#Ladies and gentleman #It’s up to New York (that’s so New York) #Fairy Tale #Frames of life #Just Breathe #Somersaults and mandolin in NewYork #The city is constantly changing #Neverending story #Love #(Go yankee GO) #That’s all

Il fulcro di New York, è l’isola di Manhattan, uno dei cinque “Boroughs” in cui è suddivisa la metropoli, qui, c’è un pianista che suona in piazza, la mattina prende un caffè, poi giù a suonare. Siede su uno sgabello e con un pianoforte a coda, riempie l’aria di note. La gente si ferma, persino qui, dove il giorno e la notte si danno il cambio con tempi diversi rispetto alla norma, dove non esiste l’attesa: a New York è bene darsi una mossa; i cd di Colin sono sul piano, “Colin Huggins vol.1” chiunque può comprare quell’emozione, portarla a casa e riviverla ogni volta che vuole, con pochi dollari, proprio quelli che a lui servono per vivere, per progettare, per continuare a fare musica, per realizzare, per sognare.

Quanto a me, per parlarvi di New York, dovevo sentirmi un po’ una Ammerikana, vivere la città, capirne il mood: questa operazione ha richiesto tempo. Vi ho fatto aspettare, per offrirvi squarci di realtà e sprazzi di vita. Adesso che un po’ New York mi è entrata dentro, forse anche perché, pur avendo un clima diverso, è alla stessa latitudine di Napoli, adesso, posso farlo. Da dove iniziare: anche questo mi ha frenato. Da quale stimolo, colore, idea, da quale odore, emozione, luce e da quale altezza soprattutto, raccontare…

…New york is the largest city in the Western Hemisphere, and it is full of the Biggest Things. For there, are also small things in this big city…

Punto di partenza delle mie giornate newyorchesi, è un amazing apartment sull’isola, in un grattacielo (è bella questa parola: gratta – cielo, mi piace da impazzire pensare ci sia qualcosa che solletica il cielo), nella lobby personale accogliente (uno dei dipendenti mi ripete: “Take care” ogni santo giorno, più volte al giorno, lo fa ogni volta che mi incrocia nell’edificio, roba che neanche mia zia) una vista strepitosa a 360 gradi che include l’ Empire, il Chrysler Building (fatto costruire da Walter Chrysler, presidente della omonima casa automobilistica, alcuni dettagli architettonici dell’edificio, si ispirano alle auto degli anni 20/30), l’Oceano, e una sterminata e cangiante Manhattan sotto di me.

Al mio arrivo, nell’ “Ora Blu”, sono stata accolta da Amore, Bollicine, sushi, e una arietta perfetta. La protagonista indiscussa di ogni mia giornata? Una borraccia fashion, regalo di una cara amica, viaggiatrice rodata, che come sempre ha fatto centro. L’acqua di New York è ottima, ed è indispensabile per lubrificare il nostro corpo, la macchina che ci supporta nelle maratone che la città richiede. A New York infatti, è buona abitudine, se non si alza il braccio con fare consumato per fermare un taxi, camminare in lungo e in largo, “Back and forth from Brooklyn to Manhattan” come dicono qui, come piace dire a Brad, amico newyorkese
chiamato in città “Mr. Big” per il suo trascorso che ricorda quello del grande amore di Carrie Bradshaw, Mister Big, appunto.

Una delle prime cose che ti salta all’occhio di New York, accennavo qualcosa prima, è che tutti in città, hanno una fretta tremenda. C’è quella storiella del leone e della gazzella che devono correre, per raggiungere il proprio scopo, beh, quella storia è lo specchio di ciò che quotidianamente accade qui. Correre, correre, correre, caffè in una mano, iPhone nell’altra e cuffiette nelle orecchie. Questo è. Bisogna procedere tra una spallata (il Rugby potrebbe essere nato qui, e non, nella città di Rugby, e cosa dire del Football? Credo come esempio sia migliore, infatti, questo sport è originario degli Stati Uniti…) un “Sorry”, un “Thanks” ed una interiezione a questo che ti lascia di stucco: “Ah-ah” (chissà poi perché, quando si dice: “Grazie” due su tre ti rispondono:”Ah-ah”). Non pensate di arrivare in città e fare come loro: solo dopo lungo esercizio riuscirete a tenere in equilibrio un caffè “Black no milk just sugar” senza versarvelo addosso. È tutto un fatto di swing.

