Un brasiliano in Italia

All rights reserved Alessia Luongo Di Giacomo

 

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Il frinire delle cicale

Troppo a lungo vi ho lasciato senza.

Eccolo.

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Il mondo di Mario

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Mario Di Filippo cura con amore e gusto “Il Cortile”, un B&B situato a circa quattrocento metri dal livello del mare.
Ha delle piantine grasse sul tavolo di legno grezzo, braccia grandi per accogliere gli amici (per lui gli ospiti sono prima di tutto degli amici)
capelli lunghi tenuti con una molletta, una di quelle che la gente prevedibilmente utilizza per stendere il bucato.
Non Mario.
Quando lui ride, gli vengono fuori le fossette, invece, se si sente offeso, oltraggiato, deluso, o solo quando è nervoso, il suo volto si irrigidisce, e una linea netta gli riga la fronte.
Mario ha la pelle dura e il cuore di un bambino;
si stupisce davanti alle piccole cose dell’imponente natura, non nasconde i sentimenti, non ignora le emozioni.
L’ho incontrato alla fine di quest’estate, per una serie di casi, e ho assaporato un mondo. Non ero sola, chi ha vissuto quest’esperienza con me è stato colpito quanto lo sono stata io.
Se siete alla ricerca di uno spazio dove lavorare, ricaricarvi, sprecare sorrisi, pensare o annullare il peso del pensiero, smettete di cercare: la seicentesca palazzina de “Il Cortile”, le sue stanze, la sala grande e suggestiva dove fare colazione adattata tra le mura dell’antico frantoio, il terrazzo, il mare e il cielo che si offrono senza parsimonia, sono quello che fa per voi;
non avrete il tempo di desiderare musica, buon cibo, vino senza solfiti, acqua ossigenata per disinfettare le vostre ferite: Mario sarà li, un attimo prima, a chiedervi di cosa avete bisogno per stare meglio. Se vi piace ascoltare storie (le sue sono tutte vere) potreste avere la fortuna di sentire di quella volta in cui ha liberato un asino che aveva le zampe bloccate: due mesi dopo, quando l’ha rivisto, l’animale gli si ê prostrato ai piedi, in segno di ringraziamento e riconoscenza.
Per Mario, che d’inverno spacca la legna (ha il fisico per farlo) la famiglia conta più di tutto: con suo fratello e sua sorella, anche loro dotati di fossette, rispettando passato e tradizioni, ha saputo reinventarli: oltre al B&B infatti, i Di Filippo hanno un agriturismo, il “Capalia”, ettari di terra, centinaia di ulivi. Una sera a cena ho conosciuto la loro mamma: una bella donna, sveglia, non bigotta e riservata. Questo (oltre al fatto che prepara una squisita pasta in casa) di lei posso dirvi, e questo, è stato sufficiente per capire gli equilibri di quell’armonico e dinamico nucleo di persone.
Per raggiungere il B&B e l’azienda agricola, lasciate la variante alla S.S.18 proseguite per S. Maria di Castellabate e Acciaroli , qui il bivio indica la strada collinare panoramica per Pollica, nel cuore del Parco del Cilento, un territorio che stupisce i visitatori per le rare e suggestive varietà di paesaggi: la costa con il mare incontaminato e la collina con immensi spazi verdi, oasi di tranquillità. Vi sentirete cullati, forti dell’ambiente gioviale, e dei prodotti genuini: marmellate, formaggi, ricotta, olio extravergine di oliva, uova fresche di giornata e tante altre leccornie. Io, presto o tardi, ci torno di sicuro. Grazie Mario.

Contatti:

B&B “Il Cortile” via Garibaldi 10, 84068 Pollica tel. +393408746904
Ilcortile1700@libero.it

Agriturismo Capalia- 84068 Pollica tel.+393408374705
+393408746904

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Si vis omnia bene facere, aliquando ne feceris (S. Ambrogio)

Se vuoi fare bene tutte le tue cose, ogni tanto smetti di farle.
È tempo di riposo miei cari, facciamo tesoro di questo dono.
Ci ritroveremo presto con nuove avventure.
Vi abbraccio uno per uno.

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Gli abiti che indosso sono di Missoni.
Info:http://www.missoni.it

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Mamma, cosa si mangia?

Come mai in Italia molti bambini sono in sovrappeso? Lo abbiamo chiesto alla tecnologa alimentare di “Cicale e biliardino”, Gaia Luongo.

In Italia, come in molti stati economicamente sviluppati (…), la maggior parte dei bambini ha un’elevata percentuale di grasso corporeo.

Alcuni genitori non si rendono conto degli errori che fanno quotidianamente, talvolta inconsapevolmente.

Se avete dei figli, ecco cosa sarebbe saggio non fare.

1) Dare loro del cibo per zittirli.

Molte volte si eccede con il cibo, si cerca di chetare i propri figli quando questi parlano troppo o piangono. E’ un comportamento estremamente scorretto che spingerà i bambini a mangiare sempre di più.

2) Costringerli a finire tutto quello che c’è nel piatto.

Se un bambino non riesce a mangiare tutto quello che è contenuto nel piatto, il genitore non dovrebbe costringerlo a farlo: anche questo modo di agire, come il precedente, rende i bambini sempre più affamati e rovina il loro organismo.

3) Abituarli al fast food.

Il cibo del fast food è molto calorico, perciò è importante non esagerare. Un pasto al mese va più che bene, due diventano già troppi.

4) Concedergli tanto tempo al PC o davanti alla TV.

Non permettete ai vostri pargoli di avere una vita sedentaria fin da piccoli. Un giorno vi ringrazieranno.

5) Essere grassi o obesi.

Un figlio di genitori fuori forma avrà da loro un pessimo esempio, è per questo che anche voi dovete muovervi il più possibile e mangiare in modo sano.

