Ci sono cose da fare e cose da non fare

“Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra:

per esempio, la guerra”.

Questa poesia di Gianni Rodari, nella quale sono inciampata oggi pomeriggio mi sembra perfetta, per augurarvi una Pasqua di vera rinascita.

Possiamo lasciarci alle spalle errori sul lavoro, ‘amoruncoli’ (bluff effettivi con protagonisti fantocci vili) però la guerra no.

La guerra corre così in fretta, che non si fa prendere. La Guerra non resta indietro.

150 studenti uccisi dagli islamisti Shabaab nel recente massacro al College in Kenya: studenti che oggi, nel giorno di Pasqua, non hanno potuto affollare la parrocchia cattolica di Garissa, perchè non più vivi.

Avete ucciso i loro corpi.

Noi, siamo la loro voce.

Venite pure assassini, vi accoglieremo con cultura e amore.

Per zittirci, DOVRETE UCCIDERCI TUTTI e noi, che resistiamo, contro voi oppressori, siamo una moltitudine; vi do una notizia: non ce la farete -le nostre idee sopravviveranno. Non ci fermerete versando sangue e compiendo gesti cruenti ed estremi.

BUONA PASQUA dunque, a chi non ammazza le voci diverse dalla propria, a chi, ancora puro, preserva i sentimenti, il sentire in ogni sua espressione.

Torniamo al nostro orticello.

Come sempre non ho riempito queste pagine tanto per, parlandovi degli eventi recenti, dei quali tutti siete a conoscenza, e di altre faccende di poco conto; qualcosa però voglio dirvi, qualcosa sulla moda, (Tombini Art a parte -di cui ho scritto perché trovavo inusuale il connubio bellezza/eleganza accostato all’idea dei tombini): avete dato un ‘occhiata alla linea di Stefano Dolce e Domenico Gabbana? I due stilisti -subito prima di dar vita alla polemica scatenata, definendo sintetici bambini nati in condizioni non “classiche”- per quanto concerne il loro lavoro, hanno fatto ancora centro, mostrando in tutta la loro bravura, un nobile sentimento di fondo: l’amore per la madre; una linea di capi e accessori legati a questa figura fondamentale nella vita di ognuno di noi. Cosa c’è di più prezioso di una madre? Era ora che qualcuno pensasse a lei. Sono davvero entusiasta di ciò che è stato proposto in passerella. Non condivido la storia della sinteticità, ma Stefano e Domenico hanno espresso la loro opinione, ed ognuno, ribadisco, dovrebbe poter, in un mondo civile, liberamente enunciare un pensiero. Ancora, la Maison Margiela, ha visto il ritorno alle sfilate di John Galliano quattro anni dopo la sua ultima collezione per Dior ( lui, in seguito alla storia dello scandalo degli insulti antisemiti); poi, lo stile di Lanvin, Armani, (ca va sans dire), Chanel, originale ed elegante come il marchio ci ha mostrato essere nel tempo (Lagarfeld ha trasformato il Grand Palais in una brasserie, la “Brasserie Gabrielle” e ha fatto sfilare le modelle tra bar, banconi e tavolini). Infine, la divertente chiusura di Valentino, che ha visto protagonisti Ben Stiller e Owen Wilson, nei panni di Dereck e Hansel, i modelli svampiti di Zoolander 2: notevoli, ci hanno fatto vivere, in quel di Parigi, momenti esilaranti.
Io sono così, leggera e pesantissima allo stesso tempo, e mentre vi parlo degli stilisti più amati, poi, vi riporto alla vita reale, la vita vera, di tutti i giorni, delle persone normali, parlandovi di lavoro, per esempio, e della minaccia incombente dei tagliagola dell’Isis o degli islamisti Shabaab, appunto.

Di seguito due video: uno tratta gli argomenti a cui ho appena fatto cenno. Dura davvero una manciata di secondi e riguarda alcuni momenti della serata svoltasi al teatro Manzoni di Milano, alla presenza dello scrittore iconoclasta, egiziano di nascita, convertito al Cristianesimo, Magdi Allam, che, condanna l’estremismo islamico e difende Israele. Magdi è stato intervistato dal Direttore de -Il Giornale, Alessandro Sallusti. Un video brevissimo, non c’è molto da vedere oramai, ma è sano, reputo, non dimenticare, restare focalizzati. Sul palco, in alcuni momenti incisivi, Edoardo Sylos Labini, attore, autore, ideatore del giornale OFF e del format “Manzoni Cultura”, marito della nota Luna Berlusconi, anima del Teatro Manzoni, perfetto padrone di casa.

L’altro video (è stato girato una sera di marzo, qui si prova a fare approfondimento, dunque non ritengo importante la data, a patto che le idee espresse siano ancora valide) al Teatro Leonardo, a Milano, dove si è parlato di Lavoro/Expo/Pane.
Avete capito bene.
Pane. Perchè i simboli sono importanti. L’idea stessa che il PANE porta con sé, è importante.
Pane e fatica nello specifico, perché per venir fuori vivi da questo momento storico così complesso, c’è bisogno di nutrire il pianeta coltivando le idee. Sono intervenuti al dibattito, il Sindaco di Milano Pisapia, il Senatore Ichino e l’Arcivescovo Ghidelli.

Si è discusso a lungo, anche del pane inteso come pane dell’anima: non di solo pane, fatto di farina lievito e acqua, infatti vive l’uomo. (A proposito, sapete che son diventata bravissima a fare il pane in casa? I miei vicini si leccano i baffi ultimamente, anche le mie vicine modelle: son riuscita a far interrompere loro la rigida dieta, tra pane e brioches…)

Torno seria, adesso:

450.000 bambini vivono con un pasto al giorno in Italia.
Dati impressionanti, che vanno affrontati con il sapere, il pensiero e, il lavoro.