Se New York ti entra in testa è finita, perchè un posto così, te la apre in due la testa. In città, in superficie, succede qualsiasi cosa; sotto, nella metro, si svela un mondo: cantanti, ballerini, poeti (una bellissima ragazza, con un banchetto e una macchina da scrivere, crea poesie in un corridoio della linea 6 per Uptown, tu le dici un argomento, un fatto, una storia, e lei, seduta stante, ti batte a macchina una poesia) artisti circensi e padri di idee folli si incrociano nella fitta rete metropolitana.

Vivere a New York significa tirar fuori tutta la grinta e l’energia che si ha, perché qui, l’energia si crea e si distrugge. E per ricaricarvi di energia, niente di meglio del cibo. L’offerta è incredibile: greco, giapponese, indiano, cinese, americano, italiano, francese… se volete starvene a casa, basta chiamare il negozietto all’angolo, ordinare una zuppa di miso e un toasted bagel, aspettare un paio di minuti, facciamo 4 va che siam sicuri: alla vostra porta, al trentaduesimo piano, ci sarà un ragazzo con il sacchetto e il vostro cibo. C’è una cosa, una cosa per la quale il vero New Yorker va matto: questo benedetto piatto, “Chicken parmigiana” una di quelle cose che io, amante ed estimatrice della parmigiana DOC, non accetterò mai.

Se siete storditi dal freddo di New York, se avete bisogno di coccole, il posto perfetto è nel Village: “RUSSIAN & TURKISH BATHS”; una volta che avrete finito di fare scrub, saune e massaggi (strepitosi, ve lo assicuro: il mio massaggiatore non ha niente da invidiare ai suoi colleghi professionisti orientali) vi sarà venuta (di nuovo) una gran fame. Una volta fuori dai Bagni, io ceno da un messicano in zona, la forza delle piccanti abitudini. Margarita e nachos, per iniziare. Poi, se è lunedì, con un po’ di fortuna, si può andare a sentire Woody suonare da Michael’s nell’ Upper East Side.

La cosa che riesce meglio a New York, è stupire: non ci si stupisce di nulla e questo stupisce, eppure… ci si stupisce nel vedere una ragazza che porta un quadro a tracolla com fosse una Kelly, nel notare la forza che ci vuole ad aprire le porte di alcun negozi, che hanno tubi di acciaio al posto delle maniglie, ci si stupisce di quanto questa città si evolva in fretta, quando questo pezzo sarà concluso, sarà già mutata, e allora, perché affrettarsi? (…) Ci si stupisce, ma qui stiamo parlando dell’ America, tutto è gigantesco, anche le cose che su questa terra si dicono. Per continuare a stupirvi (nel caso in cui quello che sto per suggerirvi vi stupisca) potete fare un tour dei vostri film preferiti in orari insoliti, come ho fatto io: sono andata di notte (ok, poi ci sono andata anche i giorno) sotto casa di Carry, in Perry Street e, avendo un’amica che abita al civico accanto, ho avuto modo di incrociare file di ragazze di ogni età fermarsi in venerazione di quel luogo ormai diventato di culto.

Cosa fare, dove andare, cosa vedere a New York? Insomma, siamo nell’era del web 2.0, che facciamo, ci prendiamo in giro? Le informazioni piovono dal cielo oramai. Quello che provo a fare qui, in questo spazio, nel mio Blog, a casa mia, è condividere riflessioni ed emozioni. Di seguito, qualcosa che mi emoziona e si, vi ho aggiunto in ogni caso alcune notizie, per i più pigri, quelli che cercano emozioni e fatti in un solo luogo. Questo Cicale e biliardino, è quasi un Paradiso, non credete? (…)

Cosa amo di New York (oltre a: “TUTTO IL RESTO”)

Le colazioni in stile Norma Desmond consumate da Pastis, gli aperitivi allo Standard, l’amore per il cibo italiano che si respira all’ “Osteria del Principe”.

