A VISUAL PROTEST

THE ART OF BANKSY

Banksy artista e writer dall’identità sconosciuta, sorprendente genio della comunicazione, esponente della street art contemporanea, non usa Facebook (una delle ragioni per cui mi piace) però é su Instagram;

autore tra l’altro, dell’iconica “Girl with Balloon” che nascondeva un marchingegno all’interno della cornice, il quale, azionato al termine della Contemporary Art evening sale di Sotheby’s, ha arricchito la storia dell’opera: appena aggiudicata, la creazione, seppur parzialmente distrutta, ha raddoppiato il suo valore.

Nuovo nome: “Love is in the Bin“.

Al fenomenale burlone di Bristol, amante della satira, artefice di eventi mediatici che con ogni azione, sempre inaspettata, fa notizia, il mercato non interessa;

lo sbeffeggia, criticando ogni forma di commercio legata all’arte, ma lui interessa molto al mercato (le quotazioni dei suoi lavori oggi sono altissime).

Banksy tratta argomenti universali come la politica, la cultura e l’etica, usando spesso figure di bambini per rendere più incisivi i suoi pensieri.

In questi giorni – la prima volta per un museo pubblico italiano – il Mudec di Milano ospita una mostra, ovviamente non autorizzata, dei suoi lavori, conferendogli un posto ufficiale nel panorama dell’arte contemporanea.

In via Tortona, negli spazi del Museo delle culture, poco lontano dal Naviglio Grande, potrete nutrire la vostra curiosità grazie ad un documentario sulla vita del misterioso personaggio (realizzato da “Butterfly Art News” una coppia di collezionisti che segue Banksy da vent’anni), proseguendo, assisterete alle proiezioni dei suoi murales sparsi in tutto il mondo, potrete osservare da vicino 80 opere tra dipinti, prints, memorabilia, fotografie, litografie, copertine di vinili e cd musicali: api, topi, militari, Neanderthaliani, l’immagine modificata (con due banane) di “Pulp fiction”, i cani di Keith Haring e di Jeff Koons, tenuti al guinzaglio da persone diverse, “Love is in the air” il contestatore dal volto coperto che lancia fiori, il poliziotto con la faccia di smile, la bimba vietnamita investita dal napalm che tiene le mani a Topolino e al pagliaccio di McDonald’s, la serigrafia gemella della “Ragazza col palloncino rosso”.

Tre i temi principali in cui è suddivisa l’esposizione curata da Gianni Mercurio: la ribellione, i giochi di guerra e il consumismo.

Una retrospettiva ricca di provocazioni, ribellioni e contraddizioni del misterioso artista, conosciuto eppure anonimo, fuori dai vicoli e dalla strada che tanto ama.

Fino al 14 aprile 2019.

(Guarda video)

“Mi piace pensare di avere il fegato di resistere in maniera anonima in una democrazia occidentale e pretendere cose a cui nessuno crede più – come pace, giustizia e libertà. Banksy

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