?

🙂

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It was a great pleasure to meet you Mr. Stewart

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image                          La Cicala (fortemente influenzata ma come sempre                                                     determinata) insieme a James Stewart (altissimo)!                 

Docente di Giornalismo economico e finanziario alla Scuola di Giornalismo della Columbia University, James Stewart ha iniziato la sua carriera come avvocato presso lo studio newyorkese Cravath, Swaine and Moore ma nel ’79 ha abbandonato la professione per dedicarsi al giornalismo. Attualmente collabora alle pagine economiche del New Yorker ed è editorialista del New York Times. Le sue inchieste per il Wall Street Journal sull’insider trading e gli scandali che hanno colpito la finanza americana a fine anni ’80 gli hanno fatto vincere nel 1988 il premio Pulitzer. Su questi fatti è basato il suo libro di maggior successo, La tana dei ladri.

Grazie a Giuliana Ferraino e a Giuseppe Guastella, giornalisti del Corriere della Sera che con serietà e professionalità hanno moderato il convegno in Sala Buzzati a Milano, ponendo domande appropriate e dirette al nostro ospite.

Il link del Corriere della Sera, con il video dell’incontro da guardare in streaming, per chi volesse sapere di più riguardo al giornalismo finanziario:

http://video.corriere.it/cronaca-giudiziaria-scandali-finanziari-quali-sfide-il-giornalismo/275b6bac-cc8f-11e4-a3cb-3e7ff6d232c1

 

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“Pacifico cronista intrepido supereroe”

Per fortuna, gli esami non finiscono mai.

-Analogie e differenze tra carta stampata e Tg: rapporti conflitti e influenza reciproca tra stampa e cinematografia; norme costanti del giornalismo nei diversi comparti e nell’evoluzione del panorama dei media.

Ecco il titolo di uno dei corsi di aggiornamento che seguo in questo periodo per la Formazione Continua dei Giornalisti.
Sede: -Associazione Lombarda Giornalisti
Viale Monte Santo 7. Milano

Quale relazione  intercorre tra cinema e giornalismo? La nascita di quest’ultimo ha preceduto il cinema, pensiamo ai racconti di viaggio dell’800, e alla letteratura popolare legata al fumetto; poi, c’è la relazione tra cinema e tv. Quanto diversa era la professione in passato, quando i giornali si facevano col piombo? In aula abbiamo riso, ricordando le battute di alcuni film (in calce troverete alcune di queste e i titoli dei film da cui sono state tratte).
Billy wilder, nel 1951 denuncia la spettacolarizzazione delle notizie per via della radio -la tv, è solo agli inizi- Orson wells gira e interpreta “Quarto potere” film perfetto, per le situazioni che lo rendono esemplare. Il film ha diversi piani di lettura.                                   Ci siamo augurati che, prima o poi, qualcuno faccia un film su Indro Montanelli. “Il” giornalista: ognuno di noi che “gioca con la tastiera” sarebbe orgoglioso di essere ricordato così come è ricordato Montanelli.

Un giornalista dovrebbe descrivere la realtà, purtroppo, non sempre è così.

Analogie e differenze tra giornale e tv.

La prima differenza è la diretta tv che manca invece al giornale. Brutta bestia la diretta. O sai farla o non sai farla.  Cos’è la Tele-visione? Visione a distanza di immagini in movimento. Nella tv la manipolazione di un racconto è evidente. Per fare le cose bene, in ogni settore, bisogna innanzitutto conoscere “I Fondamentali”. Pensiamo ad un giocatore, per esempio, mettiamo il caso abbia solo un sinistro molto forte: deve aver un talento straordinario se crede di andare avanti senza “I Fondamentali”. Poi, il tipo di racconto cambia perché nella carta stampata bisogna rispettare le 5 W (WHO? WHAT? WHERE? WHEN? WHY?) inoltre è  importante non sbagliare i nomi, per non far perdere credibilità ad una testata.