Le domeniche. I lunedì. I martedì. I mercoledì. I giovedì. I venerdì. I sabati. (Ogni attimo vissuto in città).

Il succo di mango e il confort food in ogni luogo, ad ogni ora: cheesecake, french toast, pancakes…

I mercatini vintage.

L’ Empire. Perché qui è stato girato:”King Kong”.

Il Carnegie Deli celeberimo per il suo Pastrami, le bontà di Katz’s delicatessen e quelle di Magnolia Bakery.

La cattedrale di St. Patrick’s. La Gospel Mass ad Harlem, il Bronx e il Queens, perché di un’opera d’arte, quale è New York, bisogna apprezzare tutte le sfumature.

La New York Public Library sulla 5th Avenue.

Passeggiare sul Brooklyn Bridge, sospesa a 84 metri di altezza, passare per Brooklyn Heights e spendere una giornata al Botanical Garden (48 magnifici giardini).

Il Radio City Music Hall.

Andare a zonzo lungo l’High Line, un percorso sopra i binari usati dai vecchi treni merci.

Il Plaza, il Waldorf e il Chelsea Hotel.

Il jazz at Lincoln center.

Toccare con mano l’immenso valore delle opere di Van Gogh, Munich, Modigliani, Hopper, kandiski…

Battery Park e Bryant Park.

Sorvolare in elicottero la città, prendere lo Staten Island Ferry in a windy day, passeggiare come nel film, a piedi nudi nel parco.

Discutere e fare la pace durante una tempesta perfetta.

La funivia che porta a Roosevelt Island.

Il centro estetico Portofino a Soho e il titolare super friendly.

Le persone che corrono sotto la pioggia a Broadway o sul ponte di Brooklyn.

Ricordare Joe DiMaggio allo Yankee stadium.

Quello che hanno visto i miei occhi, nel parco, sul fiume dove il sole tramonta dietro lo skyline.

I Channel Gardens, la Lower Plaza.
Le sedi di ABC tv, CBS, NBC (RCA Building) e della Fox, perché il primo Amore non si scorda mai.

Chi ti sorride al semaforo senza motivo (questo vale a New York e nel resto del mondo).

Meatpacking, dove dopo sette anni di verdurine cereali e legumi ho riaddentato un corposo hamburger. Siamo umani, che vuoi farci. Quantomeno, ho scelto un posto simbolico.

Il profumo di John Lennon, nell’aria, davanti al Dakota Building.

Madison Avenue e il Madison Square Garden.

La sconosciuta, che mi urla: “I love your hat”.

Guardare l’ Empire e il Chrysler, stando a bordo piscina di una fantastica dimora newyorkese, all’ alba.

Il tassista cinese, in the cab del quale, ho pianto durante la corsa;
lui, inizialmente ha fatto il vago; andando via, ho chiesto scusa per le lacrime e i sorrisi confusi, gli ho lasciato una mancia corposa, (grazie a questa, per un attimo ho visto sfuggirgli un sorriso), poi mi ha detto:
“Thank’s a lot. No ploblem, I understand tears, I understand life”;
fulmineo, in un secondo, mentre mi accingevo a prendere i sacchetti dal sedile (è sempre colpa delle compere, quando non lo è dei genitori) mi si è rivoltato contro: “Just go, and let me go!!! Let me go”.
Ed è andato via sgommando! O Santa polenta.
Adoro l’essere fuori dalle righe di New York.

Mi piace molto anche il fatto che, nonostante tutto, l’America sia sempre il luogo delle opportunità.

In Italia, ci son rimaste le Arti e il cibo.
Perché ci son rimaste, le arti e il cibo, vero???

“TUTTO IL RESTO”

Ellis Island
La maggiore frontiera d’ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. L’immigration Museum, si trova su quest’isola: un’ incredibile vetrina della storia Americana.

Coney Island
Situata sulla punta meridionale di Brooklyn, si raggiunge facilmente con la metropolitana. Il parco dei divertimenti Astroland, che si trova a Coney Island, è famoso per essere il luogo di nascita delle “montagne russe”, ed anche la patria di uno degli ultimi rollercoaster in legno.

