Mattinate napoletane

Il 12 marzo del 1860 nasce a Napoli – lo dice la storia, non io – uno dei più grandi scrittori dell’Ottocento: Salvatore Di Giacomo.

Volevo scrivere di Lui, Il Poeta, da tempo, oggi trovo lo spunto per farlo.

In occasione dell’anniversario della nascita è uscita (Polidoro Editore) la raccolta di racconti Mattinate napoletane.

Dopo aver lasciato gli studi di medicina per dedicarsi al giornalismo, Salvatore Di Giacomo si fece interprete di quello che amava definire “verismo sentimentale”.

Una scrittura, la sua, capace di cogliere sfumature impercettibili, elementi che sfuggono a chi ha una sensibilità poco sviluppata, un cuore non allenato.

Mattinate napoletane, apparso per la prima volta nel 1886, rappresenta fortemente lo spirito narrativo di Di Giacomo.

Si tratta di 15 novelle nelle quali si percorre un viaggio tra le parole, un ritratto de “La città dolentehttps://g.co/kgs/BrQRB2

dove si mescolano racconti bizzarri – ne è esempio quello del canarino poeta – e comuni.

Di Giacomo guida con maestria il lettore attraverso i vicoli partenopei pullulanti di vita e sfumature.

Si mise in cammino, scendendo per Toledo, con le mani in tasca e la testa china, tutto pensoso. Che si sentisse dentro, lui stesso non lo sapeva.

Il racconto si chiama Scirocco, come il vento caldo che proviene da sud-est.

Napoli, Marzo 1885

CARISSIMO PAOLO,
Io non ho, qui a Napoli, con chi sfogare certe mie piccole pene, che mi pare abbiano tutta la buona intenzione di rimanersene meco alloggiate, in questa cameretta mia solitaria. Non ho stretto amicizia con nessuno, apposta per non dare a nessuno il modo di subitamente allontanarsi da me per qualche improvvisa scappatella che mi facesse il morboso carattere mio. Vivo solo e tranquillo in questa mia stanza, dalla quale esco a prima ora di mattina per trovarmi all’Istituto, e un po’ a sera, col tempo buono, per avvelenarmi con una chicchera di caffè e con un sigaro napoletano. Il caffè, per acquaccia nera che sia, mi permette di studiare e di leggere fino a notte avanzata, e ciò mi fa bene, lasciandomi dimenticare, sviando il pensiero e interessandomi a qualche cosa fuori di me stesso.

Tracce di malinconia e sentimento nell’opera del poeta, drammaturgo novelliere e saggista.

Quando ho deciso di aggiungere il cognome di mia madre, discendente di Salvatore Di Giacomo, a quello di mio padre (che per nulla al mondo avrei depennato) non molti hanno capito perché volessi farlo. Hanno letto questa scelta come una delle mie stravaganze: non lo era; aveva a che fare con il sangue anzi, con il sanguigno, con l’amore, con la passione per la penna, per l’alta e affilata parola.

Di Giacomo fu autore di numerose e note poesie in lingua napoletana (molte delle quali poi musicate) che costituiscono una parte importante della cultura popolare partenopea.

 

È stato un artefice dell’epoca d’oro della nostra canzone.

Fu tra i fondatori, assieme a Benedetto Croce e ad altri intellettuali, della nota rivista di topografia e arte Napoli nobilissima. Fu nominato accademico d’Italia nel 1929.

Il suo esordio risale al 1882, quando la casa editrice Ricordi lo mise sotto contratto e fece pubblicare Nannì e E ghiammoncenne me’.

Alcuni suoi versi sono stati musicati dal compositore abruzzes Francesco Paolo Tosti per quella che resta una delle più famose canzoni in lingua napoletana, Marechiare e dal musicista Mario Pasquale Costa di cui ricordiamo anche Era de maggio, nella quale due giovani innamorati ricordano il loro primo incontro: a maggio, in un giardino profumato di rose. C’è poi Luna Nova e la spensierata Oilì oilà che irritò i benpensanti milanesi che non si sapevano spiegare il motivo di tanta ilarità in una città appena colpita da gravi epidemie (È Napoli, bellezza!).