La tv rende molto grazie alle immagini ma bisogna saperla usare. In un giornale il controllo è più facile: quello che andrà in stampa, lo vedi prima, controlli, in tv no, con la diretta non puoi, un direttore non può controllare, deve fidarsi della professionalità di chi è in video e in redazione.

Oggi è importante l ‘identità; con la concorrenza che c’è  bisogna distinguersi. Raccontando la realtà, dicevo. Con i fondamentali e la cura del dettaglio bisogna tornare a fare il nostro mestiere.

Problemi della tv

Tanto per iniziare, a 19 anni puoi permetterti in inquadratura stretta, magari un grandangolo,  più tardi no…
La tv è un moltiplicatore di pregi e difetti, bisogna sempre pensare che il racconto deve avere un certo tono e rispettare lo spettatore.

Il giornalista deve avere presente il concetto di testimone e non quello di protagonista, non si dovrebbe mai dimenticare questo, soprattutto in televisione…
Inoltre è innegabile che si sia un pò persa la cura del dettaglio. Non si devono ripetere ad esempio, le stesse parole,  invece oggi ognuno fa come gli pare… l ‘informazione è cambiata, chiunque  oggi con i social si improvvisa cronista e regista.
“I Fondamentali”, non dimenticate, per sapere come devono muoversi i giornalisti, per essere diversi, emergere dalla massa.

Un aneddoto simpatico:
“Non sposare un giornalista – diceva un’ amica ad un’ altra- quando tu ti alzi, loro vengono a casa a dormire”. Il mio ex ragazzo, pace all’anima sua, saprebbe di cosa parlo… Si è discusso anche di “Pino alla Parete”,  ristorante per giornalisti che facevano il turno di notte: quante storie in una storia.

“Occorrerebbe un filtro sulla qualità e sulla verità delle cose. Oggi i falsi, sempre esistiti, sono diventati molto sofisticati; noi possiamo essere la garanzia per cui quello che scriviamo è attendibile, proprio perché sul web ormai si trova di tutto, ci vorrebbe un bollino: in rete, accanto ad ogni redazionale, si dovrebbe trovare questo bollino,  garanzia che quel lavoro è stato fatto da un giornalista. Cosa che purtroppo non esiste. L’art. 21 della Costituzione si riferisce alla libertà di parola e c’è spesso un equivoco rispetto a quello che è l’informazione: prendi la notizia, ascolta i protagonisti, rischia in prima persona, quando necessario, infine, documenta e trasferisci la notizia. Questa è informazione. Il resto, gli show, i talk show, sono un’altra cosa.
Noi giornalisti dobbiamo informare chi non sa in modo corretto; gli altri possono avere l’articolo 21 e le loro opinioni, ma l’informazione è un’altra cosa.
I giornalisti hanno il diritto della libertà di informazione e di critica, ovviamente, osservando le leggi e rispettando la verità sostanziale dei fatti. Se un cronista ha una notizia e aspetta tre anni a tirarla fuori, non è più una notizia, è un aneddoto storico”.

Ecco la rosa di alcuni film che raccontano il mondo del giornalismo e alcune relative citazioni.