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Missoni uomo, estate 2013

Avete presente Vittorio Zucconi,
quando nella rubrica settimanale su D- Repubblica,
ogni due per tre tira fuori qualcosa sui nipoti?
Ecco, quello che Zucconi fa con i propri nipoti, io, che non ho la sua scrittura garbata e profonda, lo faccio con Missoni.
Non vi parlerò del romantico, giovanile e coinvolgente matrimonio di Margherita, per come la vedo io, questa è una faccenda privata tra lei ed Eugenio, perciò, pubblicamente mi limito solo a fare ai novelli sposi molti auguri.
Quello che sto per raccontarvi è altro:
la creatività della maison leader nell’eleganza e nel buongusto, declinata in una collezione che vede protagonista un uomo giramondo, un uomo che porta addosso l’esperienza di paesi diversi, mescolanze di riferimenti e influenze internazionali.
Missoni uomo estate 2013:
una linea dall’impronta classica e non per questo convenzionale.
Si sovrappongono, con sofisticata naturalezza, una varia quantità di pesi, tonalità (sabbia, oliva scuro, inchiostro, corallo, rosso papavero, zafferano e verde smeraldo) e motivi inconfondibili della maglieria Missoni;
per l’estate prossima l’Occidente incontra il Sud-Est Asiatico,
le preziose lavorazioni attribuiscono inedito allure ai pantaloni ,
le fibre nobili ( lini iridescenti, mischie di cashmere e seta) completano armonicamente il tutto.
La sfilata si è tenuta alla Fabbrica del Vapore, a Milano, gli ospiti sono stati accolti con una rinfrescante granita al limone;
negli scatti, vedrete un’ insolita Anna Dello Russo, Editor At Large e consulente di Vogue Giappone, icona di stile, che spunta fuori in versione minimal;
io sono accanto ad Anna Piaggi, giornalista e scrittrice, nota per i suoi articoli su quel tempio della moda appena citato che è Vogue. La signora Piaggi ha un aspetto stupefacente e una mente sveglia; di lei Karl Lagarfield disse: “Inventa la moda. Nel vestirsi fa automaticamente quello che noi faremo domani”. (Anna cronique 1986)

The Missoni Men’s Summer 2013 collection takes its influence from a traveler absorbing foreign and regional cultures together. This collection includes safari jackets, field jackets, bombers and two button blazers in knit and printed nylons that are combined with tropical weight sandblasted drill.
These classic items that form a base for a contemporary and modern men’s wardrobe are further enhanced by the Missoni heritage knits.
The characteristic polo shirts, henleys, pulls and cardigans are inspired by the marriage and reworking of ethnic textiles from South East Asia, that are then amalgamated with traditional menswear reference such as border stripes, herringbones and hounds tooth. The use of nobel fibre feature heavily in this new collection ranging from irredescent linens to cashmere silks, that are amplified by cotton crepes, light summer wools and elasticated cottons; the distinctive use of colour resonates across the spakling collection.

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Gli abiti che indosso sono di Missoni.
Info:http://www.missoni.it

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Signore e signori, rilassiamoci

Festival dell’ Ozio: spendiamo bene il nostro tempo.
Aquiloni che volano, fili d’erba usati per fischiare, passeggiate a cavallo, sul dorso degli asini o a piedi tra le vigne, partite a scacchi, aeroplani costruiti a mano, yoga, origami e gioco dell’elastico, orto e fiori, mille bolle colorate, cibo slow e valore della convivialità, pisolini schiacciati all’aria aperta, sdraio al sole, stelle da guardare, scatti fotografici oziosi: tutto questo, in due giornate, oggi e domani, in una scenografia d’eccezione incastonata a Luvigliano di Torreglia- Padova, dove c’è una villa perfetta per praticare l’ozio: Villa dei Vescovi, edificata su un terrapieno dei Colli Euganei tra il 1535 e il 1542, all’epoca cenacolo intellettuale frequentato da letterati e umanisti. Il progetto, realizzato dal pittore/architetto Falconetto fu arricchito con affreschi, negli interni e nelle logge, di Lambert Sustris, artista fiammingo. La villa fu donata al FAI- Fondo Ambiente Italiano nel 2005. Ancora oggi, come nel 1542, natura e paesaggio educano lo spirito e ispirano la mente. Lo sguardo veleggia libero, e si è parte di un percorso nel quale arte, architettura e ambiente si integrano gli uni con gli altri attraverso un flusso di rimandi visivi e reali; i venti gentili incoraggiano a meditare, leggere, scrivere. E c’è ancora chi mi chiede perché a volte non risponda al telefono. Sto ozi/creando, gentili signori.

Un elogio dell’ozio “appendice della nobiltà” (R. Burton)
che sta tra l’Otium degli antichi e l’ozio creativo delle società postindustriali. Il piacere ozioso è ecologico e utilizza solo creatività e immaginazione; inoltre “nell’ ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla” ( V.Woolf).

Il FAI è una fondazione nazionale senza scopo di lucro, nasce nel 1975 con l’ obiettivo di agire per la salvaguardia del patrimonio d’arte e natura italiano:
valorizza, tutela, sensibilizza, vigila e interviene.
FAI ANCHE TU!
Donazioni: CCP n.11711207
http://www.fondoambiente.it

Villa dei Vescovi is the most important pre-Palladian country house of the Renaissance. Having remained extraordinarily intact up to the present day, it has conserved its time-honoured relationship of harmonious correspondence with the surrounding countryside, a trait that wat’s considered crucial by the artists who designed and built it. Immersing yourself in its atmosphere is an unforgettable experience that allows you to capture the true essence of this property; it is a place in which to reflect, to find yourself, to come to a standstill and savour the pure beauty; at the same time it is a place for exchange, dialogue and progress, which served as the backdrop for the vibrant meetings of a large group of illuminated humanists.

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Sull’ importanza della chiarezza e delle emozioni, Piero Angela

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Ficarra e Picone senza Ficarra

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Haiti through the eye of Guindani

Oggi vi porto ad Haiti.
In fase di elaborazione video, per qualche arcano motivo (arcano per la sottoscritta) il sottopancia di Billy Costacurta è sparito; ho provato e riprovato, nessun successo; per questo vi chiedo scusa, la tecnologia a volte fa brutti scherzi, chiedo scusa anche a Billy, son certa che la cosa non lo danneggi affatto: tutti sanno chi è Costacurta no? In ogni caso, una brava reporter deve considerare che potrebbe esserci qualcuno, completamente disinformato su un fatto o un personaggio. Ok, allora in questo caso Costacurta è l’unico senza il sottopancia.
Già che ci sono, chiedo scusa anche a Martina perchè la luce che c’era nel punto in cui abbiamo registrato, non era sufficiente per illuminare il suo bel viso e il corpo scolpito. Ragazzi, prometto che migliorerò. Credo di aver finito con le scuse, faccio i miei complimenti a Guindani, le immagini, come spesso accade, parlano da sole. La vostra Cicala.

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Chi va in giro lecca e chi sta a casa la lingua je se secca

So di avervi parlato di Erri De Luca in questo spazio poco tempo fa, eppure, devo farlo di nuovo.
Poiché non mi piace star troppo ferma, ieri gironzolavo in bici.
Ero in compagnia di un folletto sorridente, curioso e generoso che ha insistito, e ha fatto bene, per mostrarmi una settecentesca cascina ristrutturata, a due passi da Porta Romana a Milano, oggi luogo ideale per bere un buon vino, consumare ed acquistare prodotti bio, provenienti da luoghi distanti al massimo due giorni di cammino a piedi;
tutto molto greening, soprattutto gli incontri che in Cascina Cuccagna si possono fare: appena varcata la soglia, c’era Erri De Luca; ho avuto l’opportunità di riascoltarlo, l’onore di scambiare con lui poche, spesse parole. Di nuovo, e mai abbastanza, grazie Erri, non fermare la tua penna e sia benedetta la tua sensibilità.