Gran Central
La stazione ferroviaria più grande del mondo per numero di banchine. Il soffitto è decorato con una mappa stellare. L’orologio a quattro facce (valore stimato tra i dieci e i venti milioni di dollari) in cima al banco informazioni, è l’icona più riconoscibile della stazione. È New York bellezza!

Rockefeller Center
Costruito dalla famiglia di banchieri statunitensi Rockefeller, questo centro è un complesso di 19 edifici che affaccia sulla Quinta strada. E’ famoso per ospitare nel periodo natalizio il più grande albero di natale del mondo e la scenografica “Skating Ring”. Anche il Top Of The Rock si trova all’interno del Rockfeller center.

Wall Street
E’consigliato visitarla quando la borsa americana è in piena attività, e se si riesce, fare un tour della Federal Reserve, la Banca centrale americana.

Statua della Libertà
Lady Liberty, opera dell’architetto francese Gustave Eiffel, fu donata dalla Francia agli Stati Uniti in occasione del centesimo anniversario dell’indipendenza americana, come simbolo dell’amicizia tra i due paesi.

Palazzo dell’ONU
Affacciato sull’East River, è la sede delle Nazioni Unite, il Palazzo di Vetro.

Metropolitan Museum of Art
Oltre due milioni di opere d’arte, il “Met” si trova lungo il cosiddetto “Museum Mile” sulla Quinta Strada all’estremità orientale di Central Park. Tra le diciannove esposizioni permanenti del museo spiccano indubbiamente quelle dedicate all’antico Egitto, all’antichità classica e alla pittura europea. Una sezione a parte che prende il nome di “The Cloisters” è riservata all’arte medievale.

Museum of Modern Art
Il MoMA offre la piu’ raffinata e completa collezione di manufatti del XIX e XX secolo disponibile ai giorni nostri, una collezione di opere d’arte moderna tra le più importanti del mondo, questo museo conserva capolavori assoluti come la “Danza” di Matisse, “Les Demoiselles d’Avignon” di Picasso e “Le ninfee” di Monet. Di assoluto rilievo è anche la sezione dedicata agli artisti americani più rappresentativi del XX secolo come Jackson Pollock, Andy Warhol, Jasper Jones e Edward Hopper.

Brooklin Museum of Art
Più di un milione di opere suddivise in numerose sezioni tra cui quelle dedicate all’antico Egitto.

Museo di storia naturale
Qui troverete la “Stella dell’India”, il più grande zaffiro blu esistente, estratto probabilmente da una miniera dello Sri Lanka, dono del finanziere J.P. Morgan. Notevoli le collezioni sui popoli asiatici, sull’uomo africano, le collezioni dell’America Centrale. Il museo è dedicato a Theodore Roosevelt, offre ricostruzioni di habitat di moltissimi mammiferi. Non dimenticate di alzare gli occhi al soffitto dove il vostro sguardo incontrerà il modello in grandezza naturale di una balenottera azzurra nella sala degli Oceani. Poiché qui non ci si fa mancare niente, c’è anche una canoa da guerra dipinta e intagliata nel legno lunga 62 piedi (18,89 mt). Un’ultima cosa: state attenti allo scheletro di Barosaurus!

Solomon R. Guggenheim Museum
L’inconfondibile profilo architettonico di questo museo ricorda un nastro di colore bianco avvolto attorno ad una struttura cilindrica che si restringe dall’alto verso il basso. All’interno le opere sono disposte lungo un percorso che giunge fino alla sommità dell’edificio. Il Guggenheim è stato disegnato da Frank Lloyd Wright. La particolarità’ è nella concezione spaziale: a spirale. Al suo interno vi è una collezione permanente dedicata alle opere del XIX secolo, fino ai nostri giorni.

Ground Zero
Il luogo dove sorgevano i due grattacieli del World Trade Center fino all’11 settembre 2001 è diventato una meta di pellegrinaggio obbligato per quanti intendono rendere omaggio alla memoria delle migliaia di morti causate dagli attacchi terroristici.

Canal Street
Patria dei duplicati.