Marechiare si rivelò un ritratto per questo villaggio tra le rocce di Posillipo (il nome Posillipo deriva dal greco Παυσιλυπον e letteralmente significa «che fa cessare il dolore»)

nel quale Di Giacomo immaginò una bella ragazza, di nome Carolina, che si affaccia da una finestra ricca di piante di garofano. Sempre nello stesso anno con la collaborazione di Costa produsse un altro successo, la canzone appassionata Oje Carulì. Nel 1888 pubblicò la scanzonata Lariulà e scrisse la celeberrima ‘E spingule francese.

Fu anche autore di opere teatrali, tra cui Assunta Spina, probabilmente il suo dramma più noto (tratto dalla sua novella omonima) ripetutamente rappresentato e poi adattato per il cinema e per la televisione.

Altra opera importante fu O mese mariano, dalla novella Senza vederlo interpretata, poi, in televisione, da Titina De Filippo.

Scrisse i drammi ‘O voto, dalla novella Il voto, A San Francisco, dalla collana di sonetti omonima, e Quand l’amour meurt

Il giornalista Roberto Minervini, ricordando Salvatore Di Giacomo, scrisse:

«Alle trattorie di lusso preferiva nascoste osterie ove tra una pietanza e l’altra rimaneva trasognato, né valevano a ridestarlo le sue canzoni, sonate e cantate per fargli onore dai posteggiatori di quei pittoreschi locali. Non amava Marechiare, la più celebre di tutte, perché veniva indicato non come l’autore di Ariette e Sunette ma come l’autore di Marechiare. Il puntuale riferimento lo infastidiva e lo innervosiva: una sera al Gambrinus, abituale convegno di letterati, giornalisti e uomini politici, gli fu presentata una signora che non gli risparmiò il dolore, poco dopo fu visto allontanarsi, salutando appena con un gesto».

Era zio del virtuoso percussionista, batterista Gegè Di Giacomo e del mio amato nonno Giuseppe Di Giacomo.

Morì nella sua abitazione in Via S. Pasquale a Chiaia, nella notte del 5 aprile 1934 all’età di settantaquattro anni, dopo aver donato al mondo le sue parole, la sua anima e la sua arte.

Se v’è cosa bella ed alta e onorevole questa è l’arte davvero. Ed ella non accoglie fratellanze volgari, non tollera ammonimenti insinceri, non s’adombra per voci petulanti.
Se arte è – da sola vive, s’esalta e s’illumina.

“La poesia di Salvatore Di Giacomo scapigliata, verista, decadente ad un tempo, si caratterizza per essere lirica e fantastica: ha il senso del misterioso; pova il fascino del passato” (Benedetto Croce).

“Salvatore Di Giacomo morirà solo quando Marechiaro (che ora ha una via intitolata al suo nome) e l’intera Napoli avranno cessato di esistere…” (Giuseppe Marotta).

“Salvatore Di Giacomo, poeta, narratore, drammaturgo, autore di canzoni, storico, giornalista, bibliotecario, è da ritenersi per la qualità della sua arte, per la sua opera, e per il suo valore di studioso il più illustre letterato napoletano; ha rappresentato un vertice assoluto della cultura del suo tempo, non soltanto a Napoli, ma anche in Italia e all’estero. È  immagine velata e musicale del suo tempo interiore” (Vincenzo Regina).

Nu pianefforte ‘e notte sona luntanamente, e ‘a museca se sente pe ll’aria suspirà. È ll’una: dorme ‘o vico ‘ncopp’a sta nonna nonna ‘e nu mutivo antico ‘e tanto tiempo fa. Dio, quante stelle ncielo! Che luna! E c’aria doce Quanto na bella voce vurrìa sentì cantà. Ma sulitario e lento more ‘o mutivo antico; se fa cchiù cupo ‘o vico dint’a ll’oscurità. L’anema mia surtanto rummane a sta fenesta. Aspetta ancora. E resta, ncantànnose, a penzà. (Pianefforte ‘e notteAriette e sunette).

