Ho capito

Ho capito che le parole sono necessarie quando si tratta di libri o canzonette,

per il resto, 

io chiedo fatti e ricambio con fatti.

Ho imparato che in campo medico, 

se i Professori, 

i Luminari, 

non sanno darsi una spiegazione, utilizzano la locuzione latina: 

“Sine causa”.

Ho capito che non bastano 12 rose rosse per conquistarmi, nonostante il profumo intenso e il colore vivido.

– No, aspettate, questo lo sapevo già, ne ho solo avuto conferma. 

(L’uomo delle Red Velvet non è arrivato “in prima base”: non ha espugnato il mio cuore).

Ho capito che la vita può cambiare in pochi attimi, proprio come avevo sentito dire.

Ho capito che 

“Il tuo sangue è sangue tuo”

(e non perchè abbia guardato in HD

#Gomorralaserie).

Ho constatato che quando ci sarebbe davvero da piangere, a meno che, non sia in qualche modo d’aiuto, persino io, succursale delle Niagara Falls, riesco a non farlo.

Ho intuito che durante la nostra esistenza è richiesta una quantitá notevole di sangue freddo. 

Ho notato,

che l’oasi dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico S.Raffaele, 

piace molto ai bambini,

eppure, le scimmie, il pavone, i pappagalli e tutti gli altri esemplari, al di là delle recinzioni, sembrano un po’ tristi.

Ho scoperto che in momenti difficili si possono incontrare persone straordinarie.

Ho compreso quanto sia importante la tolleranza e quanto valga  il silenzio, mentre si stringe la mano ad un essere umano sofferente. 

Ho visto che i miracoli a volte accadono;

se preferite, possiamo chiamarli in modo differente,

per esempio:

“progressi della chirurgia robotica”.

Ho iniziato a rispondere al telefono… quasi sempre, 

ed essendo quel tipo di donna, 

che spesso va fuori lasciando lo smartphone a casa,

non mi pare poco.

*…*

Ho capito,

infine,

che ancora tanto, 

aspetta di essere scoperto, visto, notato, compreso.


Facciamoci trovare pronti, 

reattivi,

quando gli eventi,

nell’indicarci nuove vie, 

proveranno a spiazzarci.


 

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