Williamsburg
Il quartiere degli hipster, degli ebrei ortodossi e dei creativi. Molte case sono basse, a due piani, ricoperte di murales. Williamsburg è ad una sola fermata di metro da Manhattan.

DUMBO
“Down Under The Manhattan Bridge Overpass” negli anni si è trasformato: era un quartiere malfamato, oggi è un centro culturale di fama mondiale.

Times Square
Credo sappiate già di cosa parliamo: ristoranti turistici, insegne enormi al neon, traffico, traffico, traffico.

SoHo
“South of Houston Street” il quartiere, aveva un carattere prevalentemente industriale, fino agli anni ’60 del secolo scorso, quando alcuni artisti cominciarono a stabilirvisi.

Little Italy
Situato nella parte meridionale di Manhattan, questo quartiere risulta oggi quasi completamente assorbito da Chinatown (qui l’atmosfera è vivace, e ha un sapore esotico, anche perché Chinatown ormai si caratterizza per la mescolanza di vietnamiti, malesi, indonesiani). Gli immigrati di origine italiana a New York si sono trasferiti da tempo in altre zone della città con il risultato che quello che rimane a Little Italy, sono solo simboli esteriori del nostro paese a beneficio dei turisti. Ogni anno nel mese di settembre per le strade del quartiere si svolge la Festa di San Gennaro, festività popolare che dura quasi due settimane ed ha come momento culminante una colorata processione lungo Mulberry Street. La vera Little Italy, oggi, è Arthur Avenue.

TriBeCa
Anche il nome di questo quartiere di Manhattan, come Dumbo o Soho, deriva dalla sua posizione “Triangle Below Canal Street”.

Park Slope Historic District
Storico e tollerante quartiere residenziale, Park Slope è uno dei luoghi più affascinanti di Brooklyn con le sue boutique, i suoi caffè e i suoi ristoranti. Vi si trova inoltre il Prospect Park, bellissima oasi di verde dove si tengono numerosi concerti all’aperto durante i mesi estivi.

Central Park
Il polmone verde di New York si estende su una superficie di 3,4 km2 che divide l’Upper East Side di Manhattan dall’Upper West Side. Central Park rappresenta una rilassante alternativa al caos della città ed è molto frequentato sia dai turisti sia dai residenti. Al suo interno ci sono laghetti, non male saltare sulle piccole imbarcazioni a noleggio, nel parco, accessibile dalle 6 del mattino fino all’una di notte, c’è perfino uno zoo e una piscina. Pattinare a Central Park, prevedibile e magico. Magico davvero.

Greenwich Village
Questo quartiere a Sud della 14th Street, presenta strade con una struttura irregolare e non a griglia, chiamate con nomi. Nel Village i grattacieli lasciano il posto a edifici più a misura d’uomo, quartiere importante per molti artisti, scrittori e musicisti. Bob Dylan, fa riferimento al Village in tante sue canzoni; molti scrittori beat come Allen Ginsberg, Jack Kerouac abitavano qui. Nel Village ha sede Bleecker Street. Nelle vicinanze si trova il locale Café Wha? dove Jimi Hendrix, Bruce Springsteen e Bill Cosby hanno iniziato la loro carriera. E ‘uno dei quartieri più affascinanti di New York, ha conservato tutta la sua atmosfera bohémien nonostante sia uno dei luoghi dove il costo delle abitazioni è il più alto. Caffetterie, librerie e locali alla moda affollano le strade del Village dove si respira un’aria culturalmente differente rispetto al resto di New York, anche grazie alla presenza degli studenti della New York University. Epicentro del quartiere è Washington Square con il famoso arco da dove inizia la Quinta Strada.

BUONO A SAPERSI
Quando atterrate al JFK o a Newark potete prendere un taxi per raggiungere Manhattan. Costa circa 45$ un prezzo fisso che comprende la corsa, la tassa per entrare a Manhattan e la mancia. Al ritorno (davvero avete deciso di tornare a casa?) Olympia Trails (964-6233) è il bus che vi porta a Newark per 11$ o il New York Airport Service (875-8200), il bus che vi porta al JFK per 13$. Partono ogni 20 minuti da Grand Central, Port Authority e Penn Station.