Rosa, si chiove ancora nun t’ammalincunì, ca d’ ‘o bontiempo ll’ora sta prossema a venì. Nun vide? ’E luce ’e sole luceno ’e st’acqua ’e file; è ‘a morte d’ ’e vviole, so’ ’e lacreme d’Abbrile. Ma mo cchiù ffresca e ffina ll’aria se torna a fa’… Meh !… A st’aria d’ ’a matina. Rosa, te può affaccià. Aràpe ’e llastre : aràpe sta vocca piccerella addó sulo ce cape nu vaso o na resella canta: chist’ è ’o mumento; tu cante e io, chiano chiano, mme faccio ‘a barba e sento, cu nu rasulo mmano. E penzo: «’A ì ccà; s’affaccia… Mm’ ha visto… Mme saluta …» E c’ ’o sapone nfaccia dico: – Buongiorno, Ro’!…(Buongiorno, Ro’!Ariette e sunette).

Vocca addurosa e fresca, vocca azzeccosa e ddoce,  addò c’ ‘o tuoio se mmesca stu sciato, addò la voce  è musica, è suspiro,  è suono cristallino… (da Vocca addurosaTutte le poesie, Newton Compton editori, 1991).

Quanno sponta la luna a Marechiare pure li pisce nce fanno all’ammore se revotano ll’onne de lu mare, pe la priezza cageno culore, quanno sponta la luna a Marechiare… (da A MarechiaroCanzoneTutte le poesie, Newton Compton editori, 1991).

Era de maggio e te cadeano nzino a schiocche a schiocche li ccerase rosse, fresca era ll’aria e tutto lu ciardino addurava de rose a ciente passe. (da Era de maggioCanzone, 1885).

E menato ncopp’ ‘o lietto guardo, guardo nnanze a me… tengo ‘o sole de rimpetto dint’ ‘o core tengo a tte. (da CuntroraVoce luntaneTutte le poesie, Newton Compton editori, 1991).

Napoli è una città bella e singolare – singolare principalmente. Le sue cose rare sono mescolate alle comuni – le nobili alle volgari – a pochi passi dal silenzio è il rumore – prossimi a’ luoghi più luminosi ed aperti sono le ombre e il mistero – accanto a un monumento medievale è un lurido fondaco o un vicolo e, forse, alle spalle d’un tempio un lupanare. Ciò che è qui da per tutto, è la vita: la vita popolana, pulsante e ininterrotta, che passa e si rincorre e scivola lungo i muri del monumento e del tempio, che s’addensa e si sparpaglia, e s’agita ed urla o impreca, sotto un fulgido sole che par quasi la fecondi, e investa a un tempo col suo lume diffuso questa folla dell’ultima ora e i ruderi d’un teatro greco, e quel che fu il tempio insigne dei Dioscuri, e una chiesa angioina, e il pallido chiostro d’un antico convento di monache armene…

Quelle sono, a parer mio, le opere d’arte più impressionanti le quali in coloro che, dopo d’averne rilevato tutto il fascino, se ne sono allontanati lasciano un punto impaziente e quasi tormentoso, l’eco, vorrei dire, di quella fiduciosa voce dell’artista il quale par che desideri di continuare il suo sogno nell’anima degli altri e dica loro: CERCATE

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TRACCE:

Salvatore Di Giacomo

https://youtu.be/WGfkjAOaJGg
https://youtu.be/F8bQ9gHHh28
https://youtu.be/g6_3Y7p4sfg
https://youtu.be/W2piXWkB440
https://youtu.be/S94KmXIF2Ts
https://youtu.be/sKJscHOz8I8
https://youtu.be/PzseZ4NqYNE
https://youtu.be/xxGt-BMpglc
https://youtu.be/ia78dAkuCjk
https://youtu.be/6n5mY-LfuEU
https://youtu.be/Zhn1VKo9Uyc
https://youtu.be/m1Oh89XKNXM

Gegè Di Giacomo

https://youtu.be/LgM2ls2SW5g
https://youtu.be/LL7nj6VC2yg
https://youtu.be/qjE8aNJLdV4
https://youtu.be/MNBTyjX4g2U
https://youtu.be/a0zwYA-XJpw
https://youtu.be/y1FS4CMhrr0
https://youtu.be/VyUCTXttSA0
https://youtu.be/XlQWi1nrXu0
https://youtu.be/LEoxei7AUBs
https://youtu.be/R-AAAi4GzUo
https://youtu.be/w0F9KszdOy4
https://youtu.be/K8hneWP8XZY
https://youtu.be/gyt8xs_6MrE
https://youtu.be/HRuqrRrxvYc
https://youtu.be/6lglEVRjjVc
https://youtu.be/wed02pbvKyI

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