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La Belle Époque

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To Woody with love

A Cicale e biliardino, il dietro le quinte dell’ultimo film di Allen.

La cosa si è sviluppata più o meno così:
sono andata sul set di Woody determinata (volevo lui avesse A S S O L U T A M E N T E una copia del mio libro) e zoppicante (ero appena rientrata da un viaggio in Nord Europa, con un piede rotto); alla fine ho compiuto la missione ma… insomma, una volta ho Woody Allen che mi gira sotto casa e mi presento con il sandalo raso terra Positano? Dico, il sandalo è perfetto per Trastevere, non quando stai per incontrare Woody: il tacco conferisce portamento e sicurezza. Per l’occasione, avevo fasciato il piede malato con un foulard Hermes.
Almeno.
Volevo salire last minute su uno stiletto, ci ho provato anche: non riuscivo a fare un passo. Ero inchiodata a terra.
Giornata esilarante. Il fruttivendolo ancora ride.

Torniamo al film, alcuni critici lo hanno definito un’ opera tiepida. Da queste parti c’è la credenza che Woody non sbagli mai, è innegabile però, che questa volta non ci sia il capolavoro. Per me, qualche battuta divertente non manca, ed è appropriata l’ ironia legata all’idea del facile successo italiano. A voi è piaciuto?

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Il bacio della Senette

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Premiati tre giovani ricercatori

Si fa un gran parlare dello stato della ricerca in Italia, purtroppo, molte delle cose che si dicono, sono vere: giovani cervelli che hanno scelto di non fuggire, svolgere la professione a casa loro, per essere pagati una cifra irrisoria, visto il compito che svolgono, in condizioni spesso non felici. Per una volta, una buona notizia: questo mese sono stati premiati dal Cardinale Bagnasco, tre ricercatori del Gaslini di Genova, negli stessi giorni, strana coincidenza, in cui si svolgeva la protesta dei giovani medici a Milano; augurandomi che la situazione nel nostro paese migliori, vi pubblico un link con tutti i dettagli di questo fatto, che, peraltro, mi rende molto orgogliosa. Emozionati e composti i tre premiati.

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http://www.gaslini.org/servizi/Menu/dinamica.aspx?idSezione=616&idArea=8882&idCat=21506&ID=23243&TipoElemento=Categor

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Ma che bell’ostello marcondirodirondello

Siete di passaggio a Milano e non sapete dove passerete la notte perché non avete ancora scaricato l’app con le dritte giuste? E io allora cosa sono qui a fare? “Ostello bello” a via dei Medici 4, è un non luogo per chi ama essere di passaggio, e allo stesso tempo, sentirsi a casa. La particolare formula del format, che, come dice il nome, è principalmente un ostello, unisce a questo aperitivi e brunch al piano terra, concerti al piano seminterrato, uno spazio relax, due terrazze sulle quali rilassarsi dopo un lungo viaggio, o una semplice giornata di shopping milanese. Voi che fate, siete ancora in poltrona a casa?

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Lo zaino di Erri De Luca, in viaggio con Aurora.

“Il tempo non è una spina dorsale e le generazioni non sono vertebre attaccate una dopo l’altra ad una colonna. Le generazioni sono pietre che affiorano in mezzo a un guado, a volte distanti un solo passo, a volte lontane da raggiungere. La mia rivoluzione fu molto vicina a quella precedente. Nato in dopoguerra, sono stato coetaneo di rivoluzioni e migrazioni. Quella di mia nipote Aurora, ventenne, è invece remota dalla mia. Bisogna attraversare una corrente per collegare il mio tempo col suo.
-In viaggio con Aurora- è un racconto sul 1900. C’entra Napoli, come punto di partenza, c’entra la musica con una chitarra lenta in mano mia e un violino veloce sotto le dita della violinista Michela. Racconto per Aurora il mio secolo dal quale lei proviene come un uccello da un uovo. Per lei è un guscio svuotato, per me tuorlo e albume. Le racconto il tempo precedente, che qui sta tutto dentro uno zaino da viaggio” .

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che .

Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

Grazie Erri, per la tua scrittura mai sgranata, per l’umiltà e l’esempio che dai e per essere tra coloro che ricordano quanto bella sia la canzone napoletana antica, come in questo nostro video, dove interpreti “Era de maggio” del poeta Salvatore di Giacomo.

