Aria di Napoli

Si torna sempre dove tutto ha avuto inizio: non si mente al cuore.

Creare un video di pochi minuti su Napoli è stato come voler mettere il Gange in un bicchiere, e come il detto indiano suggerisce, questo non è possibile;

ci ho provato ugualmente:

se Napoli non può stare in un solo video, il suo profumo, il suo sapore, probabilmente si.

Immagini nelle quali si mescola tutto, capitoni e Chanel, Gerardo e ‘i mmmerikani, guerrieri e imperatori, foto intrise di coraggio e la storia della mia squadra del cuore, la pizza e il mare, la borghesia, la nobiltà, il proletariato, perchè la differenza è solo nel giudizio, e una delle essenze di Napoli è nella ‘mescolanza‘.

15 giorni napoletani, perché Natale con i tuoi, e non solo Natale, con i tuoi,

altrimenti non si tratterebbe di Napoli.

Quello che mi auguro, e che auguro a voi, in questo anno vergine è di non fare alcun buon proposito: ci auguro ‘solo’ di FARE.

Ma, aspettate, questo in realtà è un buon proposito…

– eeeeed ecco che mi accartoccio come sempre con le mie riflessioni e come consuetudine, lascio scorrere (https://lamenteemeravigliosa.it/cambiate-oppure-lasciate-scorrere/),

continuo a scrivere.

Grazie a Ciro Incoronato (https://www.c-cubo.it/) e grazie a Francesco Caso per le foto.

Grazie ad @Ilantina, resiliente amica e a Giulia ‘la milanese’.

Grazie a Napoli, per la sua energia.

Non avrei voluto nascere in nessun altro luogo al mondo.

(Video)

A Napoli la mostra “L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina”.

La Cina di 2000 anni fa nel cuore di Napoli. Ben 170 grandi guerrieri di terracotta, a grandezza naturale, sono esposti nella navata della basilica dello Spirito Santo su via Toledo.

I guerrieri, i paramenti dei soldati, le armature e i calzari; una piccola parte del famoso “Esercito di terracotta”, (composto da 8.000 statue) che dal terzo secolo a.C. sorveglia il mausoleo di Qin Shi Huang a Xi’an .

Un enorme corredo funebre per il primo imperatore della Cina. In mostra in totale 300 pezzi: armi, suppellettili, vasellame ed oggetti d’arte.

Ogni guerriero e pezzo è una riproduzione precisa, creata da artigiani locali seguendo antiche tecniche di fabbricazione e, le statue sono state ricavate dal calco utilizzato su quelle originali. I guerrieri sembrano marciare nella navata della chiesa.

Una sezione descrive la “Fossa 1”, la tomba vera, un’altra, racconta la creazione di ogni terracotta e la storia di questo esercito considerato il più grande della storia antica, superiore anche a quello Romano e a quello di Alessandro Magno.

World Press Photo Exhibition la mostra itinerante che viaggia attraverso 100 diverse città, per il secondo anno consecutivo, ha fatto sosta a Napoli. Burhan Ozbilici, autore dello scatto che immortala il volto dell’assassino di Ankara, un istante dopo aver sparato e ucciso l’ambasciatore russo in Turchia (Andrey Karlov) è il vincitore.

La foto premiata (“World Press Photo of the Year”) è frutto del coraggio di un giornalista che ama la sua professione, una persona onesta, con senso di responsabilità; dopo aver fatto il giro del mondo, l’immagine, espressione di un GIORNALISMO LIBERO, è stata esposta nella cornice degli splendidi saloni del Museo Villa Pignatelli alla Riviera di Chiaia.

Ogni anno una giuria internazionale seleziona i 150 scatti migliori scelti tra circa 100.000 foto di 6.000 fotoreporter.

Vito Cramarossa, manager di Cime, organizzatrice del World Press Photo, sostiene che Napoli sia una scuola di grandi fotografi, non a caso uno dei vincitori è Antonio Gibotta, partenopeo.

La Fondazione World Press Photo, dal 1955 tutela la libertà di informazione, inchiesta ed espressione come diritti inalienabili e rappresenta l’eccellenza della fotografia d’attualità.

La MA.GI.CA al Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

Ancora in corso: ‘Il Napoli nel mito- storie, campioni e trofei mai visti’.

La squadra, la città, le memorie che emozionano e rinnovano attraverso le generazioni una passione identitaria dei napoletani, quella per il calcio. In occasione della prima mostra ufficiale SSC Napoli sono esposti i trofei vinti dalla squadra partenopea nel corso della sua storia.

Progettata dall’architetto Andrea Mandara, per la parte grafica da Francesca Pavese, con testi di Serena Venditto, l’esposizione propone nelle tre sale del piano terra affacciate sul giardino delle camelie, un percorso cronologico, dagli albori del calcio ai giorni nostri.

Le vicende del club azzurro vengono ricostruite e raccontate attraverso i materiali ed i cimeli di Momenti Azzurri, un’associazione nata da un’idea di Dino Alinei e Giuseppe Montanino.

La Rai, partner televisivo, ha fornito video e filmati storici che animano il percorso espositivo, Il Corriere dello Sport, l’esclusivo materiale fotografico sulla squadra. L’Archivio fotografico Carbone, ha messo a disposizione il suo patrimonio di immagini.

(Forza Napoli).

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