In alternativa, prenotandolo almeno un giorno prima, potete provare a 20$ + tip il Supershuttle (258-3826), il pulmino che raccoglie più passeggeri, il tragitto parte dal vostro albergo e vi porta fino all’ aeroporto.

COME ORIENTARSI
La Fifth avenue è importante per l’orientamento cittadino. I numeri civici dei palazzi lungo le STREET iniziano la loro numerazione da questa avenue che divide in due la città. Tutti i palazzi a EST della quinta sono indicati da un numero preceduto dalla parola EAST, mentre tutti quelli a OVEST da un numero preceduto dalla parola WEST. Le AVENUE invece che attraversano da NORD a SUD la Quinta, sono numerate dall’1 al 12. Il senso di marcia delle macchine scorre quasi sempre in un’unica direzione.

Per sapere cosa succede a New York eccovi due guide: la “Zagat New York Restaurant” e per i locali notturni: “Time Out”. Il New Yorker invece ha una sezione speciale: “Goings On About Town”. Per essere “sul pezzo”, non mancate di fare una lettura anche del New York Times, del New York Post, del Village Voice, del Wall Street Journal, del New York Daily News.

Ricordatevi SEMPRE di lasciare la mancia (la famosa tip), non siate avari!

Nello Zoo del Bronx ci sono molte specie a rischio estinzione. Se vi avanza un po’ di tempo, non vi spiacerà affatto fare una capatina.

SPETTACOLI E OPERA
Non lasciate New York senza aver assistito ad almeno uno spettacolo a Broadway, off-Broadway e off-off Broadway. Oppure si, fate quello che vi fa star meglio.
Chi ama l’opera troverà pane per i suoi denti alla Carnegie Hall o alla Metropolitan Opera.

METRO
La Metrocard, nella versione Illimited for a week. Valida anche per i bus. Guarda la direzione: verso NORD bisogna prendere la metro direzione UPTOWN, verso SUD direzione DOWNTOWN. Ci sono alcune cose da sapere: i treni EXPRESS ad esempio, saltano alcune fermate mentre i LOCAL le fanno tutte.

SHOPPING
Un’alternativa al noto e dispendioso shopping sulla 5th Avenue sono i Department Stores grandi negozi dove i capi delle più prestigiose case di moda sono proposti al 40-60% in meno.
Century 21 è il mio preferito.

NON FARLO!

Ecco un breve elenco di quello che sarebbe consigliabile -NON- fare a N.Y.C.

NON mangiare HOT DOG o Pretzel comprati ai baracchini prima di aver consultato il sito Vendy Awards e scoperto quale sia il miglior cibo di strada.

NON chiedere di «Iuston street» se si cerca Houston street ma di «Auston street». La via infatti non è intitolata alla città americana che prende il nome da Samuel Houston, Presidente della Repubblica del Texas, bensì ricorda William Houstoun, che sposò una facoltosa ereditiera di Manhattan.

NON fare il bagno nei canali attorno a Manhattan: la corrente è forte, potrebbe essere molto pericoloso.

NON scommettere soldi quando si gioca a scacchi in piazza.

NON dormire in metro.

NON pensate mai che la strada sia un bagno pubblico: alla Corte del Queens ho seguito personalmente la causa di un uomo che aveva fatto pipì in strada, purtroppo, non ho potuto girare con la telecamera, l’Ipad, la GoPro e neanche conl’Iphone: chiaramente, anche questo è proibito.

NON consumate alcolici in luoghi pubblici e NON bevete, se avete meno di 21 anni.

Ringrazio i Partner che hanno supportato questo lavoro. Di seguito, i miei speciali su New York
(pubblico nuovamente, insieme ai 6 inediti, il lavoro sul food che da poco vi ho proposto, così, avrete tutto a “portata di sensi” nella vostra Christmas Magic Box)
Trascorrete un Natale intriso di Amore e che il nuovo anno vi trovi scoppiettanti.
Buona visione.
Alessia.

Questa voce è stata pubblicata in Arte, Artisti, Cultura, Educazione alimentare, Il nostro corpo è un tempio., Moda, Musica, salute, Sport, Storie, viaggi, Vita e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.