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Colore, tradizione e design

Un affare di famiglia: Bolon by Missoni

Bolon azienda svedese di design incontra la leggendaria casa di moda italiana Missoni per la sua ultima collezione. La ricchezza dei colori carichi di energia delle esclusive pavimentazioni tessili, dona nuove espressioni ai temi cari a Missoni.Questa collaborazione è stata possibile grazie ad una filosofia di vita comune tra le due solide famiglie. Bolon è in linea con le esigenze della azienda Missoni,: belle trame, colori sofisticati e un aspetto decisamente moderno. La nuova collezione di pavimenti, Bolon by Missoni, è basata sui motivi classici di Missoni e su una vasta gamma di colori che Bolon ha riprodotto in modo davvero eccellente grazie a tecnologie di tessitura di ultima generazione. Questa collezione divertente, carica di energia e riccamente decorata è disponibile in tre modelli –Optical, Bayadere e Flame – ognuno dei quali in diverse varietà di colori, in tutto si contano almeno nove versioni. “Sono molto soddisfatta dei risultati ottenuti – stiamo calpestando un terreno vergine in quanto non esiste nulla di simile sul mercato, prodotto da Bolon o da qualunque altra azienda,” spiega Marie Eklund, designer e direttore creativo di Bolon. ”Devo dire che siamo stati veramente colpiti dalla tecnologia di tessitura di Bolon e dalla loro capacità di tradurre il linguaggio dei nostri motivi in una collezione di pavimenti moderni, innovativi e ricchi di colori. Un valore aggiunto importante al progetto di Missoni Home” afferma Rosita Missoni, direttore creativo di Missoni Home. Missoni ha modificato per sempre l’identità stessa della maglieria. Lo stile Missoni è frutto di un’avventura di successo intrapresa da una coppia: Tai e Rosita dopo essersi sposati nel 1953 decidono di avviare un’attività di maglieria che cresce tanto da diventare un’icona della moda italiana nella metà degli anni ‘60. Missoni ha lanciato e affermato con successo un inconfondibile modo di vivere e di vestirsi: dal concetto di “put together” di zig zag, righe, onde e fili fiammanti audacemente colorati, a patchwork di jacquard geometrici e floreali. Nel 1969 Diana Vreeland, celebre fashion editor di Vogue America, definisce “geniale” la loro idea di moda. Commenta dicendo: “Chi ha detto che ci sono solo i colori, ci sono anche le tonalità!” La giornalista italiana Maria Pezzi, descrivendo i loro abiti in un articolo uscito su un quotidiano nel 1979, li definisce “pezzi da museo che però si possono indossare”. Da allora la storia di Missoni è stata segnata da numerosissimi riconoscimenti pubblici.La coppia diventa una famiglia e i tre figli Vittorio, Luca e Angela, nati tra il 1954 e 1958, crescono a stretto contatto con il lavoro dei genitori. Sempre più coinvolti in azienda a vari livelli, hanno assunto posizioni di grande responsabilità partecipando alla creazione di un concetto che – coniugando l’artigianalità con l’alta tecnologia e l’innovazione estetica con lo sviluppo della forma – continua ad affascinare ed entusiasmare persone di tutto il mondo.Oggi Missoni è uno dei più illustri ambasciatori della moda e del design italiani riconosciuto a livello globale. Dopo il lancio della loro visione estetica colorata, l’azienda continua a influenzare gli stili di vita contemporanei, grazie anche al successo della linea Missoni Home e alla recente inaugurazione degli Hotel Missoni di Edimburgo e Kuwait. Bolon dal canto suo, è un’azienda svedese di pavimentazioni all’avanguardia. Nata come azienda produttrice di pavimentazioni tessili di stampo tradizionale, è diventata famosa a livello internazionale per l’attenzione al design e le pavimentazioni e gli interni innovativi; è stata la prima azienda al mondo a produrre pavimentazioni in vinile tessile e dispone di un proprio studio di design interno dove vengono progettati tutti i prodotti. Tutti i pavimenti hanno un percepibile aspetto tessile con caratteristiche multidimensionali e d’impatto, ma al tempo stesso sono altamente funzionali in termini di durata e manutenzione. I prodotti della gamma sono destinati ad ambienti pubblici, in modo particolare agli alberghi, ai negozi e alle boutique esclusive, e sono conformi a tutte le severe norme vigenti in materia di sicurezza antincendio, usura e resistenza e isolamento acustico. In tutte le aree in cui opera, Bolon adotta già da molti anni un programma di miglioramento ambientale completo e progressivo, Bolon Green™, grazie al quale l’azienda ha ottenuto alcune delle principali certificazioni ambientali come FloorScore, GreenTag e Breeam. Bolon è inoltre certificata ISO 14001 sin dal 1999 e tutta la produzione si svolge in Svezia. Tra i suoi clienti, Bolon annovera note aziende come Adidas/Reebok, Armani, Google, Mercedes e Sheraton.

Tra gli eventi del Fuorisalone, durante questi frenetici giorni del salone internazionale del Mobile, l’installazione Bois de Bolon by Missoni in via Solferino 9: un bosco incantato spalancato sul colore. Tra gli aerei tappeti stuoia come greche traforate a toni acuti e righe baiadera di Bolon, tra giocose sedute ipercolorate a macropetalo e a pouf di MissoniHome, dominano/si stagliano le policrome sculture albero di Duilio Forte

La colonna sonora che vivacizza l’istallazione? Il suono delle cicale…
niente accade per caso; neppure il fatto che per raccontarvi di un bosco in-cantato, io abbia usato “La isla bonita”, una bella isola, per noi, con un bosco lussureggiante al centro.
Mi spiace che l’armonioso suono delle cicale abbia coperto l’intervista a Paola Maugeri, vegana convinta, che, ai nostri microfoni (fuori uso per un guasto tecnico -devo fare tutto io solo perchè il blog è mio? Dai su-) ha argomentato la sua teoria, spiegandoci perché sia giusta, una scelta alimentare di questo tipo: “Stiamo esaurendo le risorse del pianeta, bisogna nutrirsi con prodotti a km zero, magari farsi un orto a casa, sostituire la carne con cibi altrettanto proteici e meno dannosi, per noi e per il nostro mondo”. Come si intuisce dal mio gesticolare veloce nel video, sono completamente in linea con il pensiero della nostra ospite: ancora non vegana,
vegetariana, da 5 anni, chissà, prima o poi…
In realtà ragazzi miei, sapeste quanto mi manca, il ragù di mammà.
Bando alle ciance (non vedevo l’ora di scriverlo).
Buon divertimento.
La vostra Cicala.

All rights reserved Alessia Luongo Di Giacomo

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E quercia sia

Presto inizieremo un nuovo viaggio, in compagnia di Laura Baccari, amante della natura e degli animali.
Io, molto cittadina, con lei riesco a leggere ogni aspetto campestre in modo semplice, mi auguro, lo stesso accada anche a quelli tra voi che, pur apprezzandone le virtù, hanno difficoltà con le “terre selvagge”.
Venite sulla quercia con noi?
Intanto, eccovi la campagna.

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All rights reserved Alessia Luongo Di Giacomo

Gli abiti che indosso sono di Missoni.

info:http://www.missoni.it

Calzature: Roberto Festa.

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Diamo uno schiaffo all’austerity nutrendoci del nostro patrimonio: 14-22 Aprile 2012 XIV Settimana della Cultura.

Come ogni primavera, anche quest’anno, ci siamo:

il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove “la Settimana della Cultura”, aprendo per nove giorni, gratuitamente, le porte di musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali su tutto il territorio nazionale.

Il calendario è ricco di eventi, mostre, convegni, laboratori didattici, visite guidate e concerti.

Sul sito www.beniculturali.it e sull’applicazione per smartphone “i-MiBAC top40” è consultabile il programma completo degli appuntamenti della Settimana. In tutta Italia saranno inoltre allestiti 17 punti di informazione in stazioni ferroviarie, aeroporti, luoghi di attrazione turistica e musei, dove saranno distribuiti opuscoli con gli eventi regionali.

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Visualizza gli appuntamenti della Settimana

DOCUMENTI

icona word Elenco Referenti Regionali

icona zip Il Programma della Settimana della Cultura di Roma Capitale

Brochure delle iniziative regionali

icona pdf Eventi della Regione Abruzzo

icona pdf Eventi della Regione Basilicata

icona pdf Eventi della Regione Calabria

icona pdf Eventi della Regione Campania

icona pdf Eventi della Regione Emilia Romagna

icona pdf Eventi della Regione Friuli Venezia Giulia

icona pdf Eventi della Regione Lazio

icona pdf Eventi della Regione Liguria

icona pdf Eventi della Regione Lombardia

icona pdf Eventi della Regione Marche

icona pdf Eventi della Regione Molise

icona pdf Eventi della Regione Piemonte

icona pdf Eventi della Regione Puglia

icona pdf Eventi della Regione Sardegna

icona pdf Eventi della Regione Sicilia

icona pdf Eventi della Regione Toscana

icona pdf Eventi della Regione Trentino Alto Adige

icona pdf Eventi della Regione Umbria

icona pdf Eventi della Regione Valle d’Aosta

icona pdf Eventi della Regione Veneto

Perchè non approfittarne?

