~Peace and Love~ Ottieni con la persuasione, non con la violenza (Biante, VI sec. a.e.c.)

Non trovo molte parole per qualcosa di troppo spesso taciuto come la violenza.

Violenza: è brutto, anche come termine, accostato a “donna” peggio, “bambino” fa venire i brividi.

Eppure, dove c’è l’ombra di una violenza, di un oltraggio,
l’ombra del potere per il potere, proprio lì, c’è più bisogno dell’uso della parola.

Cosa dire?
Come,
usare questa parola?

Denunciando.

È facile per me, son qui, in poltrona, sorseggio caffè in uno dei miei “coffice” preferiti, scribacchio, ragiono (e qui casca sempre l’asino), aggiorno questo diario di bordo (si è sempre, a bordo di qualcosa) e uso la cortesia di suggerirvi di denunciare ogni violenza conosciuta o subita.

Tsé. Io.

Come se fosse facile, come fosse semplice raccontare in che modo e chi,
usa violenza su noi o su chiunque vicino a noi;
quante volte ci rendiamo complici, omettendo la verità, non raccontando, per paura, vergogna, incredulità o anche “SOLO” in nome di quello che chiamiamo Amore?

Non me la sento di fare la maestrina, non mi appartiene, credo però sia importante riflettere, fermarci, trovare capo e coda.

Quanto è responsabile, la stessa donna, della violenza che subisce da un uomo?

Vi faccio un esempio, magari riesco a mostrare meglio il mio punto di osservazione:
se una donna ha delle esigenze, delle abitudini, dei modi di azione e (si spera) un proprio pensiero, una storia, successo sul lavoro,
e, il suo uomo non riesce a tenere il passo con questo insieme di fattori,
se, non è così forte e stratificato da gestire la situazione,
probabilmente andrà in tilt, si sentirà impotente e l’impotenza, è una delle cause primarie della violenza di un uomo su una donna;

a prescindere dalle differenze, molte volte siamo proprio noi donne, con i nostri comportamenti, la nostra educazione, a permettere all’uomo di essere violento (si parla di violenza fisica, psicologica e verbale) ponendoci come vittime, “sentendoci in colpa” per essere ciò che siamo, accettando così la sua irruenza.

Il senso di colpa: ne ha rovinati più lui che l’alcol e la droga.

Non sentitevi dunque in colpa per essere voi stesse, tantomeno, smettete di esserlo: non è accettando le sue reazioni, o recitando, interpretando un ruolo lontano dalla vostra natura, che risolverete.

Parlate con qualcuno, cercate il seme della questione, suggerite una terapia di coppia (non sarà facile, lui non accetterà, negherà il problema, rimuoverà ogni macchia e si comporterà come un angelo, sopratutto al cospetto di altri, sarà il migliore degli uomini fino… alla prossima volta che vi insulterà, vi romperà un braccio, vi prenderà a schiaffi, o farà volare davanti ai vostri occhi la prima cosa che gli capiterà a tiro) avete il sacrosanto dovere di provarci.

Se non si lascerà convincere a farsi aiutare, allora siate tanto forti da denunciare, denunciare quello che mai avreste voluto aver vissuto, quello che vi ha visto protagoniste.

Poiché a questo mondo di wonder womens ce ne sono poche, se non riuscite a farlo curare, quest’uomo, se neanche lo denunciate, allora ragazze, andate via da lui, lontano e in fretta, e non salverete il mondo.
Non aiuterete altre donne (questo non è bello), quantomeno, non avrete sacrificato voi stesse;
Ogni anima risparmiata ad uno strazio ha inestimabile valore.

Se l’uomo che credevate fosse l’amore della vostra vita, riuscirà, una volta rimasto solo, a capire, quello che fa, quando perde le staffe, e vi cercherà (in ogni caso, vi cercherà) fatevi trovare, solo a patto di aver notato in lui un barlume di sanità mentale, e a patto che vi chieda di iniziare una cura, di aiutarlo con il suo problema di gestione della rabbia, problema finalmente riconosciuto.

Parlarvi di violenza era l’ultima cosa che avrei voluto fare, però l’ho fatto. Perché è preferibile l’eco delle nostre parole, all’eco silenzioso e tragico che la violenza porta sempre con sé.

Solo un uomo debole usa violenza contro la sua donna, solo un uomo piccolo, ha bisogno di ricorrere alla violenza per avere rispetto.

Un uomo codardo.

Ladies,
davvero questo, volete per voi?

Mi risponderete che c’è “LA QUESTIONE”

quella dell’amore;
argomenterete le vostre teorie dicendomi che spesso le due cose, violenza e amore, si intrecciano, che diventa difficile separarle.

Cosa volete che vi risponda?

Per me, l’Amore, è tutta un’altra cosa.
Vorrei lo fosse anche per voi.
Credo si debba cominciare da qui.

Grazie a Furio Sandrini, alias Corvo Rosso (http://www.corvorosso.it)
ce ne vuole, di Uomini fatti della sua pasta.
È stato per me un privilegio avere l’opportunità di collaborare con lui.

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