Il Senatore Ichino si è espresso sulla giovane riforma del lavoro:
“Il primo passo con questa nuova legge, è stato fatto. La Sicurezza del futuro ė importantissima, come lo è un diritto del lavoro che possa applicarsi a tutti allo stesso modo: allinearsi ai Paesi Europei era necessario.
È stato istituito inoltre, il contratto di ricollocazione.
A cosa serve un contratto di ricollocazione se il lavoro non c’è? Hanno domandato alcuni. –Non è vero che il lavoro non c’è. Manca manodopera che abbia capacità, manodopera artigianale. Il lavoratore oggi deve essere disponibile a riqualificarsi. Il lavoro non piove dal cielo bisogna attivarsi”.

Il Professore ha sottolineato anche che occorre un trattamento fiscale meno arcigno per i lavoratori autonomi (non lo dica me Professore…)

Pisapia: venditore di calze da donna, educatore in carcere, operaio, impiegato in banca, avvocato e dopo tutto questo, sindaco di Milano, si è domandato:
“Milano è ancora la città del lavoro? -Il comune di Milano sta facendo il possibile per dare un contributo in campo lavorativo.
Io sono fiero di aver accolto 52.000 persone che non avevano nulla da mangiare, e aiutare ogni sera 2200 senzatetto.
Il mio primo contributo come sindaco di Milano, è stato quello di non far perdere il posto di lavoro ai lavoratori che un lavoro lo avevano. Non lasciare in strada tante famiglie significa aver salvaguardato la dignità di quelle persone.
Il comune supporta molte startup, sostenendole con interventi di micro credito.
E le startup creano posti di lavoro.
È importante aver finanziato le piccole aziende in difficoltà. Il 98% di queste imprese ha restituito il denaro ricevuto. Famiglie che rischiavano di cadere in una situazione di povertà assoluta poi, hanno ottenuto un contributo. Il comune ha erogato 82 milioni di sostegno al reddito permettendo a molti di tornare sul mercato.
Sono stati attuati interventi piccoli ma significativi: ad esempio, i disoccupati e i cassaintegrati hanno l’abbonamento gratuito ai mezzi pubblici.
Oggi esiste uno sportello unico per chi voglia aprire un’impresa, anche questo è un incentivo.
Può fare un comune di più? Io credo di no”.

(Io credo di si sindaco, mi perdoni, ma si può sempre, fare di più, è un dovere, verso i suoi elettori).

Ha poi continuato:
“Non ho scelto di fare Expo o di comprare aree private per farlo. L’ho trovato e l’ho accettato per non far perdere credibilità a Milano, Expo è comunque un opportunità unica. Milano sarà vivace e attrattiva, certo, ci saranno svantaggi, ma il teatro alla Scala e il Piccolo, saranno aperti tutti il giorni, e, come ha detto il New York Times, Milano sarà la città dove: -SI DEVE ESSERE- nel 2015.
Il grande fermento, farà si che dei soggetti decideranno magari di investire anche dopo Expo: partiti i milioni di turisti previsti, dopo le visite da parte dei grandi delle imprese internazionali; questo, dipenderà dal successo dell’evento.
Sarà importante l’accoglienza. Se gli stranieri andranno via soddisfatti, convinceranno altre persone a venire a Milano”.

Carlo Ghidelli arcivescovo biblista, ha letto un passo di un salmo:
-Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio-
“I cieli sono del Signore ma il Signore, ha dato la terra ai figli del mondo”.

Tenete perciò i piedi in terra e alzate lo sguardo in alto. Al cielo.
L’uomo è chiamato ad esprimere tutte le potenzialità di cui lo ha arricchito il Creatore per rendere la terra più abitabile e i rapporti più vivibili.
Non si può esistere accumulando cose materiali.
Ciascuno dovrebbe pensare :- I CARE- come ci ha insegnato Don Milani.
-Con il sudore della fronte procurerai il pane e poi con fatica (uomo che lavorerà la terra) e dolore (donna) vivrai-
Custodire e coltivare la terra, due verbi ebraici che nascono da una radice singolare: custodire viene da obbedire, coltivare, nasce da un verbo che significa adorare (il Creatore).
Il denaro ė il più terribile degli idoli.
Noi siamo stati creati per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Nell’Antico Testamento abbiamo un’altra pagina interessante: il pane dell’ospitalità. Abramo dice a Sara di preparare Il pane dell’ospitalità: il pane ci è dato per essere condiviso, diventa più saporoso, quando è condiviso. E diventa una benedizione.
E non dimentichiamo -La manna-
Tutte quelle persone nel deserto non avevano nulla e il Signore diede loro il pane. Oggi qui e ora, quale pane dobbiamo desiderare? Dio, il pane della vita.

Nel Nuovo Testamento invece, Gesù ci insegna ad avere il nostro pane: -Padre nostro dacci il nostro pane-
pane nostro = bene di condivisione, se dicessimo “Il mio, pane” saremmo già esclusi. Il pane è dono di Dio.

Gesù si è trovato anche a moltiplicare i pani. (Dicono le Scritture, aggiuno io, e ognuno la pensi come vuole). Gli studiosi hanno chiamato quello che ha fatto: “La legge della sovrabbondanza”.
È evidente questa, nelle ceste dei pani avanzati: quando tutti sono sazi, c’è ancora del pane;
Il pianeta sarebbe capace di sfamare tutti, eppure, non va così, perché se io ho un pezzo di terra, e tu ci metti il piede, io chiamo l’avvocato”.

Parola di arcivescovo.
Meditiamoci su.

Ve li ho fatti vero gli auguri di buona Pasqua?

🙂

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