Potreste scegliere ad esempio di passare qualche giorno a Roma, città così pregna di cultura da lasciarvene addosso schegge, anche a distanza di tempo.

Per invogliarvi, alcuni scatti romani.

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Arte accessibile al Sole.

Arte Accessibile Milano 2012
La quarta edizione di Arte Accessibile Milano 2012, dal 12 al 15 Aprile, nella luminosa sede de “Il Sole 24 Ore”, struttura progettata da Renzo Piano. 3800 mq di spazi istituzionali orientati verso le esigenze del mercato.
Arte Accessibile Milano 2012 è una fiera dʼavanguardia. Lʼobbiettivo è quello di colmare il divario che allontana lʼarte dal suo fruitore.
La proposta espositiva è rivolta agli operatori e ai collezionisti d’arte
attenti alle proposte delle gallerie impegnate nella promozione dei giovani artisti selezionati.

La novità di questʼanno :
28 stands dedicati alle personali o collettive di artisti emergenti
sostenuti da gallerie e da curatori esterni allʼorganizzazione.
Tra le rassegne collaterali saranno presenti i progetti “Interactive
Perfomance” una rassegna perfomativa che alle tradizionali forme dʼazione dal vivo unisce le nuove modalità di interazione con i suoni, le immagini e i media digitali e la sezione dedicata alla Video
Arte.

Un concorso di fotografia culturale “Back Stage” Metro Free Press sarà aperto a tutti gli amatori fotografi. Nel programma della manifestazione anche un convegno nazionale di due giorni dal titolo “Lo Stato dell’Arte”. La congiuntura odierna consiglia di utilizzare logiche differenti per
affrontare il futuro, approntando la stesura di progetti istituzionali per favorire accordi di collaborazione tra enti pubblici e strutture private, finalizzati a un rilancio della produzione artistica e culturale. Questo, uno dei temi del convegno curato da Fortunato D’Amico. Arte Accessibile Milano 2012 è un momento per conoscersi, dialogare e confrontarsi durante il corso degli happening organizzati nelle quattro giornate dell’evento con i diversi ospiti che interverranno.
AAM 2012 si candida come veicolo per consolidare la partecipazione dell’arte contemporanea italiana nei territori internazionali attraverso la presenza nei canali espositivi già attivati dalle edizioni precedenti.
Questa è una nuova e seducente proposta (supportata anche questʼanno da Arte
Ipse Dixit, PricewaterhouseCoopers Eventi) per chiunque desideri sentirsi libero di osservare e capire.

Io ho osservato, non son certa di aver capito, intanto però, ho osservato: i quadri sensoriali di Clara Bartolini, nulla nasce dal nulla nel suo lavoro. La sua ricerca si manifesta in diversi modi, dalla poesia alla drammaturgia, dalla fotografia all’assemblage polimaterico, dal design alla pittura tout court. Clara Bartolini è veneziana, il suo mare, simbolo per eccellenza del divenire e della mobilità, del panta rei, le entra nel Dna, come inarrestabile dinamismo intellettuale: Venezia “bella anche nella brutta stagione” crea le basi per una visione mai monolitica e sempre plurale della realtà. Maestra di Reiki capace di percezioni extrasensoriali, assorbe una particolare sensibilità istintuale, che autorizza l’abbandonarsi a tutto ciò che è estraneo alla razionalità in senso stretto, stimola una curiosità per mondi diversi e misteriosi, non inquadrabili dalla scienza. Dalla nonna pittrice e viaggiatrice riceve una spinta al nomadismo, all’attenzione per realtà culturali remote e lontane.

Dopo Clara, i libri bianchi di Lorenzo Perrone (tra questi, quello dedicato a Montanelli, agli articoli che scrisse per Venezia, un libro bianco, appunto, dal quale spunta fuori una macchina da scrivere). I libri bianchi di Lorenzo Perrone sono libri veri sui quali l’artista opera, mediante l’uso di acqua e colla, vernice e pigmento bianco, spogliandoli del loro contenuto e ottenendo così un oggetto disanimato, una materia prima; partendo da questa “materia prima” , lavora in direzione scultorea, plasmando le superfici, lavorando sull’apertura delle pagine, sulle possibilità dell’appoggio e soprattutto innestando oggetti che, combinandosi con il libro, fanno emergere universi simbolici, sociali e immaginifici. L’esperienza decennale nel campo della pubblicità come art director, l’amore per l’oggetto libro, la delicata sensibilità della personalità di Perrone, la sua ironia e la sua propensione ad un “economia” delle parole, si incontrano in questi microcosmi che sono i libri bianchi. Lorenzo Perrone, milanese, dopo aver frequentato la “Scuola del Libro” dell’Umanitaria e di pittura del “Castello Sforzesco”, ha lavorato in pubblicità, vissuto a Londra e a New York .Tornato in Italia apre Blue44, uno studio creativo di grafica e comunicazione. Dipinge, progetta libri, scrive storie per il cinema, gira video, suona la fisarmonica. Lavora ai “Libri Bianchi” da circa nove anni. I suoi lavori sono stati esposti nelle gallerie di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Napoli, Capalbio, Parigi e Denver. Vive e lavora tra Firenze e Milano.

Per finire, Dario Milana, noto con lo pseudonimo di D TAO, imprenditore milanese, prestato all’arte in seguito ad uno scoppio in un suo capannone, cultore di discipline orientali. Simpatici e pieni di talento ed energia, Cristobal Valecillos e Irma Martinez.

Arte accessibile, siete in tempo!

ARTE ACCESSIBILE MILANO 2012
12-15 Aprile 2012 Il Sole 24 Ore in Via Monte Rosa, 91 – 20149 – Milano
12 Aprile 2012 dalle ore 19.00 alle ore 24.00
13 Aprile 2012 dalle ore 12.00 alle ore 22.00
14 Aprile 2012 dalle ore 12.00 alle ore 22.00
15 Aprile 2012 dalle ore 11.00 alle ore 20.00
12 Aprile 2012 alle ore 19.00: Inaugurazione Consegna del 2°Arte
Accessibile Price Awards “Best Curator”
13 Aprile 2012: Premiazione Concorso di fotografia in collaborazione con
Metro Free Press.
13 – 14 – 15 Aprile 2012:” Appuntamenti con lʼEnogastronomia e Art
Performances
13 – 14 – 15 Aprile 2012: Spettacoli di Video Arte
15 Aprile 2012 alle ore 18.00: Finissage
Per informazioni:
info@arteaccessibile.com
http://www.arteaccessibile.com

All rights reserved Alessia Luongo Di Giacomo

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In giro, a Milano

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That’s so cool!