Tutti gli uomini del Presidente” (Alan J. Pakula, 1976) -Se poi non è vera (la notizia) dovremo andare tutti a lavorare-, “Salvador” (Oliver Stone, 1986), “Good Night, and Good Luck” (George Clooney, 2005), “Prima Pagina” (Billy Wilder, 1974), “Professione Reporter” (Michelangelo Antonioni, 1975), “Quarto potere ” (Orson Welles, 1941),  “Sesso e Potere – Wag The Dog” (Barry Levinson, 1997), “Frost/Nixon” (Ron Howard, 2008), “Benvenuti a Sarajevo” (Michael Winterbottom, 1997), “Fortapàsc” (Marco Risi, 2009), “Sbatti il Mostro in Prima Pagina” (Marco Bellocchio, 1972),“Un anno Vissuto Pericolosamente” (Peter Weir, 1982),Insider – Dietro la Verità (1999), “Zodiac” ( David Fincher, 2007),“State of Play” (Kevin Macdonald, 2009), “Piombo Rovente” (Alexander MacKendrick, 1957), “L’asso nella Manica” (Billy Wilder, 1951) -Ma cosa ti insegnano a quella scuola di giornalismo, i necrologi?- “L’ultima Minaccia” (Richard Brooks, 1952), “La Giusta Distanza” (Carlo Mazzacurati, 2007),“La Signora del Venerdì’” (Howard Hawks, 1940). “Le mani sulla città” (Francesco Rosi, 1963) una bellissima pagina del giornalismo d’inchiesta. Una piaga, quella della speculazione edilizia,“Scoprendo Forrester”(Gus Van Sant, 2000) -Lasciati andare, pesta sui tasti, ascolta la musica della macchina da scrivere-, “Cambio marito” (Ted Kotcheff, 1987) -Lei sta con un giornalista? Che gentaglia-, “Talk radio” (Oliver Stone, 1988), “Dentro la notizia” (James L. Brooks, 1987), “I tre giorni del condor” (S.Pollack, 1975), “Quinto potere”(S. Lumet, 1976) – Sono incazzato nero e tutto questo non lo acceterò più-  film che denuncia lo strapotere dei Media, “Muro di gomma”(Marco Risi, 1991).

 

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I grandi della Moda per la mostra open-air “Tombini Art”

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“SOPRA IL SOTTO – Tombini Art raccontano la Città Cablata”

Una mostra open air di Tombini Art interpretati dai grandi protagonisti della moda italiana: Armani, Cavalli, Etro, Missoni, Larusmiani, Biagiotti, Costume National, Moschino, 10 Corso Como, Prada, Trussardi, Versace, Iceberg, Cucinelli, Hogan, Ferretti, Valentino, Ferragamo, Pucci, Zanotti Design.

Un progetto di Metroweb, da un’ idea di Monica Nascimbeni, con il patrocinio del Comune di Milano. In collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana e in partnership con Oxfam Italia.

Dove: Via Monte Napoleone e Via S. Andrea, Milano.
Quando: da stasera 24 febbraio 2015 (sempre visibile day&night).
Inaugurazione ore 18.30, on the road.

Stupiscono e sorprendono il pubblico locale ed internazionale -di passaggio nel quadrilatero della moda- sperimentando un nuovo linguaggio di arte e di comunicazione in città;
i contenuti sono inusuali e le finalità charity sono nobili.
“Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata” è un’ iniziativa culturale promossa e realizzata da Metroweb, l’azienda milanese titolare della più grande rete metropolitana di fibre ottiche d’Europa, mecenate di questo progetto artistico visionario, che si propone di raccontare, attraverso questa mostra, la rete e l’innovazione.

Potrete notare, se avrete modo di passare in via Monte Napoleone e in via S. Andrea, 24 Tombini Art, pezzi unici ed originali, cesellati a rilievo e dipinti a mano, ideati dagli stilisti che hanno aderito con molto entusiasmo e una buona dose di creatività al progetto.

Due tombini sono stati progettati da giovani promesse dello stile: Metroweb ha indetto un contest in collaborazione con l’ Istituto Marangoni di Milano, al quale hanno partecipato gli studenti; una giuria di qualità ha selezionato i due fashion designer che hanno al meglio interpretato il concept della mostra: Alessandro Garofolo e Santi.

A chiusura della mostra (gennaio 2016) i tombini Art, dopo un attento restauro, saranno battuti all’asta da Christie’s, il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza da Metroweb a favore dell’organizzazione non profit Oxfam Italia, Civil Society Participant di Expo 2015. (Ecco, le nobili finalità)😇😀.

