L’Airone Fausto

Chissà cosa si prova ad indossare la maglia rosa del Giro d’Italia a vent’anni, a pedalare così veloce da essere irraggiungibile. La mitica Cuneo-Pinerolo, il primo trionfo al Giro, il record dell’ora stabilito al Vigorelli: sono solo tre momenti speciali di una carriera unica, quella di Fausto Coppi, figura memorabile del ciclismo internazionale e dell’Italia del Novecento.

Nel 2019 il Campionissimo avrebbe compiuto cento anni e la sua regione, le sue strade lo ricordano con un eccezionale calendario di appuntamenti.

“Storia di un Campione. 100 anni di Fausto Coppi”, è il progetto della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

Un anno di eventi che, racconta “la storia di un uomo entrato nella storia”;

lo si può immaginare come un giro ciclistico, la partenza non può essere che da Castellania, anzi Castellania Coppi, come è stato ribattezzato il piccolo comune in provincia di Alessandria dove Fausto Coppi nacque e dove stasera si terrà il reading di e con Gian Luca Favetto, che, tra parole e musica racconterà l’avventura dell’uomo e dell’atleta: i trionfi e le cadute, le passioni e le sofferenze. “L’hanno chiamato Airone, perché aveva ali al posto delle gambe e, invece di pedalare, volava”. “L’hanno chiamato il Campionissimo, perché meglio di lui nessuno in sella ad una bici. Ma Fausto Coppi era di più, è stato l’Achille e l’Ulisse della bicicletta, colui che ha riempito di sé quella che viene considerata l’età d’oro del ciclismo sportivo”.

Un’età che aveva già i suoi nobili cantori – Dino Buzzati e Vasco Pratolini, Orio, Guido Vergani e Curzio Malaparte – le cui pagine saranno elemento fondante dello spettacolo.

Dopo Castellania il reading sarà in prima nazionale il 26 e 27 luglio al Teatro Carignano di Torino, per poi essere presentato in altre città piemontesi e tornare nel capoluogo a fine novembre.

Domani, un incontro, rivolto alle scuole, in quello che è il secondo vertice del triangolo di Piemonte da cui Coppi è partito alla conquista del mondo: Novi Ligure.

Su queste strade iniziò a pedalare: in bicicletta consegnava a domicilio i prodotti di una salumeria, ieri si diceva “garzone”, oggi lo chiameremmo “rider”.

A Novi Ligure, Fausto Coppi è ricordato nel Museo dei Campionissimi che condivide con un altro gigante del ciclismo, Costante Girardengo. Negli spazi del museo sarà ospitato: “Un uomo solo al comando”, il talk curato da Marco Zatterin (vicedirettore di La Stampa) e Luca Ubaldeschi (direttore di Il Secolo XIX) in più, convegni e alcune mostre.

La terza tappa di questo giro lungo un secolo, è Tortona; qui Coppi si spense all’alba del 2 gennaio 1960, ucciso dalla malaria contratta il mese precedente in Africa.

A Tortona, la mostra fotografica “Fausto Coppi. La grandezza del mito” (dal 17 maggio a Palazzo Guidobono) e l’evento “Ricordando Fausto cent’anni dopo” (a ottobre).

Castellania, Novi Ligure e Tortona saranno unite domenica 30 giugno da La Mitica, la ciclostorica con biciclette d’epoca e atmosfere vintage.

Se i “colli di Coppi” sono quelli che ondulano il Piemonte sud orientale, una delle imprese più memorabili della sua carriera si è consumata a occidente, sulle montagne che fanno da cerniera tra Italia e Francia.

Il 10 giugno 1949, il Giro d’Italia prevedeva la sua diciassettesima e terz’ultima tappa: la Cuneo-Pinerolo. Ancora in lacrime per la tragedia di Superga, il Paese fu consolato dallo sbalorditivo volo dell’Airone.

Poco dopo la partenza, Coppi andò in fuga.

Tagliò il traguardo con quasi dodici minuti di vantaggio sul secondo in classifica, un certo Gino Bartali. Quel giorno, complice la radiocronaca di Mario Ferretti, nacque la leggenda: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi”. Il 23 maggio la dodicesima tappa dell’edizione 102 sarà la Cuneo-Pinerolo. Il Giro d’Italia ricorderà i 100 anni di Fausto Coppi fin dal giorno precedente, con l’arrivo a Novi Ligure; il Giro Rosa, il 5 luglio prenderà il via con la cronometro a squadre Cassano Spinola–Castellania, legando il paese in cui morì Girardengo a Casa Coppi.

Diversi eventi si sono già tenuti a marzo al Palazzo Monferrato di Alessandria e al Circolo dei lettori di Torino (che chiuderà il suo ciclo di appuntamenti con “Coppi. L’ultimo mistero”, incontro con il giornalista Paolo Viberti e Adriano Laiolo, scrittore, sportivo, amico di Coppi). La mappa si estende fino alla Liguria e comprende decine di altre proposte: tra sport e spettacolo, libri ed enogastronomia (i colli di Coppi sono anche quelli del Gavi e del Dolcetto), targhe celebrative, folder filatelici e numismatici, memoria e intrattenimento, culminando in una serie di iniziative concentrate attorno al 15 settembre, data ufficiale del centenario.

Presto sarà terminato a Castellania Coppi “L’ultimo chilometro”, il murales di 450 metri quadrati che si estende sulla Strada Provinciale 135. L’opera è realizzata da Riccardo Guasco, illustratore e pittore e già accoglie i tanti cicloamatori che pedalano sulle strade del Campionissimo.

Dietro ogni curva si nasconde un nuovo orizzonte, in cima ad ogni salita si schiude un diverso paesaggio, al termine dell’ultimo chilometro c’è un traguardo da superare:

lo sapeva bene l’uomo solo al comando e sempre in fuga.

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