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Suggerimenti alimentari

La Salute è un puzzle, i pezzi che lo compongono sono: educazione alimentare, fisica e mentale. In questo spazio, aperto al confronto con chi vorrà esprimere la propria opinione rispetto alle tematiche legate all’alimentazione, di volta in volta vi proporrò, con la collaborazione della nostra (molto mia, in quanto -conflitto d’interessi- è una preparata dottoressa, ed è anche mia sorella) tecnologa alimentare Gaia Luongo, un “viaggio alimentare” . Gaia è vice presidente dell’ordine dei tecnologi alimentari della Campania e del Lazio; ci fornirà alcune informazioni sui bisogni alimentari, sulla funzione plastica (proteine) energetica (carboidrati-lipidi) e protettiva (vitamine-sali minerali), sull’importanza di una sana alimentazione, perché, lo sappiamo, il cibo influenza tutto il nostro modo di vivere, il nostro essere. Secondo Feuerbach noi siamo ciò che mangiamo.

L’equilibrio è il primo passo verso un’alimentazione corretta: il giusto mix di carboidrati, vitamine e proteine mantiene il corpo in buona salute.

I carboidrati sono la prima fonte di energia del nostro organismo, per questo motivo in una dieta equilibrata devono rappresentare almeno il 50% dei cibi consumati.
Si possono trovare soprattutto nei cereali (il riso, il grano, il miglio, l’orzo, la segale, l’avena, il mais, il farro…) che sono consigliati soprattutto in chicchi e nella versione integrale (a risotto o in zuppe, minestre e polente, oppure in fiocchi), ma che sono ottimi anche se mangiati sotto forma di prodotti derivati dalle loro farine ( pasta, pane, pizze e focacce..)
Le vitamine, le fibre ed i sali minerali necessari al nostro organismo si trovano prevalentemente nella verdura e nella frutta. In entrambi i casi è importante privilegiare i prodotti di stagione e quelli coltivati localmente e con metodi naturali.
Molte persone dimenticano di mangiare le verdure sia a pranzo che a cena ed in generosa quantità; questo è un grave errore, come lo è consumare sempre le stesse verdure e rinunciare alla grande varietà che i campi e gli orti della nostra provincia offrono (carote, finocchi, cavolfiori, broccoli, cavoli, cipolle, zucchine, zucche, cetrioli, lattuga, indivia, carciofi, sedano, porri, biete, rape, cime di rape, cardi, ravanelli, cicoria…), che possono essere consumate sia crude che cotte dando vita a piatti sani ma anche deliziosi.
Tra la frutta di stagione a primavera ci sono le ciliege, ma anche alcuni frutti un po’ dimenticati come i gelsi e le nespole; in estate le pesche e le prugne in tutte le loro varietà,le albicocche, il cocomero, il melone, l’uva, le fragole e i lamponi;in autunno le mille varietà della mela ma anche tra il melograno, il caco e la castagna; in inverno gli agrumi, soprattutto le arance e i mandarini.
Anche le proteine introducono energia nel nostro corpo, ma è importante non abusarne, in quanto a volte gli alimenti che le contengono sono molto grassi. Bisogna poi ridurne il consumo nel pasto serale, per non appesantire l’organismo e compromettere il riposo notturno.
E’ bene non dimenticare che, oltre che nei prodotti di origine animale, le proteine si trovano nei legumi (i fagioli nelle loro numerose varietà, i ceci, la cicerchia, la lenticchia, i piselli, lefave, la roveja…), che ne sono una fonte preziosa e che, a differenza delle proteine animali, hanno un contenuto del tutto irrisorio di grassi.
Tra i prodotti di origine animale è consigliabile privilegiare il pesce, soprattutto quello azzurro, che è ricco di una particolare categoria di acidi grassi benefici all’organismo, e privilegiare le cotture semplici e con pochi grassi.
E’ bene evitare di eccedere sia in frequenza che in quantità nel consumo di carni e latticini, comunque preferendo quelli più magri e leggeri e verificando che provengano da allevamenti e produzioni controllati.

Nell’alimentazione è importante fare attenzione non solo alla quantità dei cibi e alla loro varietà, ma anche al modo in cui li si combina tra loro. Mangiare molti cibi diversi nel corso di uno stesso pasto può infatti provocare problemi digestivi quali acidità di stomaco, gonfiore, senso di pesantezza o eccessiva sonnolenza, e allungare i tempi della digestione. E se la digestione dura molto a lungo possono aversi conseguenze spiacevoli: il cibo prende a fermentare e imputridirsi, i nutrienti vengono assimilati solo in parte, si producono tossine e l’organismo si affatica (la digestione è infatti la funzione che richiede più energia al tuo corpo). La cosa migliore è quindi fare in modo che il cibo si trattenga poco nello stomaco e attraversi l’intestino senza troppe difficoltà. Come ottenere questo risultato? Mangiando in modo semplice ed evitando di combinare tra loro cibi incompatibili, cibi, cioè, che il nostro organismo digerisca in modo molto diverso.
Le combinazioni di cibi da evitare in uno stesso pasto sono poche e facili da ricordare.
Carboidrati e proteine: se puoi, mangia gli uni a pranzo e le altre a cena, o viceversa.
Proteine e proteine: evita di mangiare in uno stesso pasto carne e formaggi, oppure uova e legumi.

Grassi e calorie, se consumati in maniera eccessiva rispetto al naturale bisogno del corpo, tendono ad accumularsi e possono provocare malattie di vario genere e obesità. Il sovrappeso è una patologia che sta assumendo dimensioni preoccupanti in tutto il mondo: in Italia colpisce un terzo della popolazione ed una crescente percentuale di bambini e giovani, riducendone la forma fisica e mentale, oltre a rendere meno piacevole l’aspetto esteriore.
I cibi pesanti come i fritti, gli insaccati, i dolci ricchi di grassi e zuccheri vanno limitati il più possibile e sostituiti con altri più leggeri ma non per questo meno buoni: gli ingredienti e le cotture semplici riservano sorprese più piacevoli di quanto si possa immaginare…In sintesi: Evitare i cibi pesanti, i dolci ricchi di grassi e zuccheri, i fritti, gli insaccati, i superalcolici, è importante per aiutare il corpo a restare sano.