Info:
“Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la città cablata”
-Chiara Ferella Falda (responsabile) tel. 02 42250144
Cell. +39 335 1080528 chiara@chiaraferellafalda.com

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BAROLO, BARBARESCO e ROERO

Anteprime, ottime annate, riconoscimenti a chef stellati.

Barolo, Barbaresco e Roero si presentano a Milano tra una manciata di ore in una serata -en primeur- che apre la nuova stagione delle degustazioni con le speciali attenzioni che il Barolo e il Barbaresco meritano.
In questa edizione l’evento si arricchisce aprendo le porte alla denominazione Roero, per favorire una presentazione significativa del territorio vinicolo attorno ad Alba.

Un’ occasione unica per approfondire e per degustare!
Un’ occasione unica per conoscere, attraverso il buon vino ed il dialogo, le aziende presenti all’ evento, con la loro storia, i piccoli segreti legati a prodotti che arrivano sulle tavole dopo un percorso di affinamento di anni.
Nel particolare contesto della serata si potrà esaltare il valore di vini che hanno nella longevità uno dei punti di forza: è una grande qualità la capacità di saper reggere il tempo.

Come ogni febbraio a Milano, ormai da anni, l’evento sarà impreziosito dal profilo delle case vinicole partecipanti.

In degustazione, a fianco delle annate più recenti, si presenteranno selezioni di annate anteriori.
Etichette del 2009 e 2008, e assaggi interessanti sul 2007, 2006, fino al 2004.

Saranno attribuiti diversi riconoscimenti:

il Premio agli Amici dei grandi rossi di Langa e Roero 2015, alla ristorazione milanese ed ad alcuni grandi chef, insigniti del riconoscimento della Stella Michelin.

Si tratta di Al Pont de Ferr chef Matias Perdomo; Joia chef Pietro Leemann; Il Luogo di Aimo e Nadia e Trussardi alla Scala chef Roberto Conti.

Alcune delle aziende al banco d’assaggio:

ADRIANO MARCO E VITTORIO
ALARIO CLAUDIO
ALESSANDRIA GIANFRANCO
BARALE
BATASIOLO

19 Febbraio 2015
HOTEL MICHELANGELO – MILANO, Piazza Luigi di Savoia 6
Ore 18,45
Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173 364631

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PRECIOUS da Picasso a Jeff Koons

VITRARIA Glass +A Museum
Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro 960, Venezia
Apertura al pubblico 8 febbraio – 12 aprile 2015

Da Pablo Picasso a Jeff Koons, da Louise Bourgeois a Damien Hirst, da Lucio Fontana a Anish Kapoor. Sono solo alcuni degli oltre cento nomi dell’arte moderna e contemporanea riuniti assieme per svelare un proprio volto meno noto, quello di artisti di gioielli: le creazioni hanno la valenza di sorprendenti opere.
Dopo aver fatto tappa a Roubaix, New York, Atene, Valencia, Miami e Seoul, l’incredibile collezione raccolta negli anni da Diane Venet, parigina di origine e newyorchese d’adozione, arriva per la prima volta in Italia.

Centosessantuno gioielli, la collezione al completo, con alcune opere mai esposte prima, che raccontano un approccio all’arte differente dal solito, trasformando il piano nobile del suggestivo VITRARIA Glass +A Museum.

VITRARIA Glass +A Museum è il museo che ha aperto le porte a settembre 2014 nel cuore di Venezia, situato all’inizio del “museum mile” tra l’Accademia e le Zattere.
VITRARIA Glass +A Museum ha un approccio interdisciplinare dove “Glass” esprime l’obiettivo tematico che pone al centro il vetro, attraverso le contaminazioni di questo elemento con l’arte, il design, l’architettura, le nuove tecnologie, la moda… e “+A” enuncia l’aspirazione del Museo ad allargare la propria ricerca, permettendosi un’area di libertà espositiva e proponendosi come piattaforma di incontro e scambio per artisti, designer, industria creativa.

Precious rientra dunque nella vocazione “+A” di VITRARIA, che esprime con questa sua seconda mostra la propria libertà di esplorare l’“Altro”, investigando, in questo caso, un’ arte applicata come l’oreficeria – affine all’arte vetraria.
Gioielli che sono spesso pezzi unici, edizioni limitate che rimangono nei tratti distintivi inequivocabili e riconducibili alla cifra stilistica di ciascun maestro.

Ogni gioiello/opera d’arte da indossare, racchiude in sé una storia, ed è stato realizzato dall’artista pensando ad una particolare persona: è forse proprio questo aspetto intimo a renderlo ancora più affascinante.

Il doppio significato di questa mostra inizia proprio dal suo titolo: Precious non solo perché si fa riferimento a oggetti d’arte, ma anche ad opere che custodiscono un contenuto simbolico e personale forte; basti pensare ai ciottoli raccolti sulla spiaggia da Picasso e poi dipinti per Dora Maar, o ai pezzi di osso sui cui incise il ritratto di Marie-Thérèse.

IMG_8463(da sinistra: Giacomo Balla, Robert Indiana, Avish Khebrehzadeh, Roy Lichtenstein- courtesy Diane Venet collection)

È la stessa Diane Venet a raccontare che la sua collezione nacque il giorno in cui suo marito, l’artista francese Bernar Venet, le strinse attorno all’anulare sinistro un sottile bastoncino d’argento come anello di nozze, a cui sono seguiti spille e bracciali, ognuno corrispondente ad un nuovo concetto nella sua attività artistica.

IMG_8464(da sinistra: Jeff Koons, Jannis Kounellis, Frank Stella, Kader Attia – courtesy Diane Venet collection)

La collezione è cresciuta nel tempo, chiamando a raccolta amici ed artisti quali César, che ha compresso ciondoli della famiglia Venet per dare a questi nuova vita, o Chamberlain, che ha donato a Diane il suo primissimo gioiello, una spilla in alluminio accartocciato e verniciato.
È capitato che gli artisti abbiano rifiutato la richiesta: solo per cimentarsi nella sfida in un secondo momento, come nel caso di Frank Stella.
Molti gioielli sono arrivati dopo indagini, incontri, viaggi intrapresi per scovare pezzi rari. Ogni gioiello, scrivevo, racchiude in sé una storia; tutti, sono il risultato di un intreccio tra storie di vita e storia dell’arte.

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DIANE VENET
Nata da una famiglia di collezionisti, negli Anni ’80 si è trasferita a New York col marito, lo scultore Bernar Venet, lavorando assieme a lui per l’ideazione e organizzazione di mostre in tutto il mondo.
Nel 2011 è stata ospitata al MAD di New York, nel 2012 al Benaki Museum di Atene e all’Istituto IVAM di Valencia, nel 2013 al Bass Museum di Miami e nella importante sede di Hangaram Design Museum di Seoul. Madame Venet collabora da sempre con importanti collezionisti e mercanti d’arte.

VITRARIA GLASS +A MUSEUM
La sede permanente di Palazzo Barbarigo Nani Mocenigo, già dimora del doge Agostino Barbarigo e antico “museo” della collezione archeologica della famiglia Nani dona nuovamente luce all’identità tracciata in filigrana in un luogo dove la cultura possa intraprendere percorsi nuovi per generare un processo di ricerca attraverso il quale stabilire relazioni e possibilità ancora inesplorate.
Alcuni cenni storici: il palazzo è stato costruito a partire dalla seconda metà del XV secolo dal Doge Agostino Barbarigo, che lo lasciò in eredità alle due figlie a condizione che si dividessero il palazzo in due appartamenti: questo pare essere il motivo per il quale il palazzo è dotato di due “piani nobili”.
Il ramo della famiglia Barbarigo si è estinto e le figlie si sono sposate con discendenti della famiglia Nani. Il palazzo è stato della famiglia Nani per 500 anni fino a che una discendente si sposò con la famiglia Mocenigo nell’Ottocento prendendone il cognome.

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