Fare pasti regolari e suddividere correttamente il cibo nell’arco della giornata, iniziando sempre con una buona colazione, è indispensabile.

La suddivisione della quantità di cibo nei vari pasti che si assumono nell’arco della giornata è importante, così come lo è la scelta degli alimenti più adatti ad ogni pasto. Ovviamente le esigenze dei bambini sono diverse da quelle degli adulti e da quelle degli anziani, così come le diverse stagioni dovrebbero comportare un adattamento dei pasti alle differenze climatiche. Tuttavia valgono alcune regole generali…
La colazione deve essere un pasto sempre presente ed anche sufficientemente abbondante, poiché evitandola come accade spesso si mette in atto un terribile circolo vizioso: ci si sente deboli a metà mattinata, si mangia troppo nel break, dunque non si ha appetito a pranzo e poi, di conseguenza, si mangia troppo nella parte finale della giornata ed in particolare a cena, cosicché il riposo notturno verrà compromesso…
Nella colazione sono da privilegiare i carboidrati e le fibre, preferendo pane e cereali, alternando con biscotti leggeri e di buona qualità, completando con frutta, miele, spremute o succhi naturali.
Il break mattutino è un semplice inframezzo e deve essere leggero, sia nella quantità che nella qualità: in essa vanno evitati snack tipo cioccolato o merendine, bibite gassate e zuccherate, tramezzini ricchi di grassi o panini e sandwich con insaccati, pizze ricche di condimenti grassi; meglio dare la precedenza a cibi e bevande freschi, in particolare alla frutta di stagione e ai succhi naturali.
Il pranzo deve essere il pasto prevalente ed anche quello in cui concentrare i carboidrati e le proteine, senza comunque eccedere e senza mai dimenticare una porzione molto abbondante di verdure, crude o cotte. Se si fa lo spuntino pomeridiano, che nel caso di bambini e ragazzi è raccomandabile, è bene seguire le stesse regole del break mattutino.
La cena deve essere leggera ed evitare cibi grassi e altamente proteici, privilegiando invece verdure e frutta senza trascurare la giusta dose di carboidrati; altrimenti verrà compromessa la qualità del sonno, che è il momento in cui l’organismo si ricarica.

La vecchia ma sempre attuale piramide alimentare, concepita per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici ;

gli alimenti situati al vertice della piramide sono quelli che dovrebbero essere consumati in piccole quantità e, di conseguenza, gli alimenti posti nella parte bassa sono quelli che bisogna consumare con più frequenza e in quantità maggiori. la piramide classica è strutturata orizzontalmente, gli alimenti sono classificati nei seguenti gruppi:

Per ora ci fermiamo qui, tanto c’è ancora da sapere, o solo, da tenere a mente;

noi, faremo del nostro meglio per informarvi.

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Quanto e’ dura essere campioni

Tanto per cominciare,
sappiate che di Calcio non so un granché.
So che Maradona era meglio di Pelé (di sicuro, lo era nella canzoncina che sentivo cantare con fierezza, da bambina, nei vicoli di Napoli, dopo le migliori partite);
so che si usa l’espressione “Zona Cesarini”, dal nome del calciatore oriundo Renato Cesarini (autore di diversi gol, nella determinante fase finale di alcuni eventi calcistici) per indicare metaforicamente, la realizzazione di un fatto in extremis;
so che Cannavaro senior, capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006, durante il giro fatto per i tifosi con la squadra, a Roma, a Piazza Venezia, era quasi più imponente e bello dell’Altare della Patria;
so che se si gioca con una divisa di colori diversi dalla propria, vuol dire che si è a casa di avversari, che indossano una divisa con colori simili. So che alcuni calciatori, dopo un gol si tolgono la maglia (cosa che peraltro mi pare, li penalizzi), mentre, ad esempio, un neurochirurgo che opera un bambino, di norma, non si toglie il camice urlando sguaiatamente, alla fine dell’ intervento ben riuscito;
questo, dovrebbe farci riflettere,
considerato che i giocatori fanno solo il loro mestiere.

So che esistono i falli, quando a fare da padrona c’è la scorrettezza, come nella vita.
So che l’ Inno di Mameli, canto patriottico degli italiani, con quella mano sul petto, mi fa venire i brividi, anche quando sono degli uomini muscolosi in calzoncini a cantarlo.
So questo e poco altro: fortuna vuole, che essendo in un paese democratico, posso comunque farvi conoscere la mia opinione.
Il Napoli, due giorni fa, notizia vecchia ormai, ha perso con il Chelsea.
La velina che, solitamente mi abita solo durante i rigori ai mondiali, l’altra sera, ha deciso inaspettatamente di farmi visita. Ero a cena e al ristorante, sentivo in lontananza echeggiare da un televisore, la voce concitata del cronista dell’incontro.
Tornata a casa, ho guardato ciò che restava della partita: mi son trovata su un dondolo di riflessioni;
cos’è che stava contribuendo al fatto che il Napoli stesse perdendo la partita?
Ma cosa ne potevo sapere io? Di nuovo, mi osteggiava una scarsa conoscenza.
Quel che sapevo, ancora, quel che ho visto, è stata una squadra che ha sottovalutato giocatori validi come quel tale li, quello che sembra uscito da un romanzo russo, Ivanovic, che, indisturbato ha segnato il gol che, a sua volta ha segnato il tonfo del Napoli quella sera;
altro che: ” Non è stata una sconfitta”
signor Aurelio De Laurentis, mi scusi se mi permetto, allora, cosa è stato, un trionfo?
Ho visto, bene, lo spirito di sacrificio di Cavani, e il buon gioco di Maggio e Gargano, ma mi tornano in mente le parole di mio padre, dopo aver saputo di un trenta, voto d’esame universitario: ” Brava,
pero’ non c’è la lode”

Ho visto le opportunità sfumare.
Ho intravisto l’ego o, solo l’impulsività, di un uomo sul campo, non ricordo chi fosse: ha provato un azzardo, un gol difficile, non passando la palla (sarà’ per questo che una squadra è composta da 11 calciatori e non da uno?)
occasione persa.
Ho visto Inler segnare, non è bastato, ma è stato uno degli ultimi a mollare sullo scivoloso campo da gioco di Stamford Bridge.
Ho visto Dossena, stoppare (è questo il termine che usano quelli che di calcio se ne intendono) di mano in area su un colpo di testa, errore da inesperti, o da campioni emozionati. Un campione non dovrebbe lasciarsi influenzare dalle emozioni, le emozioni giocano brutti scherzi, eppure, le emozioni ci rendono umani, proprio campeggiando dentro di noi, facendosi sentire.
Mancava il guizzo, rumoreggiava l’emozione.
Forse è questo, il motivo per cui, non è da tutti essere un campione?

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Il muesli dorato

Serena non riusciva a darsi pace.
Aveva messo sottosopra l’intero ufficio:

l’anello di nonna Aurora non si trovava,
era sparito.
Aveva nove anni quando le era stato regalato:

” Vedi Serena, questo me lo ha dato nonno Giuseppe, quaranta anni fa, era di sua madre – se solo quest’anello potesse parlare, ti direbbe di guerre e amori – ha una ricca storia percio’ e’ prezioso, tienilo con te, l’energia degli anni passati ti proteggera’ ”
Cosi’ Serena aveva fatto, aveva tenuto al dito quel cerchio di margheritine d’oro intrecciate, fino a quel giorno: l’ antivigilia di Natale,

l’anno dei suoi 35 anni.
Sempre, a metà mattinata lo guardava luccicare, e sentiva il passato della sua famiglia darle forza.
Era sua abitudine giocare con i capelli (un’ allegra massa di capelli rossi incorniciava il suo etereo volto) e spesso lo ritrovava impigliato nei boccoli morbidi.
Eppure, quella volta non si trovava, neanche tra i capelli.
Serena aveva successo nel suo lavoro, amava i suoi bambini, ed era onesta nel rapporto con suo marito.
Quel giorno la sua aura era strana, e la sparizione dell’ anello non aiutava. Sua nonna aveva avuto di recente, difficoltà respiratorie, ed era stata ricoverata, in un ospedale di Voghera, paese che, sarà anche famoso per le sue casalinghe, ma vi assicuro che se conosceste Serena, direste che dovrebbe esserlo anche per i cuori grandi, di alcune donne a cui ha dato i natali.
Nonna Aurora era vecchina ormai, ma aveva la tigna di una ragazzina e la dolcezza che ogni nipote vorrebbe, da una che è madre due volte.
Gli ultimi auguri di Natale furono scambiati, i computer spenti;

Serena lasciò l’ ufficio, la grande città dove ormai abitava, e corse a trovare Aurora.

L’ aveva aspettata: la sua crisi era peggiorata, ma l’ aveva aspettata; si baciarono, si strinsero forte, si dissero che erano fiere l’una dell’altra e che si volevano bene.

Dopo, il silenzio.

Quello che c’è oltre, di cui non ci è dato sapere.
Furono dei giorni bui per Serena, ma la sua nonna le aveva insegnato, che non si deve mai smettere di sorridere, altrimenti è un attimo, e lo sconforto ha vinto.

Così sorrise, e tornò a lavoro, il nove gennaio, carica e positiva.
C’ era però ancora il pensiero di quell’ anello, sparito poco prima che la sua nonna andasse, motivo di dispiacere sommato al dolore della ben più grave perdita.
Sorridi Aurora, sorridi, -si ripeteva- , perdere l’ anello ti ha permesso di intuire che stava per succedere qualcosa, perciò ti è stato amico fino alla fine- se l’empatia con gli oggetti ha un valore-
così rimuginando,
aprì la finestra dell’ ufficio,
chiuso da giorni, come un’ aula scolastica durante le vacanze,
preparò la solita tisana del camino, e prese a sgranocchiare il suo muesli nocciole e miele;

per poco non si affogò, quando, tra una manciata e l’altra, si trovò nel cuore della mano, l’ anello: le era di certo scivolato dentro senza che se ne accorgesse, giorni prima. Non aveva guardato in quella scatola, dappertutto, ma non lì
– sebbene avesse usato l’immaginazione, non ci aveva affatto pensato-.
Sorrise davvero, infilò l’ anello, e per un attimo vide il volto di Aurora sorridere a sua volta.
L’ ordine naturale delle cose.

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Un pomeriggio con i pesciolini voraci

Sienna Uma e Jody, tutte loro, avevo scoperto, abbracciavano la “religione” della fish pedicure: un trattamento inusuale per la cura dei piedi; dovevo provare anch’io. Per forza. Che facevo, non provavo?

In via Monte Nero, a Milano, insieme ad una colorata donna sulla mia stessa lunghezza d’onda, ho provato.

Si tratta di un peeling naturale:

si immergono i piedi in vasche che contengono centinaia di pesciolini grigi, provenienti dalle acque turche di Kangal, privi di denti; i Garra rufa (questo il nome dei piccoli pesci) rimuovono con le labbra le cellule morte e rilasciano un enzima dalle proprietà rigenerative, gli sfioramenti favoriscono la circolazione sanguigna.

Risultato? Piedi morbidi e lisci.
Io, come vedete in foto, ho immerso in vasca anche le mani; è stato piacevole, le mie estremità erano da baciare, devo dire però che le cuticole dopo una manicure classica, effettuata da una professionista e non dagli “amici acquatici”, risultano più curate.
Nel mio caso, la spiegazione potrebbe essere che i pesciolini, essendo tardo pomeriggio, erano sazi?

Il trattamento, dura dai 15 ai 20 minuti, che trascorrono dolcemente, come fossimo in riva al mare, su uno scoglio, con i piedi a mollo, a chiacchierare con un’ amica.

Effetto collaterale: solletico.

In Italia questa moda c’è da poco e pochi sono i centri certificati in grado di proporla.

La fish pedicure oltre che per il suo valore estetico, é indicata per la terapia di alcune patologie dermatologiche tra cui la psoriasi; attenti però: l’acqua e i pesci devono essere trattati nel modo corretto: anche in questo campo, infatti, circolano dei falsi; la varietà asiatica Chin-Chin, per esempio, si nutre di pelle viva causando ferite.

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La Cicala di Serge

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Ringrazio Serge Uberti, creatore dell’immagine della Cicala.

http://www.serge-uberti.com/

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Le fate metropolitane di Missoni

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Milano donna sfilate 2012. La donna Missoni per il prossimo inverno è pervasa di riferimenti alla terra, alle foglie e alle cortecce degli alberi, alle pietre e ai minerali. Metropolitana. Femmina volitiva e sofisticata, aggressiva eppur sensibile, ama portare su … Continua a leggere

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La cicala e le formiche – Esopo

In una giornata d’ inverno le formiche stavano facendo seccare il loro grano che s’ era bagnato. Una cicala affamata venne a chiedere loro un po’ di cibo. E quelle le dissero: “Ma perche’ non hai fatto provviste anche tu, quest’ estate?” . “Non avevo tempo”, rispose lei “dovevo cantare le mie melodiose canzoni” . “E tu balla, adesso che è inverno, se d’estate hai cantato!”, le dissero ridendo le formiche. La favola mostra che, in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente.

Io sono stata a lungo una cicala, poi, ho preso anche ad essere una formica…

Come vi sentite invece, voi? Cicala o formica?

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